Achille Compagnoni. Oltre il K2

Milano - 26/02/2014 : 30/03/2014

L'evento intende ricordare il 60° anniversario della prima ascesa al K2 e celebrare il centenario della nascita di Achille Compagnoni, ripercorrendo la sua vicenda umana ed alpinistica anche attraverso un libro catalogo che riporta tutto il suo diario della spedizione.

Informazioni

Comunicato stampa

"...Lassù presso la vetta due figure si muovono, il sole del tramonto crea attorno alle loro persone la tipica aureola che si forma alle bassissime temperature, per l’irradiazione corporea di calore: lassù sono 40 gradi sotto zero ed il freddo sta artigliando le dita dei due vincitori..."
Mario Fantin, Italiani sulle montagne del mondo,
1967


Dal 27 febbraio al 30 marzo 2014 l’Associazione Achille Compagnoni Onlus presenta la mostra" Achille Compagnoni. Oltre il K2", nella Sala Mostre del Museo

L'evento intende ricordare il 60° anniversario della prima ascesa al K2 e celebrare il centenario della nascita di Achille Compagnoni, ripercorrendo la sua vicenda umana ed alpinistica anche attraverso un libro catalogo che riporta tutto il suo diario della spedizione.


Achille Compagnoni in un momento di riposo sullo Sperone Abruzzi - photo Spedizione Italia-Karakorum 1954.
La rassegna ripercorre, attraverso copioso materiale inedito e d’archivio messo a disposizione dell’Associazione Achille Compagnoni Onlus, l’intera vicenda biografica di Compagnoni, sciatore, guida alpina e amante della montagna, inserendo in un grande ritratto biografico anche la vittoriosa scalata del K2 che ha legato il suo nome e quello di Lino Lacedelli (arrivato insieme a lui in vetta) alla storia dell’alpinismo mondiale.

La spedizione italiana sul Karakorum del 1954, voluta e organizzata da Ardito Desio, è raccontata in tutte le sue fasi attraverso foto, documenti e memorabilia: la preparazione atletica - tenutasi tra gennaio e febbraio 1954 sul Monte Rosa e sul Plateau Rosa, ai piedi del Piccolo Cervino, dove fu allestita una base sperimentale onde collaudare attrezzature ed equipaggiamenti - la partenza e l’arrivo in Pakistan, i primi campi, la conquista della vetta il 31 luglio del 1954 e la discesa. E ancora il rientro, l’ingresso trionfale in Italia e tutto il periodo successivo alla spedizione, che vide Achille Compagnoni protagonista di episodi di costume accanto a rappresentanti delle istituzioni, ad amici sportivi e celebrità internazionali.
L’esposizione costituisce dunque un momento di riflessione dedicato alla figura di un personaggio rilevante non solo per la storia dell’alpinismo, ma più in generale per la storia del nostro Paese. La conquista del K2 infatti ebbe in quegli anni una valenza sociale e nazionale, oltre che sportiva, e diventò il simbolo di un’Italia che si riallineava alle grandi potenze europee dopo la disfatta della Seconda Guerra Mondiale. La scalata alla seconda cima più alta del mondo (8611 m) era già stata tentata altre volte, senza successo dal Duca degli Abruzzi nel 1909, dal Duca di Spoleto nel 1929, dall’americano Houston nel 1938, dal connazionale Wiessner l’anno successivo e nuovamente da Charles Houston nel 1953. L’onore della vittoria toccò alla spedizione italiana voluta dal Club Alpino Italiano e capeggiata da Ardito Desio, grande conoscitore del comprensorio del Karakorum.



Achille Compagnoni al campo base.

