Dalle riletture dell’avanguardia italiana alle riflessioni sul turismo di massa, dal cinema underground alle pratiche artistiche partecipative, questa prima selezione di novità editoriali raccoglie libri molto diversi per taglio, formato e ambizione. Sono saggi, cataloghi, monografie e progetti critici che attraversano il presente interrogando il ruolo delle immagini, dei corpi, delle città, delle istituzioni e delle memorie culturali. Una mappa di letture estive pensata non solo per aggiornarsi sulle ultime uscite, ma anche per ritrovare nei libri strumenti utili a osservare il mondo da prospettive meno prevedibili.
Dario Moalli

Turismo di massa e usura del mondo – Rodolphe Christin
Con Turismo di massa e usura del mondo, Rodolphe Christin firma un pamphlet lucido e severo su una delle grandi contraddizioni della contemporaneità: il desiderio di viaggiare in un pianeta che il turismo contribuisce ogni giorno a consumare. La domanda da cui parte il libro è semplice solo in apparenza: possiamo ancora dirci viaggiatori, o siamo ormai diventati clienti di un’industria globale che trasforma il mondo in prodotto, esperienza, scenario da attraversare e da fotografare?
Il merito del saggio sta nel non limitarsi alla critica, ormai consueta, dell’overtourism. Christin va più a fondo e mostra come il turismo di massa non sia un incidente del capitalismo contemporaneo, ma uno dei suoi dispositivi più efficaci: organizza il tempo libero, standardizza il desiderio, vende l’evasione come libertà e trasforma la mobilità in obbligo sociale. Il viaggio, così, perde progressivamente la sua dimensione simbolica e conoscitiva per diventare consumo di luoghi, spesso proprio di quei luoghi che fingiamo di voler preservare.
Particolarmente incisiva è la riflessione sul turista come figura dell’insoddisfazione moderna. Lontano da un territorio d’origine che non conosce più, egli cerca altrove una vita più autentica, conviviale, carica di senso. Ma la sua stessa presenza contribuisce a erodere ciò che desidera incontrare. È qui che il libro diventa più interessante: nell’individuare il carattere quasi tragico del turismo contemporaneo, sospeso tra incanto e distruzione, nostalgia e mercato, bisogno di mondo e usura del mondo.
Ne risulta un testo breve ma denso, capace di parlare con particolare forza anche al presente delle città d’arte, dei borghi trasformati in scenografie e dei paesaggi resi disponibili come merci esperienziali. Christin non invita semplicemente a viaggiare meno, ma a ripensare radicalmente il nostro rapporto con i luoghi, con la prossimità, con il tempo e con il desiderio. Un libro necessario proprio perché incrina una delle illusioni più resistenti della nostra epoca: che muoversi significhi automaticamente conoscere.
Rodolphe Christin – Turismo di massa e usura del mondo
Elèuthera, 2026
144 pp., € 15

Lucio Fontana. Origini e immaginario – Silvia Ardemagni, Luca Massimo Barbero, Maria Villa
Più che un semplice volume di atti, Lucio Fontana. Origini e immaginario si presenta come una mappa critica aggiornata intorno a una delle figure decisive del Novecento. Nato dal convegno internazionale organizzato nel 2024 alla Fondazione Giorgio Cini, il libro raccoglie gli interventi di venti studiosi e storici dell’arte, costruendo un percorso ampio che non si limita a confermare la centralità di Fontana, ma prova a riaprire il suo lavoro da molte direzioni: biografiche, geografiche, tecniche, espositive e interpretative.
L’aspetto più interessante del volume sta proprio nella pluralità degli sguardi. Fontana non viene raccontato soltanto attraverso i suoi gesti più celebri, ma ricollocato dentro un sistema di origini, relazioni e immaginari che attraversa l’Argentina, Milano, Albisola, Venezia, Parigi, gli Stati Uniti e il Giappone. Dagli esordi rioplatensi alle radici futuriste, dalla scultura alla ceramica, dallo Spazialismo alle Biennali, il libro restituisce l’immagine di un artista molto più mobile e stratificato di quanto una lettura puramente iconica dei Concetti spaziali abbia spesso lasciato intendere.
