Alexander Wolff

Milano - 03/10/2013 : 20/12/2013

I dipinti di Alexander Wolff cercano continuamente di disintegrare il processo tradizionale della pittura, o di inventare nuove possibilità di impegnarsi con il dialogo tra la tela e la pittura stessa.

Informazioni

Comunicato stampa

Federico Bianchi Contemporary Art è lieta di presentare la terza personale in galleria di Alexander Wolff, che inaugurerà il giorno 3 ottobre 2013 alle ore 18.30 in Via Imbonati 12 a Milano.

I dipinti di Alexander Wolff cercano continuamente di disintegrare il processo tradizionale della pittura, o di inventare nuove possibilità di impegnarsi con il dialogo tra la tela e la pittura stessa. Concentrandosi sulle condizioni primarie su cui il picture-making dipende, cerca di analizzare le circostanze più elementari che producono qualsiasi forma



La mostra raccoglie le opere di questi ultimi due anni, delle quali alcune sono state prodotte durante il soggiorno dell'artista a Los Angeles. Qui ha iniziato a sperimentare l'uso della tintura per tessuto, che viene gettata o versata direttamente sulla tela bagnata, comportando la completa integrazione della pittura al filato del tessuto stesso. La pittura diventa tutt’uno con la tela; il materiale della tela, cotone o lino, che sta alla base delle decisioni formali artistiche, diventa inseparabile dal disegno.

In un'ulteriore continuazione del rapporto tra questi due elementi, Alexander Wolff ha cominciato a scomporre la successione di processi che costituiscono generalmente la pittura, creando opere dove il cucire insieme pezzi singoli in una tela unica si mescola all'applicazione di colorante, o all'uso del tessuto stesso come un dispositivo di stampa o pennello.

Alla base di questi esperimenti vi è l'esame dei linguaggi della pittura nel suo insieme e la riflessione sulle condizioni per il verificarsi di una specificità estetica: riduzionista o gestuale, figurativa o astratta, decorativa o funzionale, di rappresentanza o concreta sono categorie sempre più insufficienti e limitate per incontrare e contestualizzare un'opera d'arte. Per Alexander Wolff il mito della creazione e la base delle decisioni sono strettamente collegati con l'intenzione e l'intuizione, che sono in ogni caso specificamente situate in un contesto storico e culturale.

Nella mostra vedremo anche il video " Churches on West Adams Boulevard ", che l'artista ha prodotto a Los Angeles nel corso del 2011 e 2012. Il pezzo lungo 3 ore e mezza è uno studio di architettura einterior design lungo una strada di sei miglia nel quartiere West Adams di Los Angeles. Si tratta di un ritratto dell’America spirituale e delle sue molteplici apparizioni, così come di una zona con una storia specifica e una estetica distintiva posta tra l'improvvisazione e l'identità comune.

Inoltre una nuova serie di pubblicazioni dell'artista verrà mostrata sotto il titolo "Artista Biografie".

Alexander Wolff (nato nel 1976, Osterburg, Germania) vive e lavora a Berlino. Si è laureato presso la Städelschule Frankfurt am Main and Akademie der Bildenden Küenste, Vienna. Opere di Alexander Wolff sono state esposte nelle mostre "Made in Germany 2", Sprengel Museum/Kestnergesellschaft/ Kunstverein Hannover 2012, così come al Portikus (Francoforte), Kai 10 (Düsseldorf), Museum Moderner Kunst e Secessione (Vienna) e nelle mostre personali in Westfälischer Kunstverein (Münster) e Kunstverein Lubecca (Lubecca). E 'apparso in una serie di mostre personali e collettive in gallerie commerciali, tra cui Galerie Mezzanin (Vienna), Galerie Ben Kaufmann (Berlin), Natalia Hug (Colonia, Galerie Johann König (Berlino), Susanne Vielmetter Los Angeles Progetti, The Approach (Londra) , Eleven Rivington (New York), Federico Bianchi Contemporary Art (Milano).


Alexander Wolff

opening 03th October 6.30 p.m. via Imbonati 12 Milano
03th October - 20th December 2013

Federico Bianchi Gallery is pleased to announce Alexander Wolff’s third solo show in the gallery, opening on October 3th, 2013 at 6.30 p.m. in Via Imbonati 12, Milano.

Alexander Wolff's paintings continually try to disintegrate the traditional process of painting, or invent new possibilities to engage with the dialogue between the canvas and the paint itself. Focusing on the primary conditions upon which picture-making depends, he tries to analyze the most basic circumstances that produce whatsoever form.

The exhibition brings together works from the last two years, out of which some have been created during the artist's 2-year stay in Los Angeles. There he started experimenting with the use of fabric dye that gets thrown or poured directly on the wet canvas, resulting in a paint application that is completely integral to the fabric fiber. The paint becomes one with the canvas, the material of the canvas, cotton or linen, which is at the base for the artistic formal decisions, becomes inseparable with the design. In a further continuation of the relation between these two elements, Alexander Wolff has begun to take apart the succession of processes that generally constitute a painting, and to make works where the sewing together of singular pieces into a whole canvas becomes intermixed with the application of dye, or the use of the fabric itself as a printing device or brush.

At the base of these experiments stands the examination of the languages of painting as a whole and the reflection about the conditions for the occurrence of a specific aesthetic: reductionist or gestural, figurative or abstract, decorative or functional, representational or concrete are categories increasingly insufficient and limited for encountering and contextualizing a work of art. For Alexander Wolff the myth of creation and the ground for decisions are more connected with intention and intuition, which are in every case specifically situated in a cultural and historical context.

Also in the exhibition will be shown the video "Churches on West Adams Boulevard", which the artist also produced in Los Angeles over the course of 2011 and 2012. The 3 1/2 hour long piece is a study of architecture and interior design along the 6-mile long street in the L.A. neighborhood of West Adams. It is a portrait of spiritual America and its multifaceted appearances, as well as of an area with a specific history and a distinctive aestethic somewhere between improvisation and communal identity.

Further on a new series of publications of the artist will be shown under the title "Artist Biographies", for which Alexander Wolff has designed a shelf based on a sculpture by Heimo Zobernig from 1990, which also serves as a printing plate for the backdrop of the exhibition scene.

Alexander Wolff (b. 1976, Osterburg, Germany) lives and works in Berlin. He graduated from the Städelschule Frankfurt am Main and Akademie der Bildenden Küenste, Vienna. Works of Alexander Wolff have been shown in the exhibitions "Made in Germany 2", Sprengel Museum/Kestnergesellschaft/ Kunstverein Hannover 2012, as well as at the Portikus (Frankfurt), Kai 10 (Duesseldorf), Museum Moderner Kunst and Secession (Vienna) as well as in solo exhibitions in the Westfälischer Kunstverein (Muenster) and Kunstverein Luebeck (Luebeck). He appeared in a number of solo and group exhibitions in commercial galleries including Galerie Mezzanin (Vienna), Galerie Ben Kaufmann(Berlin), Natalia Hug (Cologne, Galerie Johann König (Berlin), Susanne Vielmetter Los Angeles Projects, The Approach (London), Eleven Rivington (New York), Federico Bianchi Contemporary Art (Milan).