Alessandro Lupi – Così è se ci appare

Informazioni Evento

Luogo
PALAZZINA DEI GIARDINI
corso Cavour 2 , Modena, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

da mercoledì a venerdì: ore 11-13 / 16-19
sabato, domenica e festivi a orario continuato: ore 11-19

Vernissage
20/03/2026

ore 18

Biglietti

intero 10 euro (ridotto 5 euro - residenti in provincia di Modena 7 euro)
biglietto ridotto (5 euro) presentando il biglietto del Museo della Figurina o di un’altra mostra di Ago
Ingresso libero prima domenica del mese
Ingresso libero ogni mercoledì per i residenti in provincia di Modena

Artisti
Alessandro Lupi
Generi
arte contemporanea, personale

Fondazione Ago propone la personale nella seicentesca palazzina dei Giardini ducali di Modena.

Comunicato stampa

Ciò che vedi non è sempre ciò che è. E luci, ombre, fluorescenze possono diventare strumenti per ripensare il rapporto tra corpo, spazio, percezione e presenza. Sorprendendo i sensi del visitatore. È ciò che avviene nella personale di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”, la mostra allestita nella seicentesca Palazzina dei Giardini ducali di Modena da Fondazione Ago da venerdì 20 marzo, inaugurazione alle 18 con il dj set di FILOQ. Un percorso che trasforma l’architettura storica in un gioco infinito di apparenze e in un flusso di percezioni dove nulla è davvero ciò che sembra.
La mostra attraversa trent’anni di ricerca dell’artista genovese, oggi attivo a Berlino, presentando anche opere inedite e site-specific, e invita il visitatore a smarrire le proprie certezze per riscoprire la luce non come semplice mezzo visivo, ma come materia capace di scolpire l'invisibile. L'esperienza, per esempio, si apre con uno specchio nel quale è impossibile riflettersi, ma che mostra le altre persone che si stanno specchiando in quel momento, e con piccole sculture le cui ombre, con un sapiente governo della luce, restituiscono immagini diverse: un pedone degli scacchi pare essere un cavallo, l’attacco di una lampadina assume le forme di una lumaca.
Tra rami d’albero che sembrano nascere dal nulla e vibrazioni cromatiche che sfidano la percezione, la mostra diventa un confronto di matrice pirandelliana tra essere e apparire. Lupi non si limita a esporre oggetti, ma crea ambienti immersivi dove la luce si fa memoria e conoscenza, obbligando lo spettatore a un ruolo attivo: qui, la verità dell'opera emerge solo attraverso lo sguardo di chi la attraversa. Sculture realizzate con fili di poliestere dipinti a mano consentono di creare affascinanti forme tridimensionali, mentre tetraedi cinetici, luminosi e sonori, realizzati anche con un complesso sistema di motori elettrici e carrucole, danno vita a immagini multiformi in un ambiente immersivo in continua mutazione.
La mostra, spiega l’artista, invita lo spettatore a un ruolo attivo nella costruzione del significato delle opere e a riflettere sulla natura dell'immagine e sulla fragilità di ciò che definiamo "reale", lasciandosi cullare da un'atmosfera di sospensione destinata a rimanere impressa ben oltre la visita.
La visita
La mostra “Così è, se ci appare” si può visitare fino al 3 maggio dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; al sabato, alla domenica e nei festivi a orario continuato dalle 11 alle 19. Ingresso: 10 euro (ridotto 5 euro), con agevolazione per i residenti in provincia di Modena (7 euro). La riduzione vale anche per chi ha il biglietto del Museo della Figurina o di un’altra mostra di Ago. Ingresso libero per tutti la prima domenica del mese, per i residenti anche ogni mercoledì, come da tradizione di Fondazione Ago.
L’inaugurazione
Per l’inaugurazione della mostra alla Palazzina dei Giardini ducali, venerdì 20 marzo, alle 18, è in programma, a ingresso libero, un dj set di FILOQ e un aperitivo in collaborazione con Juta all’Orto.
