A Lione la mostra su Gérard Paris-Clavel, grafico militante

Il Musée de l’imprimerie et de la communication graphique di Lione dedica una mostra a Gérard Paris-Clavel, grafico militante attivo fin dagli Anni Sessanta nell’impegno sociale e nelle lotte della sinistra politica

Gérard Paris Clavel. Avec. Exhibition view at Musée de l’imprimerie et de la communication graphique, Lione 2021. Photo Dario Bragaglia
Gérard Paris Clavel. Avec. Exhibition view at Musée de l’imprimerie et de la communication graphique, Lione 2021. Photo Dario Bragaglia

Nato a Parigi nel 1943, dopo un diploma artistico Gérard Paris-Clavel prosegue gli studi alla Scuola di Belle Arti di Varsavia, in particolare nell’atelier di Henryk Tomaszewski, uno dei più importanti grafici polacchi del dopoguerra. Ritornato in Francia, fonda con Pierre Bernard e François Miehe (a cui si sono successivamente aggiunti Paul Bachollet e Alex Jordan) il collettivo Grapus, che ha caratterizzato con le sue opere la grafica francese dagli Anni Settanta agli Anni Novanta. Il gruppo, lavorando con studenti e artisti in stage, si dava programmaticamente l’obiettivo di elaborare le immagini in comune, firmando le opere collettivamente. Grapus ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali, in particolare, nel 1991, il Grand Prix national des arts graphiques.

LA STORIA DI PARIS-CLAVEL

Successivamente l’opera di Paris-Clavel si svolge nell’ambito di Graphistes associés (1989-92), uno dei tre atelier nati dalla fine del gruppo Grapus. Nel 1991 nasce l’Association Ne pas plier, di cui l’artista fa parte ancora oggi. Associazione “politica, utopica ed estetica di educazione popolare”, raggruppa una équipe formata da economisti, giornalisti, grafici, scultori, sociologi che si ritrovano attorno a una frase chiave: “pour qu’aux signes de la misère ne vienne s’ajouter la misère des signes”, perché ai segni della miseria non si aggiunga la miseria dei segni” Nel suo atelier di Ivry-sur-Seine (Île de France), che dal 2012 ha ribattezzato “l’Atelier du Bonjour”, Paris-Clavel continua a riflettere sul suo lavoro di artigiano della grafica, dove le commissioni, soprattutto da parte di enti pubblici, si intrecciano con l’attività di militante per le cause sociali (pace, povertà, diritti delle donne…), la ricerca formale e la scelta della pluralità come modus operandi.

Gérard Paris Clavel. Avec. Exhibition view at Musée de l’imprimerie et de la communication graphique, Lione 2021. Photo Dario Bragaglia
Gérard Paris Clavel. Avec. Exhibition view at Musée de l’imprimerie et de la communication graphique, Lione 2021. Photo Dario Bragaglia

