Abitare oggi il marmo disegna il paesaggio domestico

Milano - 07/04/2014 : 09/04/2014

La mostra “Abitare oggi, il marmo disegna il paesaggio domestico” racconta lo sviluppo di un percorso, progettuale e produttivo che, partendo da un territorio unico, le Apuane, guarda all’abitare attraverso una nuova serie di prodotti che hanno come protagonisti due materiali eccellenti per pregio e unicità: il marmo e il legno.

Informazioni

Comunicato stampa

Designer & works:
Baldessari e Baldessari, Molletta; Francesco Meda, Pigreco; Michael Anastassiades, Miracle Chips; Alberto Meda, IPE Tavolo; Lorenzo Damiani, Vasca da Bagno, Lavabo, Tavolino, complementi.
PRESS BOOK
Luce di Carrara si presenta alla Triennale, durante il Salone del Mobile di Milano. Una testimonianza non solo progettuale ma soprattutto di intelligenza produttiva

Dalla copertina di Wall Paper dell’edizione 2013, con le Miracle Chips di Michael Anastassiades, giunge in anteprima a Milano una vera e propria collezione con i nuovi progetti di Baldessari e Baldessari, Lorenzo Damiani, Alberto Meda, Francesco Meda; accanto al marmo, la presenza del legno, con la collaborazione di Maurizio Riva e la Riva 1920. Così si apre un nuovo ciclo; i materiali lapidei, diversi e unici, mai uguali a se stessi, divengono interpreti esclusivi nel panorama dell’abitare contemporaneo.
La mostra “Abitare oggi, il marmo disegna il paesaggio domestico” racconta lo sviluppo di un percorso, progettuale e produttivo che, partendo da un territorio unico, le Apuane, guarda all’abitare attraverso una nuova serie di prodotti che hanno come protagonisti due materiali eccellenti per pregio e unicità: il marmo e il legno.
Le forme degli oggetti proposti, dalla molletta di Baldessari e Baldessari, alla seduta Pigreco di Francesco Meda, al tavolo IPE di Alberto Meda, fino alla Vasca da Bagno, Lavabo, Tavolino, e complementi di Lorenzo Damiani, dialogano fra loro nel rispetto delle funzioni ma colgono, sia nella struttura sia nelle varietà espressive, il senso più propriamente connesso alla contemporaneità.
“Dalla cava alla casa”, accanto all’attività di Henraux Spa, Luce di Carrara si presenta alla Triennale durante il Salone del Mobile di Milano con un progetto dedicato alla casa e realizzato con alcuni fra i più noti e prestigiosi designer mondiali. Gli oggetti proposti sono destinati al panorama domestico, nel quale entrano a pieno titolo come summa creativa del più ricercato made in Italy.
Dal Monte Altissimo, dove Michelangelo andava a cercare il marmo per le sue sculture, fino alla lavorazione industriale, che è espressione di un territorio che conosce un “saper fare” artigianale unico al mondo, si vuole affermare l’identità di un luogo non replicabile altrove. Luce di Carrara mette a disposizione dei progettisti decine di diverse tipologie di carattere lapideo. La presentazione della collezione esposta in Triennale durante il Design Week è la dimostrazione delle elevate competenze progettuali e produttive dell’azienda, che lavora direttamente solo i propri materiali lapidei con il supporto di eccelse maestranze e l’impiego delle tecnologie più avanzate.
WORKS & DESIGNER
BALDESSARI E BALDESSARI: la panca Molletta è un progetto fuori scala di un capolavoro del design anonimo. Una rivisitazione di un icona del nostro paesaggio domestico, interpretato con materiali naturali, marmo e legno; un oggetto che ritrova una propria contemporaneità, sia in ambienti indoor sia outdoor.
Materiali: legno e statuario Altissimo
LORENZO DAMIANI: elementi per l’ambiente bagno, caratterizzati da forme semplici, ricavate dal marmo, attraverso procedimenti di taglio e fresatura industriale. Vasca e lavabo sono smontabili, ricavati da un volume monolitico, in modo da poter utilizzare il materiale di scarto per realizzazione di altri componenti. Natura e artificio, insieme, dove il legno riprende il suo ruolo, dialogando nel rispetto delle funzioni.
Materiali: Vasca da Bagno, Arabescato Cervaiole, maniglia in legno; Lavabo, Arabescato Cervaiole, vassoio in legno; Tavolino, di complemento vasca da bagno, legno e statuario Altissimo.
ALBERTO MEDA: Tavolo IPE, legno e marmo, una serie di piani verticali e orizzontali, dove gli incastri e le combinazioni compositive sono in grado di disegnare una serie di tavolini, destinati a usi diversi; i materiali utilizzati parlano il linguaggio di un oggetto che sembra essere sempre esistito.
Materiali: legno, statuario Altissimo.
FRANCESCO MEDA: Pigreco, versione legno e marmo, è un oggetto con una forma primitiva, quasi elementare, che viene da lontano; può essere uno sgabello, un semplice appoggio, o anche solo un elemento scultoreo. Marmo e legno dialogano con un’armonia naturale: il marmo conferisce solidità, mentre il piano di legno trasferisce una sensazione di calore e leggerezza. Nella versione solo marmo, lo stesso oggetto, declinato con una serie di piani lapidei di diversi spessori e materiali. L’effetto non è quello di un unico blocco lapideo, perché è visibile la sovrapposizione di materiali con cromie e dimensioni diseguali.
Materiali Pigreco versione legno marmo: legno e Versilys , legno e statuario Altissimo .
Materiali Pigreco versione marmo:
1. Calacatta Altissimo, Arabescato Altissimo, Arabescato Cervaiole, Statuario, Arabescato, Cervaiole, Bianco Macchietta, Calacatta Altissimo, Verde borgogna;
2. Calacatta Altissimo, Arabescato Altissimo, Arabescato Cervaiole, Statuario, Arabescato Cervaiole, Bianco Macchietta, Calacatta Altissimo, Rosso Francia;
MICHAEL ANASTASSIADES: L'interesse per la bellezza e per le qualità intrinseche del marmo ha portato Anastassiades ad esplorare e spingere oltre ogni limite le potenzialità offerte dalla tecnologia avanzata. Con le “Miracle Chips" di Luce di Carrara, Anastassiades, si accinge ad esplorare nuovi ambiti architettonici e progettuali e apre nuove possibilità al design contemporaneo permeato di una filosofia unica e inconfondibile, e capace di generare opere e oggetti di valore eterno. La sua visione di un dialogo tra antico e moderno trova piena espressione nel marmo, materiale dalle qualità senza tempo.
Materiali: statuario Altissimo

