Adrian Tranquilli – After the West

Roma - 28/04/2016 : 29/07/2016

In mostra un’installazione di grande impatto visivo, che inaugura un nuovo ciclo di opere e di multipli dal 1 aprile anche in mostra presso il Museo Archeologico Nazionale a Napoli per la prima retrospettiva dell’artista.

Informazioni

  • Luogo: STUDIO STEFANIA MISCETTI
  • Indirizzo: via delle Mantellate, 14 - 00165 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 28/04/2016 - al 29/07/2016
  • Vernissage: 28/04/2016 ore 18
  • Autori: Adrian Tranquilli
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00 Sabato su appuntamento.

Comunicato stampa

STUDIO STEFANIA MISCETTI è lieto di presentare la personale di Adrian Tranquilli intitolata After the West,
un’installazione di grande impatto visivo, che inaugura un nuovo ciclo di opere e di multipli dal 1 aprile anche in mostra
presso il Museo Archeologico Nazionale a Napoli per la prima retrospettiva dell’artista



Per vent’anni, partendo dalla figura dell’eroe (o anti-eroe), e in particolare dalle declinazioni che questa figura ha avuto
attraverso le forme popolari della letteratura, come il fumetto supereroico, Adrian Tranquilli ha indirizzato la sua ricerca artistica
verso il tema del mito e del archetipo, incluse anche le loro trasposizioni contemporanee, per indagare sul rapporto tra l’individuo e
la collettività, tra il potere del singolo e le sovrastanti strutture di potere, sia esse di stampo religioso che quello ideologico, politico
o economico.
Ora, con la mostra After the West, Tranquilli parte dalla considerazione che in una società come la nostra, in cui il rapporto tra “il potere”, inteso in termini di ricchezza, influenza e controllo, sta in proporzione 1 a 99, interrogarsi sulla possibilità di creazione
di un modello alternativo di società diventa più che urgente. Il Rimanente 99%, come si definiscono i movimenti che contestano
l’attuale società capitalistica e globalizzata, cioè tutti coloro che militano e si riconoscono e identificano con Anonimous, Occupy, Indignados e simili emanazioni di protesta, rappresentano una forza sociale che a sua volta cerca il potere
e inevitabilmente rischia di venire assimilata dal sistema.
Nell’opera After the West Tranquilli affronta il tema della maschera/simbolo da un’altra angolazione rispetto ai cicli precedenti
del suo lavoro, quali These Imaginary Boys (2004), The Age of Chance (2005), Don’t Forget the Joker (2006), In Excelsis (2011/13), dove i protagonisti principali erano identificabili con le figure di super o anti-eroi come Superman, Batman, Spider-man o il Joker.
Ora il protagonista è riconoscibile nelle sembianze di un misterioso personaggio chiamato V, l’ambiguo eroe della graphic novel
V per Vendetta del 1988 firmata Alan Moore e David Lloyde, reso ancora più popolare attraverso l’omonimo film del 2005
diretto da James McTeigue. Per creare V, l’eroe anticonformista, gli autori inglesi si ispirano alla vicenda di Guy Fawkes,
anarchico inglese famoso per aver cercato di far esplodere il Parlamento all’inizio del Seicento. La maschera dal volto bianco
e dal sorriso sardonico dietro la quale si cela l’identità del eroe immaginario V, uno dei più venduti oggetti
del merchandising hollywoodiano, ora è il simbolo del Rimanente 99%, il globale movimento di contestazione.
Ciò indica che l’eroe non è più il singolo che attraverso la maschera si proietta su un piano simbolico altro, in cui funge da modello
di riferimento, ma si dissolve in un’identità collettiva, molteplice e irriconoscibile, che a sua volta corrisponde allo stesso carattere inafferrabile e invisibile di quel 1% che detiene il potere.
After the West, il ciclo di opere in cui la maschera di V è elemento costruttivo, rappresenta un ulteriore capitolo
della particolare narrazione visiva che ha costruito Adrian Tranquilli nel corso dell’ultimo decennio.
La sua indagine attorno alla figura eroica, con la sua indispensabile maschera (costume), ci fa osservare il cambiamento paradigmatico accaduto nel passaggio tra XX e XXI secolo: il singolo cede posto alla moltitudine, non si innalza al di sopra del modello dominante
ma si camuffa per amalgamarsi con altri simili, insieme ai quali opera in maniera virale e sovversiva, trovando il proprio ideale (simbolo) proprio nel prodotto della letteratura popolare e fantasy, dove nemmeno esiste più un netto confine tra il bene e il male,
tra l’eroe e il suo antagonista, tra l’utopia e il terrore.

La personale After the West presso lo STUDIO STEFANIA MISCETTI e stata realizzata in contemporanea
con la prima mostra retrospettiva di Adrian Tranquilli presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, curata da Eugenio Viola.

Adrian Tranquilli è nato a Melbourne nel 1966, vive e lavora a Roma. Tra le sue principali esposizioni personali: Giorni di un Futuro Passato,
MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Napoli, 2016; Welcome to the Fall, MART - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto, 2014; All is violent, all is bright, MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma, Roma, 2011; In Excelsis, Studio Stefania Miscetti, Roma, 2011;
Don’t Forget the Joker, Palazzo Reale, Milano, 2010; All is violent, all is bright, Mimmo Scogmamiglio arte contemporanea, Milano, 2009; Don’t Forget the Joker, Studio Stefania Miscetti, Roma, 2006, The Age of Chance, Mimmo Scognamiglio arte contemporanea, Napoli, 2005; These Imaginary Boys, Parkhouse, Düsseldorf / Marella Arte Contemporanea, Milano 2004; Know Yourself, MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma, Roma 2003; Believe, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2001; Evidence, Studio Stefania Miscetti, Roma, 2001; Future imperfect, Studio Stefania Miscetti, Roma, 1998.
Adrian Tranquilli ha preso parte a importanti esposizioni collettive presso numerose istituzioni pubbliche e private tra cui: La Maison Rouge, Fondation Antoine
de Galbert, Parigi 2009; Sala de Exposiciones Alcalá 31, Madrid 2008; PAN – Palazzo delle Arti Napoli, Napoli 2007; Botkyrka Konsthall, Stoccolma 2007; Kunsthalle, Vienna 2006; GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma 2005; Palazzo delle Papesse – Centro Arte Contemporanea, Siena 2003;
Castel dell’Ovo, Napoli 2002; IASPIS, Stoccolma 2002; Dalì Museum, St. Petersburg (Florida) 2001; PAC – Padiglione d’ Arte Contemporanea, Milano 2000;
Bienal de La Habana, (Cuba) 2000; MAK, Österreichisches Museum für angewandte Kunst / Gegenwartskunst Vienna 1999, Museo di Castelnuovo
Maschio Angioino, Napoli 1998.