Particolarmente utile è anche l’attenzione dedicata alla ricezione internazionale e alla storia delle mostre. I contributi che rileggono esposizioni, mediazioni critiche e retrospettive mostrano come il “mito Fontana” sia stato costruito nel tempo attraverso precise forme di allestimento, interpretazione e circolazione. In questo senso, il volume non è solo uno strumento per studiare l’opera dell’artista, ma anche per comprendere come una figura del Novecento venga continuamente rimessa in scena dal sistema dell’arte.
La scelta dell’open access, con doppia edizione italiana e inglese, rafforza il valore del progetto: non un libro destinato soltanto agli specialisti, ma una risorsa ampia per studiosi, studenti, curatori e appassionati. Lucio Fontana. Origini e immaginario ha il pregio di tenere insieme sintesi e apertura, consolidamento degli studi e nuove piste di ricerca.
Silvia Ardemagni, Luca Massimo Barbero, Maria Villa (a cura di) – Lucio Fontana. Origini e immaginario
Fondazione Lucio Fontana / Fondazione Giorgio Cini, 2026
396 pp.
Disponibile in open access

Alberto Grifi: Corpo Collettivo – Lisa Andreani, Valerio Di Lucente
Più che una monografia in senso stretto, Alberto Grifi: Corpo Collettivo si presenta come un dispositivo di attraversamento: un libro che prova a restituire la complessità di una delle figure più radicali del cinema underground italiano senza irrigidirla in un profilo canonico. Il merito del volume sta proprio qui: nel seguire Grifi non come autore isolato, ma come nodo di relazioni, pratiche, esperimenti, tensioni politiche e affettive che attraversano tutta la sua opera.
Il libro ripercorre cronologicamente il suo lavoro, ma lo fa adottando una forma coerente con il suo oggetto. Film, sequenze, documenti, saggi critici, testimonianze e materiali d’archivio si intrecciano infatti in un montaggio visivo che richiama da vicino la natura stratificata e processuale del cinema di Grifi. Ne emerge un autore che ha sempre lavorato ai margini dei circuiti ufficiali, interrogando il rapporto tra immagine, tecnologia, realtà e repressione, e insieme reinventando di continuo gli strumenti stessi del fare cinema.
Uno degli aspetti più interessanti del volume è il modo in cui insiste sulla dimensione non individuale della pratica di Grifi. Il titolo Corpo Collettivo non è una formula evocativa, ma una chiave di lettura precisa: per Grifi il cinema non è mai stato pura espressione autoriale, bensì spazio condiviso, processo aperto, terreno di incontro con artisti, intellettuali, soggetti marginali, comunità temporanee. Da Verifica incerta ad Anna, fino ai lavori più tardi, il libro mostra bene come il suo cinema abbia continuamente ridefinito i confini tra autore, opera e vita vissuta.
Ne risulta una pubblicazione importante, anche per il suo valore documentario, che non si limita a celebrare un maestro del sperimentalismo italiano ma ne restituisce l’urgenza ancora attuale. Alberto Grifi: Corpo Collettivo è un libro necessario perché rimette in circolo non solo le immagini di un autore, ma un metodo, una postura critica, un’idea di cinema come gesto politico e collettivo.
Lisa Andreani, Valerio Di Lucente (a cura di) – Alberto Grifi: Corpo Collettivo
Veii, 2026
496 pp., € 50

Noi nel mondo – Christian Caliandro
Con Noi nel mondo Christian Caliandro affronta un tema tanto cruciale quanto raramente indagato in modo sistematico: che immagine proietta oggi l’arte contemporanea italiana fuori dai confini nazionali, e in che modo questa immagine viene ricevuta, fraintesa, impoverita o rilanciata. Il libro ha il merito di non trasformare la questione in un esercizio identitario o autocelebrativo, ma di trattarla come un problema concreto di visibilità, linguaggio, strutture e posizionamento culturale.
