Alessandro Marangon – Anima et Corpus + Locus

Bologna - 02/02/2018 : 04/02/2018

Le opere di Alessandro Marangon saranno esposte nella Sala del Camino dedicata al cardinale Gabriele Paleotti, presso l’Abbazia di San Giuliano di Bologna.

Informazioni

Comunicato stampa

La mostra rientra in SetUp Plus il programma degli eventi culturali che si svolgono in città durante SETUP Contemporary Art Fair.

Le opere di Alessandro Marangon saranno esposte dal 2 al 4 febbraio 2018 nella Sala del Camino dedicata al cardinale Gabriele Paleotti, presso l’Abbazia di San Giuliano di Bologna. Per la prima volta, nell’elegante quartiere di Santo Stefano, il complesso risalente al XII secolo apre le porte all’arte contemporanea e promuove il talento di un artista emergente


La mostra Anima et Corpus è un insolito percorso visivo tra passato e presente, dagli antichi affreschi ai dipinti del carraccesco Alessandro Tiarini fino alle opere sperimentali di Alessandro Marangon, che espone l’evoluzione del suo linguaggio espressivo, dalle origini all’ultimo lavoro inedito. L’ambiente riservato e suggestivo, già sede di attività culturali, è il luogo d’incontro per eccellenza tra arte e spiritualità, un dualismo costante nella poetica dell’artista veneto.
Il processo creativo dell’artista nasce dalla necessità di indagare le proprie inquietudini: la fugacità del tempo, il confine tra la vita e la morte, l’eterna lotta tra istinto e ragione. Attraverso un atto liberatorio tenta di esorcizzare quello che egli stesso definisce come uno “spirito maligno” che tormenta il corpo e l’anima. L’artista recupera oggetti naturali trovati alla deriva, plasmati dalle forze atmosferiche e destinati al disfacimento; tronchi, rami e cortecce al termine del ciclo vitale sono estrapolati dal loro sepolcro e destinati a “rinascere” nelle opere abilmente composte. Persuaso dall’illusione di poter far rivivere una vita che non esiste più, recupera il materiale fragile prima dell’insanabile declino e ne ridona la forma e lo splendore originario.
L’artista lascia allo spettatore la libertà interpretativa ma silenziosamente lo invita ad osservare oltre l’apparenza e a ricercare nel profondo la complessità della sua opera, ma allo stesso tempo anche quella della nostra esistenza. In Anima et Corpus l’artista rivela la sua anima, fragile come la materia che ricompone, mutevole come il corpo che la sostiene.

Anima et Corpus
Mostra personale di Alessandro Marangon
2-3-4 febbraio 2018
Sala Paleotti / Abbazia di San Giuliano - Via Santo Stefano 121, Bologna
Inaugurazione venerdì 2 febbraio dalle ore 20.30 alle 23.30
Orari apertura mostra: sabato dalle 13.00 alle 24.00 / domenica dalle 10.00 alle 20.00
Per ulteriori informazioni: www.alessandromarangon.com
[email protected] [email protected]
Locus
Performance musicale di Giovanni Rago e Gabriele Carbone
Evento a cura di Alessandra Tescione
Sabato 3 febbraio 2018 ore 21.00
Sala Paleotti / Abbazia di San Giuliano - Via Santo Stefano 121, Bologna


In occasione di Art City White Night, la notte bianca promossa da Arte Fiera, nella serata di sabato 3 febbraio si esibiranno in un’imperdibile performance musicale a ritmo di jazz i musicisti Giovanni Rago e Gabriele Carbone. L’evento si svolgerà in concomitanza ad Anima et Corpus, mostra personale di Alessandro Marangon allestita nella Sala Paleotti, presso l’Abbazia di San Giuliano a Bologna.

Alcuni brani della performance sono tratti da “Locus: piccola costellazione musicale”, ultimo progetto discografico composto da Giovanni Rago e distribuito dall’etichetta indipendente Headache Records.
Può nascere della musica da un rapporto intenso con un luogo? Locus è il frutto del connubio musica-viaggio, un’unione presente da sempre nella letteratura musicale. In questo caso da dove nasce questa musica e da quale aspetto particolare? Se il raggiungimento di questi luoghi è stato motivato da priorità musicali e culturali, ricerche di studio, approfondimenti, esperienze formative, invece, la composizione di questi brani è legata non solo da queste intenzioni, ma soprattutto all’attraversamento fisico di questi luoghi, all’esperienza viva che si può avere con ognuno di essi, lasciando che in sé stimolino le percezioni, l’intelletto e l’emotività.
Attraverso questa esperienza musicale luoghi distanti geograficamente e culturalmente si ritrovano tutti insieme a convivere in questo progetto, che diventa, quindi, esso stesso un luogo: locus.