Alessandro Carboni – As if we were dust

Bologna - 07/09/2014 : 07/09/2014

As if we were dust è un progetto performativo che indaga la storia della città di Bologna e la sua relazione con il fiume Reno. Il progetto prosegue la ricerca già avviata l’anno scorso in cui l’artista si concentrò sui torrenti sotterranei della città, e in particolare l’Aposa. In questa occasione, Alessandro Carboni, si è concentrato sul patrimonio industriale della città e il canale Navile.

Informazioni

Comunicato stampa

As if we were dust è un progetto performativo che indaga la storia della città di Bologna e la sua relazione con il fiume Reno. Il progetto prosegue la ricerca già avviata l’anno scorso in cui l’artista si concentrò sui torrenti sotterranei della città, e in particolare l’Aposa. In questa occasione, Alessandro Carboni, si è concentrato sul patrimonio industriale della città e il canale Navile, importante sia dal punto di vista idraulico, sia da quello produttivo e storico

Il canale, che si origina dalle acque del Canale di Reno, è per l'artista uno stato, una delle forze motrici e di trasformazione della città. L'acqua è un elemento centrale nella storia economico-produttiva della città e del suo territorio dall’Età Moderna a quella Contemporanea. Per analizzare questo processo di trasformazione, Carboni ha portato avanti un’indagine e una mappatura interdisciplinare del canale Navile e degli archivi storici del Museo del Patrimonio industriale. La materialità degli archivi, dell'archeologia industriale, il rapporto con la natura, sono stati esplorati e mappati dall'artista con il corpo, un archivio immateriale di dati e percezioni. La restituzione del processo è affidata nuovamente al corpo che diventa l'archivio: la "mappa immateriale" che rappresenta e visualizza la storia del canale e la relazione con la città. Nello specifico l’artista ha studiato il mattone rosso, elemento costruttivo tipico, identitario, permanente, simbolico, del patrimonio storico e archeologico industriale di Bologna. Esplorando la performatività dei materiali e del corpo, Carboni utilizza i mattoni come elemento centrale del lavoro performativo. I mattoni sono manipolati dall’artista stesso: distrutti, sparsi, o riposizionati in sequenze seriali ordinate e trasformati in colonne. Essi diventano polvere, e in relazione con il suo corpo si trasformano in tracce, miniature, mappe o altri luoghi. L’artista presenta la performance lungo il canale Navile e in forma di solo negli spazi del museo del Patrimonio Industriale. La ricerca, produzione e realizzazione della performance è condivisa con i giovani danzatori del gruppo Phren, che dopo un periodo laboratoriale con l’artista, saranno coinvolti nella presentazione della performance.

Ricerca e performance: Alessandro Carboni
con la partecipazione del gruppo Phren
assistente al progetto: Chiara Castaldini
segreteria di produzione: Cristina Gervasi
in collaborazione con Centro Mousikè, Studio RP, Camilla Casadei Maldini, Museo del Patrimonio Industriale, Roveri Costruzioni s.r.l.



Attività:
Laboratori
30-31 agosto
Spazio Mousikè, Bologna

Conferenza
Geografie immateriali
Dialoghi tra Alessandro Carboni, Leonardo Delogu, Franco Farinelli. A cura di Annalisa Metta
5 settembre ore 16:30
Piazzetta Marco Biagi, Bologna

Performance
As if we were dust
7 settembre
dalle ore 17:30 alle ore 19:00
Giardino Marinai d’Italia – via Yuri Gagarin, Bologna
(ingresso libero)

ore 18:30 e 19:30
Museo del Patrimonio Industriale - via della Beverara 123, Bologna
(ingresso fino ad esaurimento posti)

Alessandro Carboni, artista interdisciplinare, focalizza le sue ricerche sui cambiamenti globali della società attraverso uno studio sul corpo e le sue trasformazioni antropologiche e socio culturali nello spazio urbano. Le opere sono delle mappature interdisciplinari che rappresentano i luoghi che l’artista rimodula e intreccia a seconda delle diverse fasi processuali stimolate dalle specifiche contingenze urbane. I materiali di ricerca raccolti e prodotti durante i lunghi periodi di soggiorno, lavoro e residenza nelle aree urbane selezionate, vengono accumulati all’interno di un archivio che si trasforma in opere visive, installazioni, video e performance. Negli
 ultimi
 anni
 ha
 sviluppato diversi
 progetti,
 mostre
, spettacoli e collaborato con università tra Europa,
 Stati
 Uniti,
 Hong
 Kong,
 India
 e
 Cina. Attualmente svolge un dottorato di ricerca sul tema “Complex Body Network” presso la School of Creative Media, City University, Hong Kong.
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