L’aspetto più interessante del volume sta nel suo impianto. Caliandro costruisce infatti un’indagine che tiene insieme analisi critica e racconto corale, evitando sia la voce unica dell’esperto sia la dispersione di una semplice raccolta di opinioni. Le risposte dei quarantadue interlocutori coinvolti non sono un contorno, ma parte integrante del dispositivo del libro: servono a mostrare quanto la “percezione estera” dell’arte italiana sia una materia mobile, contraddittoria, fatta di stereotipi persistenti ma anche di potenzialità ancora poco esplorate.
Ne emerge un ritratto del sistema artistico italiano che è volutamente mosso, non definitivo. Ed è proprio questa sua natura sfocata a renderlo convincente. Caliandro suggerisce che oggi non basta più domandarsi se l’arte italiana sia apprezzata all’estero: bisogna capire con quali strumenti viene raccontata, attraverso quali reti circola, quali immagini continua a portarsi dietro e quali invece non riesce ancora a produrre. In un contesto dominato dalla proliferazione visiva e dalle nuove tecnologie, la questione della percezione coincide sempre più con quella della costruzione culturale.
Christian Caliandro – Noi nel mondo. Indagine sulla percezione estera dell’arte contemporanea italiana
Marsilio Arte, 2026
152 pp., € 24
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Glitter su compost – Myriam Bahaffou
Con Glitter su compost Myriam Bahaffou affronta l’ecofemminismo sottraendolo sia alla formula teorica astratta sia a ogni tentazione moralistica. Il libro si muove infatti in una zona molto concreta, dove i grandi temi politici – corpi, desiderio, lavoro, povertà, relazioni, animali non umani, territori – vengono riportati alla materia instabile e quotidiana dell’esperienza. È qui che il suo discorso acquista forza: non nell’enunciazione di un sistema, ma nella capacità di mostrare come il potere attraversi i gesti ordinari e come proprio da lì possano nascere forme di trasformazione.
L’aspetto più interessante del volume sta nel suo rifiuto dell’ecologia come etica della purezza. Bahaffou insiste piuttosto sul disordine, sulla fragilità, sulla mescolanza, su tutto ciò che cresce ai margini e che spesso viene giudicato indecoroso o secondario. Il compost del titolo non è soltanto una metafora fertile: è una dichiarazione di metodo. L’ecofemminismo, qui, non coincide con un ideale levigato di armonia, ma con una pratica situata di sopravvivenza, di relazione e di presa di parola, capace di tenere insieme teoria, autobiografia e conflitto.
Molto riuscito è anche il modo in cui il libro rimette al centro il desiderio. Non come sfera privata separata dalla politica, ma come linguaggio, come possibilità di conoscenza condivisa, come forza che ridisegna i legami e mette in crisi forme consolidate di convivenza, dalla coppia alla città. In questo senso Glitter su compost è un libro che amplia il campo dell’ecofemminismo, facendone non un’etichetta identitaria ma uno strumento per leggere le interdipendenze che strutturano le nostre vite.
Myriam Bahaffou – Glitter su compost. Breviario di ecofemminismo quotidiano
Effequ, 2026
200 pp, € 18
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Luciano Fabro. Disegni e opere – Ilaria Bernardi, Silvia Fabro
Questo volume ha il merito di portare in primo piano un aspetto meno frequentato del lavoro di Luciano Fabro, artista che la storiografia ha giustamente consegnato come una delle figure decisive della scultura italiana del secondo Novecento, ma la cui produzione su carta è rimasta più in ombra. Luciano Fabro. Disegni e opere prova a colmare questa lacuna con un libro asciutto, mirato, che sceglie di leggere il disegno non come attività laterale o preparatoria, ma come parte organica della sua ricerca.
L’aspetto più interessante della pubblicazione sta proprio in questo spostamento di prospettiva. Il disegno, qui, non viene ridotto a semplice supporto del pensiero scultoreo, ma emerge come luogo autonomo di riflessione sullo spazio, sulla forma, sul rapporto tra gesto e idea. In Fabro, del resto, anche la pratica teorica e l’insegnamento hanno sempre dialogato con il fare artistico in modo serrato, e il libro sembra suggerire che la carta sia stata uno dei terreni più fertili per osservare questa continuità.
