8×8 64 when form becomes idea

Todi - 05/10/2013 : 11/01/2014

La mostra è una perlustrazione nell’ambito romano di una certa eredità lasciata da Mario Schifano. Otto artisti che presenteranno otto opere ciascuno, sessantaquattro in tutto.

Informazioni

Comunicato stampa

Inaugura sabato 5 ottobre 2013 alle ore 12.00 la seconda mostra di Bibo’s Place, la galleria di Andrea Bizzarro e Matteo Boetti, dal titolo 8x8 64, when form becomes idea- tributo a Mario Schifano: “il puma”.

La mostra è una perlustrazione nell’ambito romano di una certa eredità lasciata da Mario Schifano. Otto artisti che presenteranno otto opere ciascuno, sessantaquattro in tutto. Alcuni di essi presenteranno delle rilevanti opere storiche inedite mentre altri realizzeranno dei lavori che saranno creati appositamente per questa mostra in omaggio alla figura di Mario Schifano

In cima alla piramide ideale che da forma e struttura alla mostra c’è il lavoro di Mario Schifano. Dopo di lui Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Piero Pizzi Cannella e Andrea Marescalchi, seguono Andrea Aquilanti, Roberto Pietrosanti e Davide d’Elia.

Come spiegano Boetti e Bizzarro “In Schifano c’è sempre un frammento di realtà, un certo grado di figurazione, ma poi la velocità dell’esecuzione derivante dal suo furor esistenziale, unita ad un uso quasi di espressionismo tonale del colore, trascende la realtà guardata accedendo alla sfera del concetto, ma attraverso i mezzi propri della pittura: sulla falsariga dello statement di Harald Szeemann, la mostra vuole far emergere questo processo creativo attraverso il quale la forma diventa idea”.

Il titolo strizza l’occhio alla mostra 7x7 49…77 riquadri per 7 artisti, con cui Matteo Boetti ha inaugurato AutoriMessa, il suo primo spazio espositivo, il cui ventennale cade proprio quest’anno.

La mostra vuole proseguire il percorso iniziato con Women’s genius. One step beyond, in cui sono state messe a confronto le opere di un’artista storicizzata come Carla Accardi con quelle di una giovane emergente come Rebecca Ward: la linea curatoriale della galleria è infatti quella di mettere a confronto artisti storicizzati con giovani talenti, in una continuità storica tra periodi differenti, immaginando l’evoluzione dell’arte senza cesure nette tra generi e generazioni.