Amir Mogharabi

Bruxelles - 20/04/2016 : 12/06/2016

Artista dal lavoro complesso e articolato su vari piani, dalla pittura all’installazione, dalla performance alla scrittura, Amir Mogharabi ha realizzato per la sua prima mostra a Bruxelles un ciclo inedito di una quindicina di quadri che rappresentano un distillato della sua idea di pittura e di arte.

Informazioni

Comunicato stampa

Morelli Contemporary è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra personale di Amir Mogharabi, a cura di Raffaele Gavarro.
Artista dal lavoro complesso e articolato su vari piani, dalla pittura all’installazione, dalla performance alla scrittura, Amir Mogharabi ha realizzato per la sua prima mostra a Bruxelles un ciclo inedito di una quindicina di quadri che rappresentano un distillato della sua idea di pittura e di arte.
Laureato in filosofia alla University of California, Mogharabi è stato anche il fondatore della rivista interdisciplinare Farimani, e tutta la sua ricerca dimostra un approccio problematico al senso e al significato dell’arte attuale

In particolare per Mogharabi l’arte va intesa come un mezzo d’indagine in sé, che non ha bisogno di essere razionalizzato e decodificato, ma che deve essere accettato come proveniente dalle complessità sottostanti all’intelletto.
La sua pittura appare infatti misteriosa, un campo in cui s’incrociano elementi geometrici, segni e zone cromatiche in divenire, dove si alternano superfici riflettenti a zone dense e opache che calano in profondità.
Si tratta di un invito a condividere un’esperienza e non la semplice visione di un’immagine, una modalità di percezione dell’arte che è tanto debitrice al pragmatismo di John Dewey, quanto al precedente vitalismo estetico di Friedrich Nietzsche.
Per meglio chiarire il senso di questo approccio vale la pena rileggere le riflessioni che a questo proposito fece Giorgio Agamben nel 1970, nel suo saggio L’uomo senza contenuto. Agamben partiva, appunto, dai ragionamenti di Friedrich Nietzsche contenuti nella sua terza dissertazione sulla Genealogia della Morale: “L’esperienza dell’arte che, in queste parole, viene al linguaggio, non è in alcun modo, per Nietzsche, un’estetica. Al contrario, si tratta appunto di purificare il concetto di ‘bellezza’ dall’aisthesis, dalla sensibilità dello spettatore, per considerare l’arte dal punto di vista del suo creatore. Questa purificazione è, cioè, compiuta attraverso un rovesciamento della prospettiva tradizionale sull’opera d’arte: la dimensione dell’esteticità – l’apprendimento sensibile dell’oggetto bello da parte dello spettatore – cede il posto all’esperienza creativa dell’artista che vede nella propria opera soltanto une promesse de bonheur.”.

Amir Mogharabi è nato a Shiraz (Iran) nel 1982. Vive tra Los Angeles e New York.