A Place to Survive

Informazioni Evento

Luogo
ANNARUMMA
Via Partenope 1, 80121, Napoli, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
24/02/2026

ore 19

Generi
arte contemporanea, collettiva

In mostra tre artisti che si affidano con fiducia al più tradizionale dei mezzi espressivi: la pittura.

Comunicato stampa

In un recente saggio dal titolo “L’Arte è davvero finita” (Gallimard, 2021) il filosofo francese Yves Michaud dichiara che l’arte non ha più ragione di esistere a causa dell’estrema “estetizzazione” della società contemporanea. Secondo Michaud oggi si assiste ad una lenta ma progressiva scomparsa dei tradizionali mezzi d’espressione artistica sostituiti da installazioni ed ambienti estetici dove lo spettatore viene immerso in esperienze multisensoriali. Questa vaporizzazione dell’arte così come conosciuta in precedenza, è stata anche agevolata anche dalla negazione dei valori del passato che sono stati sostituiti da una triade laica; Denaro, Intrattenimento e Moralità. L’attitudine critica che ha caratterizzato il XX secolo per Michaud si è esaurita e si è trasformata in ricerca frenetica della novità e quindi in una contraddittoria stanca ripetizione.

A tutto ciò non sembrano credere Sam Creasey (Maidstone UK, 1993), Alessandro Miotti (Marostica Italia, 1991) e Radu Oreian (Tarnaveni Romania, 1984) tre artisti che invece si affidano con fiducia al più tradizionale dei mezzi espressivi: la pittura.
Sam Creasey: Le sue opere presentano spesso un'estetica frammentata, che riflette le strutture di acciaio, cemento e vetro tipiche del paesaggio urbano moderno. Recentemente ha introdotto nelle sue opere elementi in ceramica che dialogando con la pittura, focalizzando la mente dell’osservatore e guidandone lo sguardo.
Alessandro Miotti: Le immagini che l’artista veneto dipinge sono spesso il risultato di ricordi di esperienze che l’artista ha vissuto, ma anche di una memoria “culturale” che nel corso degli anni si è stratificata. Miotti dipinge figure o animali che poi colloca in non-luoghi, paesaggi ampi e verdeggianti che non sono riconoscibili, così come non identificabili sono i personaggi rappresentati che volutamente celano il volto, lasciando nell’osservatore un perplesso senso di mistero.
Radu Oreian: Le sue composizioni attingono a una vasta gamma di riferimenti, tra cui miniature storiche, affreschi religiosi, alchimia e cultura pop. Le sue rappresentazioni pur svolgendosi su una superfice bidimensionale, hanno una solidità ed una presenza scultorea dovuta alla sua personale tecnica pittorica. Oreian usa infatti prevalentemente pennelli di piccole misure i cui tratti modellano la materia pittorica dando ad essa una consistenza simile al ricamo.