Antonia Low – Status of Lost Imagery

Roma - 08/06/2016 : 03/07/2016

Prima mostra personale in Italia di Antonia Low. L’installazione Status of Lost Imagery ha come tema la recente devastazione del museo archeologico di Palmira in Siria.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO NAZIONALE ROMANO - PALAZZO ALTEMPS
  • Indirizzo: Piazza di Sant'Apollinare, 46, 00186 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 08/06/2016 - al 03/07/2016
  • Vernissage: 08/06/2016 ore 18 su invito
  • Autori: Antonia Low
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Apertura al pubblico: dal al 9 giugno al 3 luglio 2016 Aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.45 La biglietteria chiude alle 19.00 Chiuso il lunedì
  • Biglietti: Biglietto unico del Museo Nazionale Romano, valido per quattro siti: Palazzo Altemps, Palazzo Massimo, Crypta Balbi e Terme di Diocleziano. Intero Euro 7,00 Ridotto Euro 3,50 Hanno diritto alla riduzione i cittadini dell'Unione Europea tra i 18 e i 24 anni e i docenti delle scuole primarie e secondarie dell'Unione Europea. Ingresso gratuito per minori di anni 18. In occasione di mostre temporanee il prezzo del biglietto potrà subire variazioni.

Comunicato stampa

Nel Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps, mercoledì 8 giugno 2016, si inaugura Status of Lost Imagery, la prima mostra personale in Italia di Antonia Low. L’artista al momento è borsista dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.

L’installazione Status of Lost Imagery di Antonia Low ha come tema la recente devastazione del museo archeologico di Palmira in Siria.

In una delle sale del Museo di Palazzo Altemps, Antonia Low colloca a terra l’ingrandimento di una fotografia giornalistica, stampata su stoffa, coprendo in questa maniera quasi interamente il pavimento

La foto, scattata dopo la liberazione dallo Stato Islamico nel marzo 2016, mostra lo stato di devastazione di una sala del museo siriano. Su questa immagine a terra l’artista raggruppa delle strutture di metallo sottili, che ricordano i dissuasori usati normalmente per proteggere le opere d’arte. Tali strutture delimitano degli spazi all’apparenza vuoti mentre in realtà inquadrano l’immagine delle sculture distrutte riprodotte nella foto sul pavimento. La devastazione irrecuperabile delle opere d’arte diventa così iconograficamente palpabile.

La mostra è realizzata dall’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.
Si ringraziano il Soprintendente, Architetto Francesco Prosperetti (Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area Archeologica centrale di Roma) e la Direttrice del Museo, Alessandra Capodiferro, per aver accolto il progetto. Per il Museo il progetto è coordinato da Daniele Fortuna.

Antonia Low
Antonia Low (nata nel 1972 a Liverpool) vive a Berlino. L’artista ha studiato alla Kunstakademie di Münster e al Goldsmiths College di Londra. La ricerca su spazi nascosti e sul loro utilizzo quotidiano conduce ad ampie installazioni come alla K21 Kunstsammlung NRW Düsseldorf, al Kunstmuseum Bonn e al Kunstverein Braunschweig. Le sono state conferite varie borse di studio come al IMMA di Dublino e alla Hochschule der Bildenden Künste di Braunschweig (Programma Dorothea-Erxleben). Nel 2016 è borsista dell’Accademia Tedesca nella residenza Casa Baldi a Olevano Romano. Da ultimo ha pubblicato il catalogo: Der verlorene Raum (edizioni Kettler). www.antonialow.com

Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps
Il palazzo, situato tra piazza Navona e il Tevere, occupa la parte settentrionale della zona che in età romana era denominata Campo Marzio e si trovava in prossimità del circo agonale di Domiziano. L’aspetto attuale del palazzo (che ha inglobato edifici preesistenti) e la sua denominazione si devono alla committenza del cardinale austriaco Marco Sittico Altemps che lo comprò nel 1568 e il cui stemma, raffigurante uno stambecco sormontato dalla berretta cardinalizia, ricorre con frequenza nelle decorazioni architettoniche. L’edificio, adibito alle destinazioni più svariate, tra cui quella di sede diplomatica, viene acquistato dal Ministero per i beni Culturali nel 1982 e, dopo un rigoroso ed accurato restauro, espone al pubblico le collezioni archeologiche, formate da reperti greci e romani, raccolte dalle più note famiglie romane tra Cinque e Seicento. Il nucleo più corposo è costituito dalla Collezione Boncompagni Ludovisi affiancata dalle collezioni Mattei, Del Drago, Pallavicini Rospigliosi e Altemps. Le sculture in esse contenute sono, per la maggior parte, provenienti da scavi locali in quanto, in antico, fungevano da ornamento degli “horti”, ovvero i famosi giardini utilizzati dai ricchi proprietari romani anche come luogo di meditazione. Degne di nota sono poi la sezione egizia che raggruppa testimonianze dei culti orientali introdotti a Roma e la nutrita collezione di Evan Gorga formatasi in epoca più recente con acquisizioni dal mercato antiquario.