A Macerata torna il Ratatà Festival. 4 giorni dedicati a fumetto e illustrazione

Quattro giorni dedicati al fumetto, all’illustrazione e all’editoria indipendente: torna a Macerata il Ratatà Festival che invaderà il centro storico con mostre, incontri, feste e appuntamenti dedicati alle diverse tipologie del disegno contemporaneo. In gioco c’è anche l’immagine di una città che ha voglia di rilanciare la propria immagine. A partire proprio dalla cultura…

Isidro Ferrer
Isidro Ferrer

Macerata prova a ripartire dalla cultura. Dopo i recenti fatti di cronaca che hanno portato il capoluogo marchigiano sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali, prima a causa del brutale omicidio di una ragazza e poi per il raid razzista dei giorni a seguire, la città punta sulla cultura per tentare di risollevare la propria immagine. L’occasione è Ratatà Festival, manifestazione dedicata al fumetto, all’illustrazione e all’editoria indipendente che si svolgerà dal 12 al 15 aprile 2018.

UN FESTIVAL COMUNITARIO

Giunto alla sua quinta edizione, il festival occuperà il centro storico della città con mostre, incontri, feste e appuntamenti dedicati alle differenti forme del disegno contemporaneo. Cuore dell’evento sarà la mostra-mercato alla quale parteciperanno oltre cento realtà indipendenti fra autori, collettivi e case editrici provenienti da tutto il mondo. Il tema dell’edizione di quest’anno pone l’accento sulla diversità, intesa come valore positivo per la crescita di una comunità, ma anche come segno di unione e di rinascita collettiva. Il fil rouge della quinta edizione del Ratatà Festival è l’adunata di gente, la parata, l’unione di tante identità isolate che diventano corpo unico”, racconta Nicola Alessandrini, organizzatore dell’evento insieme a Lisa Gelli ed Enrico Fiammelli. “L’evento sarà una sorta di autodafé in cui, eliminato ogni riferimento alla religione, alla punizione, al dolore e al senso di colpa, l’atto di fede diviene quello che ognuno di noi dovrebbe rivolgere all’umanità: ovvero quello dell’uomo verso il suo simile, la riflessione sull’errore, sull’identità come amalgama di esperienze.  Con autocritica, si, ma anche con tanta autoironia”.

UN FESTIVAL EUROPEO

Un messaggio, quello espresso dagli organizzatori, che suona semplice e forte in un momento di grave crisi identitaria e disgregazione sociale. “I fatti di Macerata non sono altro che lo spaccato divenuto esplicito di una guerra culturale in atto da anni” continua Alessandrini. “Il ruolo di un festival come il nostro, ma in modo più ampio il ruolo dell’arte e della cultura in questo periodo storico, è quello di riportare alla luce questo contrasto affrontandolo con il dialogo aperto, con il confronto di diversità, con la proposta sfacciata ma non aggressiva di una pluralità di linguaggi che provano a comunicare tra loro”. Il punto di forza del festival sta proprio nella capacità di rispondere e interagire col contesto socio-culturale intorno, instaurando un dialogo efficace e sincero con la comunità ospitante, offrendo ad essa nuovi argomenti di riflessione. “Comunicare questi valori all’interno della nostra città, soprattutto dopo i fatti di febbraio, diviene impresa ardua ma necessaria”. Cresciuto sempre più negli anni, grazie al lavoro di organizzatori e volontari, il Ratatà Festival quest’anno si apre verso un contesto più internazionale, con ospiti, mostre ed eventi sparsi per la città, pur mantenendo immutata la sua identità di manifestazione indipendente.

      Alex Urso

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.