LUCE DI CARRARA – Company Profile -
Luce di Carrara nasce agli inizi del 2000, da un’intuizione che sta alla base del Made in Italy: coniugare l’unicità della pietra naturale, e soprattutto del marmo bianco di Carrara, con un’intelligenza progettuale derivata da una tradizione industriale forte al fine di creare un prodotto inimitabile d’innata bellezza, ma anche di facile uso, versatile ed affidabile per il design contemporaneo.
Il mondo della pietra naturale aveva bisogno di essere ripensato e sistematizzato per consentire a chiunque di creare il proprio marmo ideale e disegnare forme, strutture, architetture, senza farsi condizionare dalla monumentalità “sacrale” di un blocco di marmo.
La svolta di Luce di Carrara avviene nel 2013, quando il marchio entra nell’orbita Henraux, che significa patrimonio industriale e tecnologico avanzato, ma anche collaborazione consolidata con architetti, designers e artisti che hanno saputo nel tempo trasformare il marmo in un materiale flessibile, capace di mantenere la propria unicità se pur con nuovi linguaggi espressivi.
Luce di Carrara è un progetto coerente. Coerenza territoriale e di prodotto, dove tutte le fasi, dall’ideazione, alla produzione, al merchandising, fino alla comunicazione sono coordinate da una visione unica che ha al centro un nuovo modo di vivere il marmo che affonda le sue radici in una tradizione centenaria.
Luce di Carrara è un’opera aperta: si completa e acquista valore attraverso tutte le interpretazioni che, da oggi in futuro, troveranno qui una dimora d’elezione, un laboratorio pronto ad ascoltare le “oscillazioni del gusto”, come direbbe uno dei più grandi interpreti della cultura artistica internazionale, Gillo Dorfles.
L’interprete iniziale delle proposte di Luce di Carrara è stato Michael Anastassiades, Cipriota d’origine, mediterraneo nella cultura, ma londinese di adozione.
Anastassiades sembra applicare al marmo il verso del poeta Pindaro ”divieni ciò che sei”, ovvero, senza tradire l’essenza di un materiale unico al mondo, ciascuno può diventare protagonista e far parlare lingua e creatività proprie.

La linea di pensiero, ovvero il concept di Luce di Carrara, è un percorso dove il marmo ed il suo territorio sono al centro della creatività.

LUCE DI CARRARA: ISTRUZIONI PER L’USO
Luce di Carrara ha rivoluzionato il concetto di marmo trasformando la materia naturale in un processo industriale affidabile e garantito. La mission è sviluppare una forza modulare e creativa adatta a progetti di qualsiasi dimensione per riaggiornare una materia storica con l’apporto del design. Una continua ricerca per avvicinarsi ai bisogni del consumatore che traduce l’atteggiamento “ottimista” e propositivo del brand.
Positività, energia ed ottimismo sono i valori di cui, Luce di Carrara, è portatore nelle nuove collezioni che hanno la cifra di pulizia e rigore degli esordi e una nuova vivacità.
Luce di Carrara è stato fra i primi a coinvolgere i protagonisti dell’architettura ad esprimere con, e soprattutto per, il marmo un originale pensiero creativo.
Michael Anastassiades ha contribuito a rendere internazionale il marchio Luce di Carrara, ha tracciato un percorso del tutto nuovo che guarda alla contemporaneità quale somma di culture che si intersecano in una creatività sofisticata e sottile, ha proposto, quale essenza di una radicata mediterraneità, la purezza, il rigore e la perfezione delle forme.
Luce, coerenza, sintesi, sono le parole chiave e una nuova leggerezza che nasce dal cambiamento.
Il catalogo di Luce di Carrara è enciclopedico, poiché capace di fornire qualsiasi soluzione, un manuale di progettazione, dove le variabili proposte consentono infinite composizioni e accostamenti rispettando le caratteristiche fondamentali di questo materiale: il suo essere storico, di prestigio, di escavazione esclusiva. Unico anche nelle dimensioni più piccole, non replicabile ed aperto ad un’infinità di combinazioni.
Rispettare la natura dei marmi ed offrire una grammatica e una sintassi con le quali ogni progettista può esprimere se stesso è ciò per cui lavoriamo.