1957/1977: 20 anni di Carosello. La pubblicità italiana in mostra alla Fondazione Magnani-Rocca

Alla Villa dei Capolavori la mostra “Pubblicità e Televisione 1957-1977” raccoglie manifesti, schizzi, storyboard e video dei personaggi della pubblicità entrati nell’immaginario collettivo italiano nella seconda metà del Novecento. Le immagini.

Mina testimonial Caroselli Barilla (1965 1970). Archivio Storico Barilla Parma
Mina testimonial Caroselli Barilla (1965 1970). Archivio Storico Barilla Parma

Continua la ricognizione nella storia della pubblicità, iniziata due anni fa alla cosiddetta Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca di Traversetolo, in provincia di Parma. Se nella precedente mostra si era passata in rassegna la prima metà del Novecento, con i protagonisti che hanno decretato la nascita della comunicazione moderna (dal 1890 al 1957), si riparte ora da dove si era interrotto, con Carosello. Pubblicità e Televisione 1957-1977 a cura di Dario Cimorelli e Stefano Roffi. Una raccolta che copre gli anni in cui l’evoluzione della grafica pubblicitaria e del manifesto si affiancano alla nuova industria dell’intrattenimento, ovvero lo spettacolo televisivo, plasmando e riadattando i propri linguaggi. Nulla meglio del Carosello interpretò tale fenomeno: il programma, andato in onda quasi consecutivamente per vent’anni – sospeso solo in occasione di alcuni gravi avvenimenti storici – affiancò alla réclame pubblicitaria elementi tratti dal teatro, dalla grafica, dall’animazione e dal design, con personaggi rimasti indelebili nella cultura di massa italiana. Come La Linea di Osvaldo Cavandoli, Re Artù di Marco Biassoni, Calimero di Pagoto, Angelino di Paul Campani, fino alla moltitudine di personaggi nata dalla matita di Gino Gavioli; presenti anche le opere firmate Armando Testa, Erberto Carboni, Raymond Savignac, Giancarlo Iliprandi e Pino Tovaglia.  La pubblicità diventa essa stessa uno spettacolo, con una capacità persuasiva inedita: “Carosello ha insegnato a vivere la modernità del mondo dell’industria”, spiegano i curatori, “ha insegnato cioè che esistevano dei nuovi beni senza i quali non ci si poteva sentire parte a pieno diritto del nuovo modello sociale urbano, industriale e moderno. E ha insegnato anche come tali beni andavano impiegati e collocati all’interno del modo di vita di ciascuno”. In esposizione, tantissimi celebri manifesti di quel periodo, affiancati a bozzetti, schizzi, rodovetri, storyboard e filmati dei vari cortometraggi, che ritraggono le celebrità del tempo: da Mina a Frank Sinatra, passando per Patty Pravo, Ornella Vanoni, Alberto Sordi, Virna Lisi, Vittorio Gassman, Mike Bongiorno e Raffella Carrà.

-Giulia Ronchi

CAROSELLO, Pubblicità e Televisione 1957 – 1977
Fino all’8 dicembre 2019
Fondazione Magnani-Rocca
Via Fondazione Magnani Rocca, 4
Mamiano di Traversetolo (Parma)

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.