A World of Fragile Parts

Venezia - 26/05/2016 : 27/11/2016

In ‘A World of Fragile Parts’, La Biennale di Venezia e il Victoria and Albert Museum (V&A) affrontano il tema delle minacce che incombono sulla salvaguardia dei siti del patrimonio globale dell’umanità, indagando in che modo la produzione di copie può aiutare nella preservazione degli artefatti culturali.

Informazioni

  • Luogo: ARSENALE
  • Indirizzo: Campo Della Tana (Castello) - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 26/05/2016 - al 27/11/2016
  • Vernissage: 26/05/2016 ore 16,30
  • Curatori: Brendan Cormier
  • Generi: architettura, design

Comunicato stampa

World of Fragile Parts
A seguito dell’accordo tra La Biennale di Venezia e il Victoria and Albert Museum di Londra

Curatore: Brendan Cormier (Victoria and Albert Museum)
Team del curatore:
Danielle Thom, Ricerca (Victoria and Albert Museum)
Charlotte Churchill, project manager (Victoria and Albert Museum)
Ordinary Architecture, progetto di allestimento
Realizzato dalla Biennale di Venezia
Sede: Sale d’Armi A, Arsenale


In ‘A World of Fragile Parts’, La Biennale di Venezia e il Victoria and Albert Museum (V&A) affrontano il tema delle minacce che incombono sulla salvaguardia dei siti del patrimonio globale dell’umanità, indagando in che modo la produzione di copie può aiutare nella preservazione degli artefatti culturali.

L’incertezza ecologica, gli attacchi violenti e le crescenti esigenze del turismo sono alcuni dei fattori che mettono a rischio di distruzione e scomparsa i siti del patrimonio mondiale dell’umanità e gli artefatti culturali. Copie e scansioni sono emerse quali soluzioni per attenuare il rischio attraverso la produzione di una preziosa testimonianza culturale, offrendo possibilità alternative per un pubblico esigente e desideroso di vivere in prima persona siti e oggetti storici.

I musei vantano una lunga storia nella produzione di copie. Nell’Ottocento, il V&A ha contribuito in maniera decisiva alla produzione e all’esposizione di calchi in gesso di importanti opere d’arte a beneficio di studenti d’arte o di un pubblico cittadino privi della possibilità di visitare i siti più importanti d’Europa e questo proposito ha fatto nascere all’interno del Museo le Cast Courts, aperte ancora oggi. Le collezioni di calchi proliferarono attraverso l’Europa e l’America come strumento educativo. Tuttavia nel primo Novecento, il giudizio sul valore delle copie mutò, e molte di queste collezioni furono dismesse.

Ma per le collezioni di calchi superstiti emerse un nuovo valore: la preservazione. Attraverso decenni di attenta conservazione, i calchi nei musei sono sopravvissuti più a lungo di molti originali, che furono distrutti in guerra, o lasciati deteriorare. I calchi svolgono ora un ruolo fondamentale nella trasmissione di saperi e di cultura preziosi.

Con l’emergere di nuove tecniche di scansione e di produzione, è nato un nuovo impegno a preservare attraverso le copie. Questo porta con sé una serie di domande difficili: Cosa possiamo copiare e come? Che differenza c’è fra una brutta copia e una che mantiene il valore nel tempo? Qual è il rapporto fra copia e originale in una società che privilegia l’autenticità? E come sarà possibile coordinare efficacemente un tale impegno su scala davvero mondiale e inclusiva?
- Brendan Cormier


Biografia di Brendan Cormier
Brendan Cormier è curator design al Victoria and Albert Museum, e curatore responsabile di una galleria dedicata del V&A, che fa parte di un nuovo museo del design a Shenzhen in Cina. Allo stesso tempo, in collaborazione con la curatrice Luisa Mengoni del V&A, ha iniziato una ricerca sul paesaggio emergente del design nel Pearl River Delta, e su come la tecnologia, la prototipazione rapida e lo spirito imprenditoriale si fondono per trasformare Shenzhen e dintorni in una vibrante città di innovazione nel prodotto. Un tema centrale di questa ricerca è il ruolo positivo della copia e della iterazione nel percorso di progettazione. La ricerca è stata in gran parte esposta in ‘Unidentified Acts of Design’, mostra co-curata da Brendan e da Luisa Mengoni per il V&A alla Shenzhen Urbanism/Architecture Biennale.
Prima di approdare al V&A, Brendan è stato Direttore Editoriale di Volume, una rivista trimestrale sull’architettura e l’urbanistica pubblicata ad Amsterdam, dove impostava temi che indagavano i confini della professione. La rivista raccoglieva riflessioni, polemiche e opinioni di architetti ed esperti da tutto il mondo, nella forma di saggi, interviste, infografiche e altri formati visivi.
Brendan è stato co-curatore di ‘Tortona Stories’ con Fabrizio Gallanti per la Biennale Architettura 2014, che esaminava la natura della produzione nella campagna piemontese, attraverso il lavoro di tre imprenditori: un produttore di formaggi, un viticoltore e un produttore di bio-plastiche. Allo stesso tempo ha contribuito al Padiglione dell’Iran alla Biennale Architettura 2014, dal titolo ‘Instant Past’, curato da Azadeh Mashayekhi.
Brendan ha studiato urbanistica in Canada e in Germania. Ha lavorato in studi professionali di urbanistica a Toronto e a Rotterdam. Contribuisce regolarmente a varie pubblicazioni di progetto, fra i quali Domus, Azure, Uncube, Mark e Canadian Architect.

V&A
Il V&A è uno dei principali musei di arte e design a livello mondiale, con collezioni di impareggiabile portata e diversità. È stato istituito per creare opere d'arte a disposizione di tutti e ispirare designer e produttori britannici.
Oggi le collezioni del V&A, che abbracciano oltre 5000 anni di creatività umana in quasi tutti gli ambiti e da molte parti del mondo, continuano a incuriosire, ispirare e informare.
www.vam.ac.uk