PERCORSO ESPOSITIVO

Il video realizzato dallo stesso Compagnoni che documenta, per la prima volta nella storia, la vetta di un "Ottomila" con immagini in movimento, è entrato nell’immaginario collettivo e saranno proprio i 120 secondi di girato finale sulla sommità del K2 ad accogliere suggestivamente il visitatore all’ingresso della mostra. Il percorso espositivo alterna poi momenti di maggiore spettacolarità - fotografie legate alla spedizione e a momenti dell’arrampicata - ad altri più riflessivi, in cui il visitatore può soffermarsi ad osservare più da vicino appunti, telegrammi, lettere e documenti che ripercorrono l’intera vita di Achille Compagnoni, mostrandolo a Cervinia nella veste di guida alpina e di maestro di sci.


Stivali di Achille Compagnoni. Ogni alpinista della spedizione disponeva di non meno di 5 paia di scarpe. Questi stivali erano stati prodotti specificamente dalla Dolomite, con pelo di renna esterno e interfodera in pelle di opossum. Compagnoni li utilizzò dal campo VIII alla cima.
Non mancano inoltre testimonianze di forte impatto legate alla spedizione sul K2, dalle locandine del film Italia K2, film-documentario di Marcello Baldi distribuito con grande successo nel 1955, ai materiali tecnici dello stesso Compagnoni utilizzati durante la spedizione, quali una delle celeberrime tende arancioni usate agli ultimi campi, gli indumenti progettati appositamente per quelle altitudini (scarponi, tuta, occhiali) e la piccozza che fu piantata in vetta. Curioso infine, da un punto di vista storico/documentario e di costume, osservare le attrezzature tecniche degli anni Cinquanta, quali sci di legno, abbigliamento, ciaspole, corde e ramponi utilizzati da Compagnoni per le sue scalate. La mostra termina con un videoritratto, realizzato per l’occasione da Tonino Curagi e Anna Gorio. Un docufilm che ripercorre con suggestione e coinvolgimento emotivo la vicenda umana e alpinistica di Achille Compagnoni e che chiude idealmente il percorso circolare della mostra.
Achille Compagnoni. Oltre il K2 vuole essere un racconto emozionale voluto dall’Associazione Achille Compagnoni Onlus per donare agli appassionati ed esperti di alpinismo e montagna una documentazione su quell’impresa, nel sessantesimo della conquista, ma anche per avvicinare la figura di quest’uomo a quanti lo conoscono solo parzialmente.


CATALOGO
La mostra è accompagnata dal catalogo-libro edito da Marsilio Editore "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Si tratta del diario di Achille Compagnoni - Uomini sul K2 - pubblicato nel 1958 per l’editore Veronelli, nelle cui pagine viene ripercorsa giorno per giorno la conquista della vetta - arricchito da un nuovo apparato iconografico e parzialmente inedito. Il volume è disponibile in due versioni: italiano e inglese.


Compagnoni heading towards one of the base camps on K2
“It's 5.30 p.m. when Isakahn addresses our tent with these words: One Sahib is ready to climb Kay two’, we tumble out and I will never in my life forget the view which lies before us. The far part of the mountain is now completely free of cloud and has taken on the bluish colour of sunset. On the final, incredibly steep slope, we notice first one then two dots which slowly but surely continue their ascent... the two dots are now on the peak with the sky behind them and they look as if they are enveloped by a golden cloud of dust...”

Pino Gallotti
Diario Alpinistico, Spedizione Italiana al K2 – 1954’
[Alpine Diary, Italian Expedition to K2 – 1954].

“Up there near the peak two figures are moving, the setting sun creates the distinctive halo that forms at extremely low temperatures, due to the body radiating heat: up there it’s 40 degrees below zero and the cold is turning the fingers of the two conquerors into claws...”

Mario Fantin, ‘Italiani sulle montagne del mondo’
[Italians on the world’s mountains], 1967



From 27th February to 30th March 2014 the Associazione Achille Compagnoni Onlus [Achille Compagnoni non-profit association] presents the exhibition Achille Compagnoni. Beyond K2 in the exhibition hall of the Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia in Milan.




The event intends to celebrate the 60th anniversary of the first ascent of K2 and the birth of Achille Compagnoni, retracing the events of his life as a mountaineer including with a catalogue-book containing his complete expedition diary.