Il volume, corredato da un nucleo di opere esemplificative, consente di cogliere la coerenza profonda tra i lavori su carta e il resto della produzione dell’artista. Ne risulta una monografia raccolta ma molto utile, che non pretende di esaurire la complessità di Fabro, bensì di aprire un affondo preciso su una zona della sua opera ancora poco esplorata. È proprio questa misura a renderlo convincente: un libro che lavora per concentrazione e che invita a riconsiderare Luciano Fabro non solo come scultore dello spazio, ma anche come autore capace di pensarlo e reinventarlo attraverso il disegno.
Ilaria Bernardi, Silvia Fabro – Luciano Fabro. Disegni e opere
Prinp editoria d’arte, 2026
98 pp., € 24
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Esporre l’avanguardia in provincia – Matteo Patelli
Il merito più evidente del libro di Matteo Patelli è quello di riportare al centro un episodio laterale solo in apparenza. Tra il 1966 e il 1968 Martinengo, piccolo comune della pianura bergamasca, diventa infatti un luogo sorprendentemente ricettivo per alcune tra le ricerche più avanzate dell’arte del tempo. Patelli ricostruisce questa vicenda con taglio insieme storico e critico, mostrando come la provincia, lontano dai grandi centri canonici, abbia potuto trasformarsi in un laboratorio espositivo capace di accogliere artisti come Fontana, Matta, Baj, Tancredi, Boetti, Rotella ed Equipo Crónica.
L’aspetto più interessante del volume sta nel modo in cui mette in tensione tre livelli diversi: le proposte, cioè la qualità e l’audacia delle mostre; le ricezioni, dunque i fraintendimenti, le curiosità, gli scarti percettivi prodotti in un contesto non abituato a quelle opere; e infine i modelli, vale a dire il sistema di relazioni, mediazioni e figure che resero possibile quell’esperienza. Ne emerge un quadro molto vivo, in cui l’avanguardia non è trattata come repertorio astratto, ma come fatto pubblico, locale, persino spiazzante. In questo senso il libro non racconta solo alcune esposizioni dimenticate: racconta anche come l’arte contemporanea si confronti con territori, pubblici e condizioni che ne modificano radicalmente il senso.
Patelli riesce così a illuminare un dato spesso trascurato dalla storiografia più consolidata: il ruolo decisivo dei piccoli centri nella diffusione e nella messa alla prova dell’arte italiana degli Anni Sessanta. Martinengo diventa allora un caso esemplare, non periferico ma rivelatore. E la scelta di accompagnare la monografia con l’edizione anastatica del catalogo Pluralità viva, Martinengo 1968 rafforza il valore documentario del progetto, restituendo al lettore non solo un’analisi, ma anche una traccia concreta dell’evento. Ne esce un libro preciso, utile, capace di aggiungere un tassello significativo alla storia delle mostre in Italia.
Matteo Patelli – Esporre l’avanguardia in provincia. Le manifestazioni di arte visiva a Martinengo (1966-1968): proposte, ricezioni, modelli
Archivio Bergamasco Centro Studi e Ricerche, 2025
128 pp. + 76 pp. (con Pluralità viva, Martinengo 1968, edizione anastatica), € 25
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Scuola dei Sassi. Arte, educazione, città – Valerio Rocco Orlando
Con Scuola dei Sassi Valerio Rocco Orlando porta sulla pagina un progetto che nasce come pratica situata, prima ancora che come riflessione teorica. Il libro racconta infatti un laboratorio territoriale permanente concepito insieme come opera d’arte, dispositivo educativo e archivio di relazioni, mettendo al centro Matera non come semplice scenario, ma come corpo urbano da ascoltare, attraversare e ripensare collettivamente.
L’aspetto più interessante del volume sta nel modo in cui tiene insieme arte, pedagogia e studi urbani senza separarli in ambiti autonomi. La scuola evocata dal titolo non è un’istituzione tradizionale, ma uno spazio mobile di apprendimento, costruito attraverso il dialogo con una comunità aperta di giovani persone. È qui che la pratica artistica diventa metodo: non produzione di oggetti, ma costruzione di condizioni per immaginare la città, per interrogarne i vuoti, i desideri, le memorie e le possibilità future.
