Alice Cattaneo / Marco Andrea Magni – Un mondo tutto all’aperto

Informazioni Evento

Luogo
BUILDING
via Monte di Pietà, 23, 20121 , Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

martedì - sabato, 10 - 19

Vernissage
15/01/2026

ore 11 SOLO SU INVITO

Artisti
Alice Cattaneo, Marco Andrea Magni
Curatori
Giovanni Giacomo Paolin
Uffici stampa
DDL STUDIO

L’esposizione si sviluppa come un percorso che collega il piano terra e il primo piano della galleria, proponendo un dialogo a due voci tra opere scultoree e installazioni, in cui si intrecciano lavori preesistenti e nuove produzioni.

Comunicato stampa

Dal 15 gennaio al 14 marzo 2026, BUILDING GALLERY presenta la mostra Un mondo tutto all’aperto degli artisti Alice Cattaneo (Milano, 1976) e Marco Andrea Magni (Sorengo, Svizzera, 1975), a cura di Giovanni Giacomo Paolin. L’esposizione si sviluppa come un percorso che collega il piano terra e il primo piano della galleria, proponendo un dialogo a due voci tra opere scultoree e installazioni, in cui si intrecciano lavori preesistenti e nuove produzioni.

Il titolo della mostra è una citazione di un racconto di Italo Calvino intitolato Dall’opaco, contenuto in La strada di San Giovanni (1990). In questo “esercizio di memoria”, Calvino descrive i luoghi della propria infanzia come un mondo fatto di linee spezzate e oblique, in cui l’orizzonte rimane l’unica retta continua possibile.

Relazionarsi a un luogo, co-abitarlo, sono i principi adottati da Alice Cattaneo e Marco Andrea Magni all’inizio del lavoro insieme. Un mondo tutto all’aperto è stata ideata a partire da forme di convivenza tra le due ricerche artistiche e lo spazio che le accoglie, comprendendo un certo grado di opacità legato alla conoscenza reciproca. Questo si è tradotto anche in precise scelte allestitive, per cui lo spazio espositivo di BUILDING presenta alcuni moduli angolari come veri e propri dispositivi di opacità che alterano la relazione con gli ambienti della mostra. Con un gesto semplice, a cui fanno eco anche alcune delle opere, è nato un divisorio modulare: una struttura che non chiude né separa del tutto, ma apre nuove possibilità di orientamento. Un modo di avvicinarsi, per ripensare lo spazio espositivo come un luogo di passaggi, soste e dialoghi, in cui gli angoli che fanno scivolare lo sguardo diventano strumenti di relazione: piccole architetture della vicinanza.