Fantagraphic. Un fumetto sull’amore ai tempi del nazismo: “Irmina” di Barbara Yelin

Siamo negli anni Trenta. Un’intraprendente ragazza tedesca si trasferisce a Londra dove incontra Howard, tra i primi studenti di colore ad Oxford. Ne nasce un amore, bruscamente interrotto dalla guerra. “Irmina” è un fumetto di Barbara Yelin: un’opera intima e devastante, in libreria per Rizzoli Lizard

Irmina, Barbara Yelin (Rizzoli Lizard, 2019). Dettaglio
Irmina, Barbara Yelin (Rizzoli Lizard, 2019). Dettaglio

Ci sono libri che vanno scritti, e storie che è necessario raccontare. Irmina, l’ultimo fumetto di Barbara Yelin – uscito in Italia per Rizzoli Lizard – è senza dubbio una di queste. Ambientato negli anni Trenta, il libro racconta l’amicizia tra una giovane studentessa tedesca trapiantata a Londra, Irmina Fräulein, e un ragazzo di colore, Howard Green, uno dei primi a frequentare Oxford. Conosciutisi casualmente ad una festa, tra i due ragazzi inizia subito un rapporto di amicizia sincero, dietro il quale si nasconde una passione che non tarda a sbocciare. Eppure il secondo conflitto mondiale è all’orizzonte. Il sentimento nazionalsocialista travalica pian piano i confini della Germania: per le strade di Londra sono sempre più frequenti manifestazioni violente (quelle delle Blackshirts, i fascisti inglesi), e il giovane Howard è spesso oggetto di insulti razzisti; nella quotidianità inizia ad infiltrarsi, insomma, il sintomo di qualcosa di orrendo che diventa sempre più reale, fino a sovvertire le carte, il futuro e i sogni di molti – così come dei due protagonisti, costretti a fare i conti con la storia. Entrambi stranieri in terra straniera, Irmina ed Harward si lasciano trasportare dagli eventi, allontanandosi con la promessa di ritrovarsi un giorno.

TRA LA QUOTIDIANITÀ E IL TERRORE

Tornata in Germania, Irmina incontra una nazione abbagliata dall’incantesimo di Hitler, una situazione alla quale prima assiste sgomenta e infine partecipa – infatuata da una propaganda a cui non è capace di opporsi. Uno degli aspetti più interessanti e indubbiamente coraggiosi del libro, è proprio l’abilità dell’autrice di scavare nei turbamenti di quei “tedeschi comuni” (per citare lo storico statunitense Daniel Goldhage) che, nonostante una sensibilità avversa alla crudeltà del regime, abbiano finito passivamente per accettarne le atrocità, aderendo per inerzia ad un sistema di silenzio e terrore, di accettazione passiva e normalizzazione dell’infamia. La delicatezza eppure la fermezza con cui Barbara Yelin riesce ad indagare i sentimenti di tacita approvazione, di silenzio sofferto e infine di rimozione dei fatti da parte della protagonista (lo storico Bernward Dörner descrive l’Olocausto come “qualcosa che nessuno voleva sapere”) è esemplare. Il compendio finale al libro scritto da Alexander Korb – docente di storia alla University of Leicester – è inoltre un supporto acuto e impeccabile sul contesto storico di quegli anni, utile a suggerire al lettore un’interpretazione ancora più approfondita e realistica della storia di Irmina.

IL SEGNO PITTORICO E VITALE

Disegnato con un’abilità notevole da parte della Yelin – tra le autrici di riferimento del nuovo fumetto tedesco – Irmina è un’opera preziosa, tanto nei contenuti quanto nel suo carattere formale. Il segno pittorico ed energico dell’autrice conferisce infatti valore artistico ad un’opera appassionante sotto più punti di vista: illuminante – per la capacità di riflettere con intelligenza sulle atrocità della storia – e soprattutto puntuale – per ragionare sul presente, e ricordarci le nostre responsabilità di fronte al corso degli eventi.

– Alex Urso

Irmina. Quando la guerra ti cambia la pelle – Barbara Yelin
Rizzoli Lizard, 2019
Pagg. 288, a colori – 25,00 €
ISBN 9788817093859+
www.rizzolilizard.rizzolilibri.it

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso le Università di Macerata e Bologna. Attualmente vive a Varsavia. I suoi interessi in ambito critico e curatoriale sono prevalentemente rivolti all'investigazione e alla concezione di punti di incontro tra artisti e istituzioni italiane e polacche. In questi anni Urso ha collaborato con spazi privati e pubblici, come la Galleria Nazionale di Varsavia – Zachęta e l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia. Nel 2017 è stato curatore della Biennale de La Biche. Dal 2014 scrive di arte per Artribune come corrispondente dalla Polonia. Dal 2013 al 2017 è stato redattore per Lobodilattice. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali. Sempre per Artribune cura Fantagraphic, la rubrica di fumetti del sito.