David Bowie in salsa sci-fi, nelle illustrazioni di Todd Alcott. L’intervista all’autore

Circola in questi giorni sul web una serie di illustrazioni vintage ispirate alle canzoni più celebri di David Bowie. A realizzarle, il graphic-artist americano Todd Alcott. Lo abbiamo incontrato per capire qualcosa in più sul progetto.

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Avete presente le classiche copertine delle riviste sci-fi anni Cinquanta, con le navicelle spaziali, gli extraterrestri e tutto il resto? Ecco, immaginateci dentro David Bowie, con il suo ciuffo biondo e i suoi vestiti sgargianti. A portare su carta questo gioco di fantasia è oggi Todd Alcott, lo sceneggiatore, regista e graphic-artist americano, autore di un nuovo progetto artistico tutto in omaggio al mitico “Duca Bianco”. Pubblicate giornalmente sulle pagine social del suo ideatore, le immagini mostrano l’iconico Ziggy Stardust all’interno di una serie di ambientazione pulp, ispirate alle più celebri canzoni dell’artista. Prendendo spunto dal titolo e dal motivo del brano, Alcott ricrea scenari vintage tra la fantascienza e il fumetto, con Bowie sempre al centro della scena, ora alle prese ora con gli alieni – come nella rivisitazione di Space Oddity – ora con piovre giganti sul fondo dell’oceano, nel caso di Under Pressure. Incuriositi dal lavoro abbiamo intervistato l’artista, per conoscere meglio l’idea dietro il progetto e naturalmente il suo amore per il cantante.

Com’è nata l’idea di realizzare una serie di stampe su David Bowie?
Sto realizzando questi mashup da un po’ di tempo, con canzoni di vari artisti (tra gli altri Smiths, Lou Reed e Nine Inch Nails, NdR). In generale, scelgo solo artisti con i quali ho un legame personale, artisti che hanno significato molto per me. David Bowie è sempre stato in cima a questa lista, una fonte infinita d’ispirazione. È difficile dirti a parole cosa significhi per me la sua musica. Parte di ciò che sto cercando di fare con questo progetto è proprio far conoscere alla gente la profondità del mio affetto per questi artisti, e per Bowie in particolare.

Quante stampe di Bowie hai realizzato in tutto?
In totale ho realizzato diciassette stampe dedicate a Bowie, più di qualsiasi altro cantautore.

In base a cosa scegli le canzoni da interpretare?
Quando scelgo una canzone ho una serie di criteri diversi. Le domande che mi pongo sono: amo questa canzone? È un pezzo conosciuto dal pubblico e amato anche da altre persone? Suggerisce uno stile grafico su cui poter lavorare?

Mi spieghi come avviene tecnicamente il lavoro? Si tratta di un collage digitale?
Generalmente inizio sempre con un’immagine esistente. La selezione dell’immagine da cui partire deve essere fatta con molta attenzione, per non violare alcun diritto d’autore – anche per questo motivo uso materiale anni Cinquanta, perché nessuno in particolare possiede i diritti per le copertine di romanzi e riviste pulp.

E poi che succede?
Una volta trovata l’immagine utilizzo varie tecniche di Photoshop per coprire qualsiasi elemento grafico di disturbo, in modo da poterci lavorare sopra liberamente. Ad esempio, per Space Oddity ho trovato questo fumetto degli anni Trenta che era meravigliosamente vintage, con questa fantastica scritta. Ho quindi dipinto a mano i volti di David e Angela Bowie sulla cover originale del fumetto, e poi ho lavorato con cura per abbinare le trame e far diventare il mio intervento in sintonia col l’immagine originale. Dopo averci penato sopra per giorni sembrava che l’immagine da me dipinta e la copertina del fumetto fossero stare stampate dalla stessa macchina. Dato che le illustrazioni sono disponibili in formati fino a 36 pollici, ogni dettaglio deve essere perfetto.

Come si sta evolvendo il progetto?
Lavoro sempre su idee diverse. Ho una lunga lista di canzoni da fare. Naturalmente penso sempre ai modi per espandere il progetto anche ad ambiti diversi. La cosa bella di questo approccio alla grafica è che può essere utilizzato anche per altri oggetti: copertine di libri, copertine di album, poster di film e ogni altro genere di cosa. 

– Alex Urso

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso le Università di Macerata e Bologna. Attualmente vive a Varsavia. I suoi interessi in ambito critico e curatoriale sono prevalentemente rivolti all'investigazione e alla concezione di punti di incontro tra artisti e istituzioni italiane e polacche. In questi anni Urso ha collaborato con spazi privati e pubblici, come la Galleria Nazionale di Varsavia – Zachęta e l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia. Nel 2017 è stato curatore della Biennale de La Biche. Dal 2014 scrive di arte per Artribune come corrispondente dalla Polonia. Dal 2013 al 2017 è stato redattore per Lobodilattice. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali. Sempre per Artribune cura Fantagraphic, la rubrica di fumetti del sito.