All places are temporary places

Catania - 26/12/2011 : 26/01/2012

Il progetto parte dall’analisi di due tematiche antropologiche e filosofiche che hanno da sempre rappresentato uno dei punti fondamentali della ricerca sull’uomo e sulla natura umana il luogo e il tempo.

Informazioni

Comunicato stampa

Il progetto parte dall’analisi di due tematiche antropologiche e filosofiche che
hanno da sempre rappresentato uno dei punti fondamentali della ricerca
sull’uomo e sulla natura umana il luogo e il tempo. Luogo e Tempo possono
essere considerate come variabili dipendenti poiché si piegano ai differenti
bisogni dell’uomo e l’uso di questi due dispositivi varia in relazione ai diversi tratti
culturali (si pensi alla diversa percezione del luogo che hanno i popoli nomadi, o
alle differenti forme di calendario esistenti per i diversi paesi, Cina, Medio Oriente
ecc. )

Luogo e tempo si possono tuttavia considerare anche come delle variabili
indipendenti in quanto condizionano l’essere umano e diventano elementi
fondamentali della sua vita aggregativa, dal quale dipendono la sua produzione
artistica e l’esprimersi stesso della sua natura umana. La produzione artistica
modifica dunque la spazio in cui è prodotta ma a sua volta è condizionata dalle
caratteristiche dello spazio stesso. Comprendere il gioco di rimandi dove le
caratteristiche spazio-temporali diventano limiti e risorse è assunto fondamentale
per comprendere il progetto.
Nelle società contemporanee la globalità del sapere, la polisemia culturale, la
velocità degli spostamenti e più in generale la precarietà della vita e delle
relazioni rende ogni luogo un luogo di passaggio, un luogo temporaneo. In ambito
artistico il luogo di progettazione e sviluppo è una location soggetta a forme di
“appaesamento” termine antropologico che indica come l’uomo modifichi il suo
spazio per renderlo fruibile e consono ai propri bisogni espressivi. Così l’artista
modifica gli spazi ma ne è a sua volta influenzato e vincolato, creando al suo
interno qualcosa di unico. E’l’effimero realizzarsi di un progetto in un
appartamento, un abitazione che dagli anni 90’ ha visto avvicendarsi diversi
occupanti e che oggi ospita all’interno delle sue stanze cinque artisti Giuseppe
Lana, Canecapovolto + Zotlan Fazekas, Maria Helena Bertino, Andrea Coppola,
Alessandro Gagliardo, accomunati dalla volontà/necessità di operare in una sorta
di point ephémère che esiste ora e adesso ma già domani non sarà più, mutando
la sua destinazione d’uso, ma che ci testimonia tuttavia che l’arte esiste oltre il
luogo fisico in cui è prodotta.
Vivere l’esperienza artistica come un insieme di frammenti e di episodi, che alle
fine potranno essere ricollegati come sfaccettature di un medesimo prisma.
Questa operazione culturale, punto all’interno di un complesso sistema di
interpretazione, gioca su un concetto di tempo dilatato e compresso che si piega
alle esigenze di produzione dell’artista ma da cui l’artista è parimenti vincolato ad
una tempistica ben precisa. La realizzazione di un opera d’arte, lo sviluppo di un
progetto, un processo per definizione non breve, si esplicita poi in un evento “unu
actu” dove il valore artistico e culturale e legato a doppio filo con la sua durata
nel tempo e alla sua estensione nello spazio.
Progetto a cura di: Adele Nicotra
con le opere di: Giuseppe Lana, Canecapovolto+ Zotlan Fazekas, Maria Helena
Bertino, Andrea Coppola, Alessandro Gagliardo.