Ad ampio respiro

Milano - 21/10/2021 : 21/11/2021

In questo spazio, mantenuto volutamente nudo ed essenziale nell’allestimento, l’elemento etereo tesse il fil rouge della mostra, facendosi corpo-respiro nelle opere esposte.

Informazioni

  • Luogo: RITA URSO ARTOPIA GALLERY
  • Indirizzo: Via Lazzaro Papi 2 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 21/10/2021 - al 21/11/2021
  • Vernissage: 21/10/2021 ore 18
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Lunedì–venerdì / 15:00 –19:00 / sabato su appuntamento

Comunicato stampa

RITA URSO artopiagallery è lieta di presentare la mostra Ad ampio respiro, un dialogo tra le artiste Bea McMahon (Dublino, 1972), Vera Pravda (Monza,1974) e Caterina Silva (Roma, 1983), invitate per la prima volta a confrontarsi con l’ambiente della galleria situato nel cortile - un ex laboratorio di fine ’800 che ne diverrà la futura sede

In questo spazio, mantenuto volutamente nudo ed essenziale nell’allestimento, l’elemento etereo tesse il fil rouge della mostra, facendosi corpo-respiro nelle opere esposte.

Durante l’opening avrà luogo la performance In through the nose, out through the mouth, ideata da Bea McMahon, con la collaborazione di Caterina Silva. L’artista mette in scena una situazione di natura politico-ambientale, concentrandosi su alcune azioni tra cui verificare la qualità dell'aria, respirare, cercare di controllare il movimento delle persone, ed espirare.

Partendo da una riflessione etico-ecologica ma a tratti anche spirituale, Ad ampio respiro vuole indagare quell’attività di comunicazione “silenziosa” dell’arte – e di noi stessi – in stretta relazione con lo spazio. Il respiro dell’opera d’arte, dell’aria, ed il nostro in sincronia. L’atto del respirare si sviluppa da un lato facendosi cannocchiale su una problematica globale, quella dell’inquinamento atmosferico, dall’altra, con un’ottica più intimistica ed introspettiva, meditando sul carattere di spontaneità e sul “lasciar essere” delle cose.
Le tre artiste interpretano l’ambiente della galleria, ciascuno a suo modo, come filtro comunicativo. Gli alberi di Bea McMahon, in carta plastificata dipinta con colori naturali, occupano lo spazio gonfiandosi ed innalzandosi fino al soffitto, grazie ad una ventola. I dipinti di Vera Pravda, realizzati con speciali pitture antismog, normalmente utilizzate nell’edilizia, purificano letteralmente l’aria circostante, allo stesso modo dell’azione depurativa di una foresta con la medesima estensione. Le tele di Caterina Silva, realizzate in connessione all’atto del respiro nella pratica yogica, ed al suo ritmo, lasciano affiorare sul piano della pittura la realtà che sta sotto la realtà, l’ambiente circostante che in modo naturale e spontaneo entra nell’opera, compiendo una continua interscambiabilità tra dentro e fuori.

Il respiro assume una dimensione installativa, di presenza fisica, coinvolgendo i visitatori in un’esperienza di osmosi in cui i propri respiri e quelli delle opere danno polmoni allo spazio, e viceversa. I lavori, come megafoni di soffi vitali, mostrano il legame tra l’uomo, l’ambiente e l’arte, tramite l’etereo, qualcosa che è solo apparentemente invisibile dietro la concretezza della realtà ma che è sempre ad ogni modo vicino e parte di noi.

Il titolo della mostra include concettualmente anche l’espressione utilizzata in letteratura, arte e musica, per intendere quella larghezza di vedute e vastità di concezione, intento che accompagnerà sempre di più la galleria nella realizzazione del nuovo progetto architettonico e del programma espositivo.