LA MOSTRA SU PARIS-CLAVEL A LIONE

Non a caso Avec, la mostra di Lione curata da Isabel de Bary visitabile fino al 27 febbraio, è pubblicizzata con quattro grandi manifesti esposti nelle strade della città che invitano a scoprire l’esposizione in rue de la Poulaillerie, dove si trova l’Hôtel de la Couronne, l’edificio risalente alla fine del XV secolo che ospita il Musée de l’imprimerie. Sono quattro manifesti che sintetizzano le istanze sociali veicolate dall’arte grafica di Paris-Clavel. Uno di questi, dal titolo Vive le service public (2015), coprodotto con la Ville d’Ivry e gli ospedali di zona, ha come sottotitolo “quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto”.
Le opere esposte – manifesti, disegni, riviste, oggetti ‒ raccontano gran parte del percorso artistico del grafico parigino ma si concentrano in particolare sugli anni più recenti, attingendo anche dai 76 manifesti (la maggior parte serigrafie) che il museo ha acquisito dall’artista nel 2017. Sono opere realizzate prevalentemente fra il 1989 e il 2014, con immagini anche piuttosto forti, come in Money World (1989) dove il grafico mette in primo piano il volto di un bambino denutrito e morente: “Questa immagine è meno insopportabile della realtà… immagine simbolo di un mondo alla rovescia, mondo pubblicitario, produttore d’indifferenza, dove lo spettacolo della vita rimpiazza la vita reale”.
In altre opere prevale una ricerca grafica molto rigorosa, come in Piéton de la ville (2001). “Una persona invisibile (poco identificabile a un primo sguardo del manifesto, N.d.R.) è il simbolo delle vibrazioni alienanti provocate dalla dilagante mediaticità. Questa comunicazione onnipresente dell’insignificante ci divora, ci consuma, ci vuole trasformare in consumatori passivi”. Una soluzione grafica che si ritrova anche ne L’Homme dans la ville (2010), manifesto prodotto per la Maison de la Musique di Nanterre.
Il segno militante lascia spazio, solo apparentemente, a un certo lirismo nel manifesto commissionato nel 2001 dal Ministero della Cultura per celebrare la ventesima edizione della Festa della Musica. Qui è un uccellino che cinguetta su una nota gigante a prendersi tutta la scena, ma questo spazio completamente riservato alla soluzione grafica ideata dall’artista è il risultato di una petizione del gruppo di grafici coinvolti dal Ministero che hanno imposto al committente di escludere, o meglio di relegare alla base del manifesto in un corpo piccolissimo, i nomi e i loghi degli sponsor.
Al di là dei contenuti militanti, l’esposizione è comunque apprezzabile su molti piani di lettura perché spesso Paris-Clavel riesce a inserire una buona dose di umorismo nelle sue opere rivisitando slogan politici o sindacali, mostri sacri della letteratura e testi religiosi.

Gérard Paris Clavel. Avec. Exhibition view at Musée de l’imprimerie et de la communication graphique, Lione 2021. Photo Dario Bragaglia
Gérard Paris Clavel. Avec. Exhibition view at Musée de l’imprimerie et de la communication graphique, Lione 2021. Photo Dario Bragaglia

IL MUSÉE DE L’IMPRIMERIE A LIONE

Il Musée de l’imprimerie ospitato dall’ Hôtel de la Couronne, che fu il primo palazzo municipale della città, è stato fondato nel 1964 da Maurice Audin, discendente di un’illustre famiglia di eruditi-stampatori lionesi. Altri specialisti hanno collaborato con Audin nel costituire il museo che, per la ricchezza delle collezioni, si posizionò fin da subito fra i più importanti del settore in Europa. Fra questi Henri-Jean Martin, storico della stampa e del libro di fama internazionale. Città sede di fiere dal 1464, aperta sia ai commerci con il mondo germanico sia con l’Italia (potenti e ricchissime le famiglie fiorentine si installarono in riva al Rodano nel Rinascimento), fin dalla fine del XV secolo Lione diviene assieme a Parigi una delle capitali dell’editoria. Gli stampatori germanici affluiscono a Lione e si insediano nella Rue Mercièr. Circa mille titoli vengono pubblicati dai 45 stampatori censiti a Lione nel XV secolo. In quello successivo arrivano in città per farsi pubblicare le loro opere Rabelais, Erasmo, Étienne Dolet. Alla metà del XVI secolo, gli stampatori lionesi raggiungono il loro apogeo. I libri stampati in riva al Rodano viaggiano in tutta Europa e beneficiano di una eccezionale fortuna internazionale raggiungendo anche le Americhe e l’Oriente.

Dario Bragaglia

Lione // fino al 27 febbraio 2022
Gérard Paris-Clavel – Avec
MUSÉE DE L’IMPRIMERIE ET DE LA COMMUNICATION GRAPHIQUE
13 Rue de la Poulaillerie
https://www.imprimerie.lyon.fr

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Dario Bragaglia
Dario Bragaglia si è laureato con Gianni Rondolino in Storia e critica del cinema con una tesi sul rapporto fra Dashiell Hammett e Raymond Chandler e gli studios hollywoodiani. Dal 2000 al 2020 è stato Responsabile delle acquisizioni documentarie e delle collezioni per le Biblioteche civiche torinesi. È stato professore a contratto della Facoltà di Lettere e Filosofia - Università degli studi di Torino (Diploma Universitario Conservazione Beni Culturali). Giornalista pubblicista dal 1992, scrive per La Stampa e altre testate nazionali.