Andrea Boccalini – Radici d’acciaio

Bari - 18/01/2013 : 02/03/2013

Un reportage fotografico graffiante e potente su Terni e sul rapporto della città con i suoi ruderi “monumentali”: le acciaierie, argomento più che mai attuale in una regione come la Puglia da anni divisa e combattuta sulla “questione ILVA”.

Informazioni

  • Luogo: F. PROJECT FIORITO
  • Indirizzo: Via G. Postiglione 10 - Bari - Puglia
  • Quando: dal 18/01/2013 - al 02/03/2013
  • Vernissage: 18/01/2013 Ore 18.30
  • Autori: Andrea Boccalini
  • Generi: fotografia, personale
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

F.project è lieta di ospitare nei suoi spazi espositivi il lavoro fotografico di Andrea Boccalini “Radici d’acciaio” un reportage fotografico graffiante e potente su Terni e sul rapporto della città con i suoi ruderi “monumentali”: le acciaierie, argomento più che mai attuale in una regione come la Puglia da anni divisa e combattuta sulla “questione ILVA”.
La mostra si inserisce all’interno di una programmazione più articolata che prevede due workshop tenuti dall’autore. Il primo sulla fotografia in bianco e nero, in collaborazione con Leica, si terrà sabato 19 gennaio presso la sede di F.project

Il secondo, organizzato dall’Associazione Culturale “Mirarte” in collaborazione con F.project, avrà come tema la fotografia di scena e si terrà presso l’auditorium “La Vallisa” (venerdì 1 marzo) e presso F.project (sabato 2 marzo).
Il progetto fotografico di Boccalini, pubblicato all’interno della sezione Lab di Leica (istituzione nel mondo della fotografia) è così presentato: “Noi facciamo l’acciaio mica i cioccolatini” con questo slogan i tifosi di Terni, città operaia delle acciaierie, si rivolgevano in un derby contro gli storici rivali di Perugia, città borghese della perugina. Ogni città ha il suo simbolo, e quello di Terni non è stato un monumento, ma l’acciaio e la sua industria. Essa per oltre un secolo ha determinato lo sviluppo sociale, culturale, urbanistico ed economico di tutta la conca ternana. Intorno alle acciaierie è nata una città, una tradizione metalmeccanica e della lavorazione del ferro, ma anche un gruppo industriale, la “Terni”, che è stata fino ad epoche recenti uno dei poli siderurgici, chimici e idroelettrici più importanti d’Europa. Poi è cominciata la stagione dello smembramento dei settori societari, dell’arrivo delle multinazionali, della delocalizzazione e della crisi dell’industria pesante e del sistema socio economico ad essa legato. Questo è il racconto per immagini su ciò che ne è conseguito e su ciò che ne è rimasto, una parabola sullo scontro di un modello di sviluppo industriale con la globalizzazione.”
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
Italo Calvino – Le città invisibili

Biografia dell’autore
Andrea Boccalini è un fotografo trentacinquenne di origine Umbra. ha girovagato lavorativamente in tutto il mondo, e spesso quel mondo erano i quartieri di Roma, tra uffici e redazioni di giornali, agenzie pubblicitarie e tutta quella serie di microcosmi che costellano la vita di un indeciso cronico sul proprio futuro. Cinque anni fa come un salto nel buio è arrivata la decisione di intraprendere la strada del professionismo fotografico. Prima con dei reportage, soprattutto in Sud America e sud Italia per pubblicazioni e mostre. Per una serie di vicende da tre anni il focus della sua creazione si è concentrato prevalentemente nella ritrattistica, da cui è nata una importante serie di collaborazioni per dischi e portfolios con decine di alcuni tra i più importanti musicisti jazz nazionali ed internazionali, e la fotografia di scena con il regista Peter Stein. L’universo romano si è espanso creando i nuovi limiti dall’Umbria a New York tra cui fa la spola per seguire i propri lavori di ritrattistica e seguire il piacere di vivere in campagna.