Adeela Suleman – From the Ruins to Rust

Milano - 21/09/2017 : 04/11/2017

Da sempre interessata alla funzionalizzazione dell’oggetto banale, domestico, anche in questo nuovo ciclo di lavori l’artista pakistana interpreta la “banalità del quotidiano”, vecchi piatti vintage ritrovati in giro per antiquari, trasformandola in veicolo di esperienza estetica, ma anche di denuncia politica e sociale.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA DAVIDE GALLO
  • Indirizzo: via Farini 6 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 21/09/2017 - al 04/11/2017
  • Vernissage: 21/09/2017 ore 18
  • Autori: Adeela Suleman
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da 22 al 28 settembre, ogni giorno dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19. Dal 29 settembre al 4 novembre per appuntamento.

Comunicato stampa

Giovedì 21 settembre, Davide Gallo arte contemporanea ha il piacere di inaugurare la mostra personale di Adeela Suleman dal titolo “From the Ruins to Rust”. Da sempre interessata alla funzionalizzazione dell’oggetto banale, domestico, anche in questo nuovo ciclo di lavori l’artista pakistana interpreta la “banalità del quotidiano”, vecchi piatti vintage ritrovati in giro per antiquari, trasformandola in veicolo di esperienza estetica, ma anche di denuncia politica e sociale

Inquadrate in provocatoriamente graziose cornici di gusto barocco, le scene raccontano fatti di sangue, cronache antiche che nella loro crudeltà sono quanto mai attuali, un’eterna lotta in un medio oriente che ha come protagonista da sempre non lo scontro mitologico tra Bene e Male, ma la guerra come unica ideologia professata e come Male assoluto. L’oggetto quotidiano, il piatto in questo caso, subisce una demistificazione del significato, e dalla quieta esistenza domestica, diventa strumento di cronaca e documento storico. La ricerca della Suleman non si ferma qui, l’oggetto per lei, per quanto non abbia valore come manufatto, rimanda però all’idea del manufatto, così come l’icona della rappresentazione rimanda a quelle sottili figure della miniatura artistica e in questo modo l’artista getta un ponte attraverso il tempo, sicché da creare continuità, armonia, tra la sua personale ricerca e il percorso artistico dell’intera collettività di appartenenza.