The show, using a large body of unpublished and archive material made available by the Associazione Achille Compagnoni Onlus, traces Compagnoni’s whole life story as a skier, alpine guide, and mountain-lover. Within a wide-ranging biographical portrait, it includes the victorious ascent of K2 which was to leave his name and that of Lino Lacedelli (who arrived at the summit with him) etched forever in the history of mountaineering.

The Italian expedition in Karakorum of 1954, planned and organised by Ardito Desio, is recounted in all of its phases through photos, documents, and memorabilia: the athletic preparation - held between January and February 1954 on Monte Rosa and on the Rosa Plateau at the foot of Piccolo Cervino in Northern Italy, where an experimental base was set up to test tools and equipment, departure and arrival in Pakistan, the first camps, the conquest of the peak on 31st July 1954 and the descent. It also describes the journey back and triumphant return to Italy and the full period that followed the expedition, when Compagnoni took part in social events alongside public figures, friends from the world of sport, and international celebrities.

The exhibition constitutes a moment of reflection dedicated to a figure who has a place not only in the history of mountaineering, but more generally in Italian history. In fact, beyond its sporting significance, at the time the conquest of K2 was of both social and national importance. It became a symbol of Italy, regaining her place alongside the great European powers after the debacle of the Second World War. There had already been a number of unsuccessful attempts at scaling the world’s second highest peak (8611 m), by the Duke of Abruzzo in 1909, the Duke of Spoleto in 1929, by the American Charles Houston in 1938, by his compatriot Weissner the following year, and again by Houston in 1953. Victory and honour though went to the Italian expedition planned by the ‘Club Alpino Italiano’ [Italian Alpine Club] and headed up by Ardito Desio, with his profound knowledge of the Karakorum region.

Exhibition Itinerary

The video made by Compagnoni himself which records, for the first time in history, the peak of an “Eight thousand” with moving images, has entered the popular imagination; visitors will be welcomed at the entrance to the exhibition by the atmospheric final 120 seconds filmed at the summit of K2.
The exhibition itinerary then alternates between spectacular moments - photographs linked to the expedition and to different points of the ascent - and other more reflective ones, in which the visitor can stop for a moment to take a closer look at notes, telegrams, letters, and documents which trace Achille Compagnoni’s entire life, showing him in Cervinia in the garb of alpine guide and ski instructor. There are other objects which bear powerful witness to the K2 expedition, from posters for the film Italia K2, a very successful 1955 documentary film by Marcello Baldi, to the technical materials used by Compagnoni during the expedition, among which one of the very famous orange tents used for the last camps, equipment specially designed for use at those altitudes (boots, overalls, glasses) and the ice-axe that was planted on the peak. Also of interest, from a historical perspective, is seeing technical apparatus from the Fifties, including wooden skis, clothing, snow shoes, ropes, and crampons used by Compagnoni in his climbing.

The exhibition ends with a video-portrait, produced by Tonino Curagi and Anna Gorio for the show. It is a docufilm which splendidly retraces the human and mountaineering story of Achille Compagnoni, bringing it to life and providing an ideal closure to the exhibition’s circular route.

Achille Compagnoni. Beyond K2 wants to provide the emotional story chosen by the Associazione Achille Compagnoni Onlus, and further to offer alpine enthusiasts and experts documentation of his achievement, on the sixtieth anniversary of the conquest of the peak, to bring the man closer to those who only partially know him.

Catalogue

The exhibition is accompanied by a catalogue-book edited by Marsilio Publishing “Achille Compagnoni. Beyond K2”. It is Achille Compagnoni’s diary – ‘Uomini sul K2’ [Men on K2] – published in 1958 by Veronelli, in whose pages the scaling of the peak is retraced day by day – enriched by a new and partially unpublished set of images. The volume is available in two versions: Italian and English.

Installation by Studio MMG