Andrea Renzini – Equivoco

Napoli - 03/07/2014 : 15/09/2014

La mostra riflette l’eclettismo e la poliedricità dell’artista: opere pittoriche, sperimentazione sonora, ottenuta attraverso la manipolazione di oggetti quali aspirapolveri o aerosol in collaborazione con il gruppo “Volkwerk Folletto” e la produzione diabiti femminili, disegnati insieme alla compagna Silvia Spada e facenti parte della collezione “Vaticana”.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO EVENTITRE
  • Indirizzo: Via T.G. Blanch 23 80147 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 03/07/2014 - al 15/09/2014
  • Vernissage: 03/07/2014 ore 20,30
  • Autori: Andrea Renzini
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Martedì-Venerdì dalle 16:30 alle 20:00 e su appuntamento

Comunicato stampa

“EQUIVOCO”, mostra personale di ANDREA RENZINI.
La personale di Andrea Renzini, EQUIVOCO, riflette l’eclettismo e la poliedricità dell’artista: opere pittoriche, sperimentazione sonora, ottenuta attraverso la manipolazione di oggetti quali aspirapolveri o aerosol in collaborazione con il gruppo “Volkwerk Folletto” e la produzione diabiti femminili, disegnati insieme alla compagna Silvia Spada e facenti parte della collezione “Vaticana”


Emblema di questa personale, caratterizzata da un così vasto campionario di espressioni artistiche, è il volto di un ragazzetto ottenuto attraverso l’incrocio di due attori cinematografici: Bjorn Andrèsen, interprete del giovane Tadzio di “Morte a Venezia” di Visconti e Malcolm McDowell, protagonista di “Arancia meccanica” di Kubrick. Icone ambigue che sovrapposte creano un terzo ritratto somigliante al giovane Renzini.
L’equivoco che dà il titolo alla mostra è, al contempo, chiave di lettura della mostra stessa. I lavori proposti dall’artista sono, per l’appunto, intrinsecamente equivoci. Il volto, scelto come simbolo della personale, è, per un errore di valutazione, associato all’artista da giovane; la mimetizzazione e l’utilizzo “indebito” di altrui volti e brand, hanno la precipua finalità di dissimulare la propria identità, di creare ambiguità, di insinuare il dubbio nello spettatore.
Renzini, con studiata autoironia, invita il suo pubblico a questa perfetta messinscena: giocando con le convenzioni e con le regole propone “Il quadro più brutto del mondo” perfetto esercizio di cattiva pittura; la “Cerimonia”, puzzle fotografico cucito a macchina dalle dimensioni suggestive; verrà inoltre raccontata la recente storia musicale dei “Volkwerk Folletto” attraverso la proiezione di alcune testimonianze video; e sarà infine presentata la linea d’abbigliamento “Vaticana” che deve il proprio nome al Vaticano, argutamente identificato come primo “made in Italy” della storia, simbolo e genesi dello stile e dell’eleganza.