Antonino G. Perricone – Pagine a colori

Messina - 15/10/2011 : 30/10/2011

L'artista presenta in questa mostra una serie di opere realizzate per un progetto nato all'interno del gruppoerre: questi quadri offrono allo spettatore un caleidoscopio di cromie e forme.

Informazioni

  • Luogo: CENTRO D'ARTE MODERNA AGATIRIO
  • Indirizzo: Via Vittorio Veneto 57 - Messina - Sicilia
  • Quando: dal 15/10/2011 - al 30/10/2011
  • Vernissage: 15/10/2011 ore 18
  • Autori: Antonino G. Perricone
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 9-13 e 16.30-20, lun e festivi chiuso

Comunicato stampa

L’artista presenta in questa sua mostra particolare sua una serie di opere realizzate per un progetto nato, alcuni anni addietro, all’interno del gruppoerre (di cui Perricone è fondatore insieme ad Antonella Affronti e Totò Vitrano), questi quadri offrono allo spettatore un caleidoscopio di cromie e forme.

Nel suo testo introduttivo del catalogo della mostra, il critico d’arte Vinny Scorsone, scrive: “(…) Le opere di Antonino G. Perricone, esposte in mostra, hanno in sé potenza e grazia, caratteristiche che da sempre accompagnano il lavoro di questo artista

Punto focale di questo ciclo di opere è il corpo con le sue tensioni muscolari ed energetiche. Onde magnetiche che forgiano e trasformano accendendo di forza generatrice ogni cosa che incontrano.

Perricone “scrive” inquietudini esistenziali. Ogni opera è un racconto sempre nuovo composto da fremiti e urla silenziose. Nella forma si innestano simboli, nuove antropomorfìe si manifestano in campi cromatici.
Nell’universo pittorico di Perricone il colore è forma, è la forza impetuosa, la calma apparente, il simbolo,l’archetipo.
Il maschile e il femminile si affrontano, si seducono, latori di un racconto di vita fatto di gioie e dolori, di costrizioni e libertà. In questo suo gruppo di opere, sembra quasi che l’artista si sia lasciato consigliare da una musa benevola che lo ha accompagnato per tutta la durata del lavoro; ha guidato la sua mano facendo emergere ricordi sopiti e ha infuso vita a masse mute. Nel silenzio della tela il corpo ha così costituito uno spartito musicale sul quale far suonare ora dolci ora violente melodie.(…)”