Josh&Franco: un podcast-cartoon racconta l’omosessualità in maniera inedita

Un padre e un figlio, entrambi omosessuali, raccontano in un commuovente Visual podcast la propria esperienza di vita. Partono dal borgo natio, Ostuni, narrando il loro passato tra rivelazioni, pregiudizi ma anche tanto amore e condivisione.

Joshua e Franco Prezioso
Joshua e Franco Prezioso

Josh&Franco è il primo visual podcast di This is What a Generation Sounds Likela serie composta da otto episodi che, focalizzandosi sulla fascia d’età under 35, investiga tematiche urgenti tra cui tensioni sociali e politiche, migrazioni e accoglienza, discriminazioni xenofobe, di genere, orientamento sessuale e religioso. Josh&Franco, realizzato da The European Podcast Are We Europe, ci porta ad Ostuni, la città bianca “di latte e calce”, restituendoci un intimo dialogo tra un padre e un figlio, entrambi omosessuali. Quante persone sono ancora convinte che l’omosessualità sia una malattia, che abbia a che fare con l’ereditarietà e la genetica? Questo podcast non fornisce risposte definitive, non nega, non afferma; eppure pone le domande giuste. Joshua e Franco Prezioso condividono a distanza, attraverso lunghe digressioni telefoniche, la propria esperienza di vita, finché da 9 ore di registrazione riescono a ricavare un podcast di 30 minuti, ricco di spunti e contenuti: si riflette sui pregiudizi e sulle barriere sociali, sui timori superati, sulle incomprensioni reciproche e, soprattutto, sull’importanza di affrontare con chiarezza e sincerità la propria sessualità.

Josh&Franco, il podcast animato
Josh&Franco, il podcast animato

JOSH&FRANCO: IL SUCCESSO DEL PODCAST

“A febbraio io e mio padre abbiamo partecipato ad un concorso europeo, aperto a 27 stati. Il bando prevedeva la selezione di 8 storie che provenissero dalla periferia del continente. 1 minuto di Pitch e te la giochi”, racconta Joshua Prezioso ad Artribune. La storia di questo padre e figlio non solo ha passato la selezione, ma è stata scelta come ideale incipit della serie, trasformandosi da semplice file audio in inglese a podcast animato con sottotitoli anche in italiano: “un cartoon esilarante, a tratti drammatico e in toto catartico”. È stato segnalato sul Financial Times facendo incetta di ascolti, persino in paesi a deriva trans-omofobica come la Romania.

Josh&Franco, il podcast animato
Josh&Franco, il podcast animato

JOSH&FRANCO: LA STRUTTURA DEL CARTOON

Il podcast animato si struttura quindi come uno scambio telefonico: padre e figlio si presentano al pubblico in ascolto immergendolo, sin dalle prime battute, nelle proprie vicende di vita condivisa. Tutto parte dal matrimonio di Franco con la madre di Josh, voluto per il forte desiderio del padre di mettere in piedi una famiglia ed avere dei bambini. Il racconto si dispiega poi seguendo la voce narrante del figlio che, come in una graduale presa di coscienza della propria identità, ricorda alcuni dei momenti salienti della propria crescita: dall’emergere della fascinazione per tacchi, capelli lunghi, borse a tracolla, alla scoperta di caratteristiche, comportamenti e gusti affini a quelli paterni, dall’inaugurazione da parte del padre della controversa Locanda dei 7 peccati dove serviva panini a forma di pene, alla sconvolgente rivelazione, per un ragazzo di 15 anni, di avere un padre famoso quale icona gay e bisex di liberalizzazione sessuale.

Josh&Franco, il podcast animato
Josh&Franco, il podcast animato

JOSH&FRANCO: I PROTAGONISTI

Joshua Prezioso è un ragazzo di 28 anni, specializzato in economia e legislazione dei Beni culturali, professore e ricercatore. Ha vissuto al Cairo, Roma, Firenze, Londra, New York e Boston. Il padre è un volto molto noto ad Ostuni, affermatosi come imprenditore fuori dalle righe in una cittadina allora piuttosto conservatrice, avendo rivoluzionato prima la ristorazione, poi il campo dell’immobiliare. È divenuto un punto di riferimento non solo LGBT ma per l’intera comunità locale, grazie alla sua apertura, alla sua capacità di accoglienza e ascolto.

— Giorgia Basili

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.