FILOQ è un dj-producer e sound explorer la cui ricerca si sviluppa tra musiche, tradizioni e culture globali, l’indagine dei luoghi e un approccio che mette in relazione arte sonora e scienza, in progetti come Stellare, Fire, Miriorama e Border Blues. Lavora il suono per diversi media, dalle immagini alla discografia, dalle console da dj agli spettacoli teatrali fino alle installazioni museali. Le sue produzioni attraversano global beats, jazz ed elettronica, intrecciando musiche tradizionali provenienti da tutto il mondo con beat digitali. È dubmaster dell’Istituto italiano di Cumbia e produttore artistico, tra gli altri, di Vinicio Capossela, Mudimbi e Almamegretta. Ha pubblicato su label come Universal, Ninja Tune Music Production, La Tempesta, Warner Music, Ohxala Records, Gatopardo e INRI.
Gli appuntamenti
Sabato 21 marzo alle 17 è in programma una visita guidata con l’artista. Altre visite guidate, su prenotazione ma senza costi aggiuntivi, sono in programma, sempre alle 17, sabato 4 e 11 aprile e sabato 2 maggio. Il 28 marzo e il 18 aprile, alle 17, sono previste speciali visite guidate per le famiglie, con attività interattive per i bambini, e non solo. Sabato 28 marzo, alle 10, la mostra ospita un appuntamento di Atelier Ago con il laboratorio di spazio-movimento-musica “Dance Dance Dance” aperto a tutti.
Ci si prenota sul sito: www.agomodena.it.
La mostra
Il percorso della mostra si sviluppa in sette fasi. Il visitatore è accolto dallo specchio di “Antiego”, solo all’apparenza normale: riflette una densità di luce tale, infatti, da impedire allo spettatore di vedere il proprio volto. Mentre con più persone in contemporanea, nessuno vede sé stesso, ma ognuno vede gli altri.
Le piccole sculture di “Shadow Series”, attraverso l’illusione prodotta dalla luce e dalle ombre che vengono proiettate, generano veri e propri “cortocircuiti” percettivi invitando lo spettatore a riflettere sulla natura dell’immagine, sulla sua affidabilità e sui limiti della visione.
L’opera “Tetrahedron” rappresenta un ponte tra suono, velocità, luce e forma, trasformando lo spazio dell’edificio del Seicento in un ambiente instabile, immersivo, continuamente ridefinito dal sistema meccanico che crea forme geometriche, giochi luminosi ed effetti sonori.
Le sculture di “Densità fluorescenti”, cinetiche e rotanti, sono realizzate con fili di poliestere dipinti con pigmenti fluorescenti o fosforescenti e illuminati con la luce UV.
L’opera “Fragments of reality” è completamente inedita. Con l’utilizzo di specchi sintetici, di fluorocarbonio e magneti l’artista ha creato un’installazione che assume una forma completa attraverso l’esperienza sensoriale del momento, il gesto e l’osservazione consentendo di esplorare le relazioni tra corpo, spazio e percezione.
Le enigmatiche “Scatole” in base alla luce e al punto di vista del visitatore svelano immagini sempre diverse e significati differenti.
I rami di potatura di “Trees” escono dalle pareti della sala e generano ombre capaci di creare illusioni, di mostrare foglie che non esistono e ciò che è assente prende in realtà forma nella mente di chi guarda. Un invito a riflettere sul tempo, sul ciclo della vita e sulla relazione tra memoria, immanenza e trasformazione.
L’artista
Nato a Genova nel 1975 e formatosi all’Accademia Ligustica di Belle Arti, Alessandro Lupi vive e lavora da anni a Berlino sviluppando una ricerca che si concentra sulla sperimentazione instancabile tra materia, luce e ombra. Le sue opere, che spaziano dai piccoli oggetti alle installazioni di grande scala, sono state accolte in contesti internazionali di prestigio come la Biennale di Architettura di Venezia, il Museo degli Uffizi di Firenze, il Van Abbemuseum di Eindhoven e il Nobel Prize Museum di Stoccolma. Molti dei suoi interventi site-specific hanno trovato casa nello spazio pubblico, distinguendosi nel panorama della Light art e della Land art per la capacità di attivare l’immaginazione dello spettatore attraverso un linguaggio poetico e al tempo stesso esplorativo, capace di rivelare strutture invisibili e modificare profondamente la percezione dell'ambiente circostante.