Anton Corbijn

Genève - 26/05/2015 : 14/08/2015

Negli ampi spazi della Galerie Rossi di Ginevra Anton Corbijn espone una serie di lavori fotografici di grande intensità e forza.

Informazioni

Comunicato stampa

Negli ampi spazi della Galerie Rossi di Ginevra Anton Corbijn espone una serie di lavori fotografici di
grande intensità e forza. La mostra si svolge in collaborazione con Galleria LipanjePuntin
artecontemporanea di Trieste, spazio interdisciplinare diretto da Marco Puntin nel quale l’artista
olandese ha esposto Still Lives nel 1999, Strippinggirls nel 2001, a. somebody, stijen, holland nel 2003 e
U2&i nel 2005.
Anton Corbijn nasce a Strijen, Olanda, nel 1955.
La passione per la musica rock lo avvicina, giovanissimo, alla fotografia. Con il suo obiettivo comincia a
riprendere i concerti e nel 1979 si trasferisce a Londra dove è in pieno fermento l’atmosfera post-punk

Nel
giro di pochi anni ritrae i più importanti e carismatici leader del rock e della new-wave fino a comporre una
galleria di ritratti che annovera anche i divi di cinema, letteratura, moda e sport.
La sua prima mostra d’arte personale si tiene alla Kunsthal di Rotterdam nel 1994.
Nel 1997 il Castello di Rivoli accoglie una sua esposizione e nello stesso anno esibisce le sue fotografie alla
Fahey Klein Gallery di Los Angeles, alla Galerie Mosel & Tschechow di Monaco, al Kunstverein di Arnsberg
in Germania. Corbijn è ormai un artista fotografo di livello internazionale. Nessun personaggio di successo
sfugge alla sua macchina fotografica: David Bowie, Frank Sinatra, Martin Scorsese, Michael Schumacher,
Bono Vox e U2, William Borroughs, Nick Cave, Frank Zappa, Bryan Ferry e tanti altri.
Corbijn entra nel personaggio che ritrae. In una sola immagine, spesso monocroma, si srotola l’anima del
soggetto, fondendo talento, personalità, spirito. Tra i ritrattisti più amati dallo star system internazionale
collabora con riviste di moda – Vogue, Rolling Stone, Max, Glamour, Elle - esegue videoclip e cover di
album di culto come Actung Baby (U2, 1991) e Ruttle and Hume (U2, 1988).
Corteggiato da musicisti e editori Corbijn esegue un tipo di fotografia introspettiva tanto che Bono Vox
disse di lui: < Corbijn sa fotografare la musica più che il musicista >.
I suoi soggetti sono distaccati e solenni, talvolta sorridenti e la fotografia non si avvale di alcun supporto
tecnologico.
Corbijn coglie lo stato esistenziale, il carisma, imbrigliando la personalità del soggetto con un approccio
che va al di là del classico ritratto fotografico. L’assoluta capacità di questo grande artista consiste nel
cogliere il lato privato, oscuro, profondo delle celebrità che ritrae svelandone la condizione umana, le
emozioni primarie.
Dello stesso anno anche la personale alla Galleria d’Arte moderna di Bologna e alla Kestner Gesellschaft di
Hannover. Nel 2004, in Italia, ha tenuto un’importante esposizione a Palazzo Fortuny, Venezia.
Dice Corbijn della sua arte: < Mi considero un fotografo decisamente tradizionale. Credo che la forza delle
mie foto stia principalmente nello stato d’animo e nelle sensazioni che riesco a catturare nelle persone che
incontro >.
© Martina Cavallarin