Bea McMahon (Dublino, 1972) lavora con video, installazioni e performance art. Il suo lavoro spesso naviga attraverso le concezioni della realtà e le loro corrispondenti apparenze nel mondo esterno. Laureata in matematica, Bea McMahon impiega versioni e associazioni di matematica e fisica che giocano con le distinzioni tra oggetti, spazio e tempo, e simboli mentre risuonano con una forma poetica di agency tra esseri non parlanti e il mondo.
I progetti recenti includono performance alla Cave Gallery, Tokyo; FLAM VII Frascati Theatre, Amsterdam; Open Avond(s), De Appel, Amsterdam; International BRUD day, The Museum of Modern Art, Warsaw 2016; Umsteulpung, The XII Baltic Triennial, Vilnius 2015; Evil under the Sun, Volcano Extravaganza, Stromboli, 2013. Le mostre personali includono Floppy Forest, Treignac Projet, Francia 2021; Under Bat Hill, W139 Amsterdam 2021; Rank at Billytown, Den Haag 2017; BOM at CCA Derry 2015; Cover at Salzburg Kunstverein 2014; Root Temple Bar Gallery and Studios 2012; Warp and Woof, CCA Glasgow 2011; Flattime House, Londra, 2011. Ha intrapreso residenze presso Flattime House, Londra, ACC Gwangju, Corea; The Mattress Factory, Pittsburg; Rijksakademie van Beeldende Kunsten, Amsterdam e Via Farini, Milano. Suoi lavori si trovano nelle collezioni dell'Irish Museum of Arte Moderna e del FRAC Midi-Pirenei.

Vera Pravda (Simona Sanvito, Monza, 1974) vive e lavora a Milano e a Varsavia. Laureata in Scienze dei beni storico-artistici, cinematografici, musicali e teatrali presso l’Università degli Studi di Siena, dopo aver creato per anni arte undercover, nel 2018 decide di fare coming-out come artista. Lavora su serie di lungo periodo, collaborando e innescando scambi con numerose istituzioni e realtà. Tra i progetti #GREENISGOLD (dal 2019), attualmente solo show al Terminal 1 dell’Aeroporto di Milano Malpensa per 2020-21; ARTBREATHING (dal 2017) in sedi pubbliche e private, tra cui Lycée Stendhal, Milano e Casa Famiglia L’abilità, Milano; QUARANTOTTO (2019) durante la residenza annuale in Villa Greppi, Monticello Brianza; INTER NOS (2021) in Archivio Viafarini DOCVA, in residenze artistiche sull’arco alpino (NAHR e Falìa), in luoghi del mediterraneo (SUA Festival, Sicilia). Mappe e visioni dal Mediterraneo’ e ‘L’Erbario in viaggio’ (settembre 2021-Milano Design Week in Stazione Garibaldi, Festivaletteratura di Mantova e Festivalfilosofia di Modena), e in Mappae, un progetto site-specific nello Spazio Giacomo dell’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di Bergamo. Suoi anche alcuni progetti curatoriali, come /Confini/, progetto partecipato realizzato durante il lockdown in collaborazione con Viafarini e Gli Stati Generali e /Krìsis/, ciclo di talk tra curatorǝ e artistǝ sui più urgenti temi della contemporaneità. Pravda fa inoltre parte di GL - Gruppo di Lavoro, che ha fondato insieme a Rebecca Agnes e Stefania Migliorati, e che progetta e realizza interventi artistici site-specific in spazi pubblici in collaborazione con Studio Senzatitolo.

Caterina Silva (Roma, 1983) vive tra Roma e Londra. L’artista indaga le connessioni tra linguaggio e potere da una prospettiva silenziosa e anti-discorsiva con cui elude le strutture canoniche di produzione di senso. Da sempre interessata alla relazione tra gesto, libertà e processi mentali, Silva sviluppa nel tempo un corpo di lavoro pittorico e performativo multiforme e stratificato attraverso un linguaggio emotivo e sintetico. Sue mostre e performance si sono svolte in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero, tra cui MACTE Digital per Fondazione MACTE, Termoli, Vortic Collect, Londra XR, Artissima Present Future, Torino, Bosse&Baum Gallery, Londra, Fondazione Spinola Banna, Poirino, Galleria
Valentina Bonomo, Roma, Asia Culture Center, Gwangju, Galleria Riccardo Crespi, Milano, Museo Centrale Montemartini, Roma, Everad Read-Circa Cape Town, Casa Testori, Milano, Abstracte, Dordrecht, Rozenstraat a rose is a rose, Amsterdam, Oratorio di San Mercurio, Palermo. È stata finalista per Talent Prize 2020, Ducato Prize 2020, Premio Fabbri 2014 e 2018, Premio Cairo 2015, nel 2018 vince il 9° Combat Prize. È stata artista in residenza presso Cité des Arts, Parigi, 2013; Rijksakademie van beeldende kunsten, Amsterdam, 2015-2014; Asia Culture Center, Gwangju, 2016; NKD, Norvegia,
2018; ARP, Cape Town 2018; Bocs, a cura di Giacinto Di Pietrantonio, Cosenza, 2019; Fondazione Spinola Banna, Poirino, 2019.