In questo senso, Scuola dei Sassi prosegue coerentemente la ricerca di Rocco Orlando sui rapporti tra istituzioni, musei, accademia e sfera sociale. Il libro mostra come l’arte possa funzionare da infrastruttura relazionale, capace di generare forme di conoscenza condivisa e di educazione intergenerazionale. Non si tratta di “applicare” l’arte alla città, ma di riconoscere nella città stessa un campo di esperienza estetica, politica e affettiva.
Ne risulta un volume prezioso per chi si interroga sul ruolo delle pratiche artistiche nei processi di trasformazione urbana. La sua forza sta nella capacità di pensare la partecipazione non come formula retorica, ma come esercizio lento, concreto, fragile e necessario. Scuola dei Sassi è così il racconto di un’opera che non si chiude in una forma definitiva, ma continua a esistere come processo: una scuola possibile, una comunità in costruzione, un modo diverso di immaginare il futuro della città.
Valerio Rocco Orlando – Scuola dei Sassi. Arte, educazione, città
Postmedia Books, 2026
136 pp., € 16

Lampedusa/Gaza. L’orologio coloniale e i linguaggi interrotti – Iain Chambers
Con Lampedusa/Gaza Iain Chambers costruisce un saggio denso e necessario, che tiene insieme migrazione, colonialismo, arte e linguaggi postcoloniali in una riflessione radicale sul presente. Il libro parte da due luoghi-soglia, Lampedusa e Gaza, per leggerli non come emergenze separate, ma come punti di condensazione di una stessa storia: quella della modernità occidentale e delle sue violenze rimosse.
Il Mediterraneo, in questa prospettiva, non è uno spazio neutro né una semplice geografia di transito. È uno spaziotempo segnato da rapporti di potere asimmetrici, da rotte migratorie, frontiere, naufragi, occupazioni e memorie coloniali. Chambers lavora sulle rovine del presente per mostrare come colonialismo e razzismo non appartengano a un passato concluso, ma continuino a strutturare il modo in cui l’Occidente guarda, nomina e governa il mondo.
Uno degli aspetti più interessanti del volume è il ruolo assegnato alle arti postcoloniali. Non semplici oggetti di analisi, ma strumenti critici capaci di interrompere i linguaggi dominanti e di proporre configurazioni inattese della realtà contemporanea. Qui l’arte diventa una pratica di disorientamento e traduzione, un modo per rimettere in discussione categorie apparentemente stabili: appartenenza, cittadinanza, umanesimo, memoria, democrazia.
Gaza, devastata dalla violenza coloniale del presente, diventa il punto in cui il discorso si fa più urgente. Per Chambers non si tratta solo di denunciare una crisi politica, ma di interrogare i limiti stessi dell’immaginario occidentale: la sua estetica, le sue narrazioni umanitarie, la sua pretesa di universalità. Ne risulta un libro severo, stratificato, che chiede di smontare le architetture epistemiche dell’Occidente per aprire lo sguardo a futuri più mobili, più responsabili, radicalmente più democratici.
Iain Chambers – Lampedusa/Gaza. L’orologio coloniale e i linguaggi interrotti
Orthotes, 2026
194 pp., € 20

Manuel Gualandi. Dentro la Tempesta – Daniele Capra
Manuel Gualandi. Dentro la Tempesta è un libro costruito intorno a un’ossessione pittorica: quella dell’artista per La Tempesta di Giorgione, opera enigmatica per eccellenza della tradizione veneziana. Il volume raccoglie un corpus di lavori nati da questo confronto prolungato, che non procede per semplice omaggio o citazione, ma per scavo, riemersione, attrito con la materia stessa dell’immagine.
L’aspetto più interessante della pubblicazione sta nel modo in cui Gualandi sembra voler riportare il dipinto di Giorgione alla sua condizione originaria: non icona museale, non enigma storico-artistico cristallizzato, ma superficie viva fatta di olio, pigmenti, colore, stratificazioni. Attraverso una trentina di opere realizzate con grammatiche espressive differenti, l’artista non cerca di “spiegare” La Tempesta, ma di abitarla dall’interno, misurandosi con ciò che nel quadro resta instabile, atmosferico, resistente a ogni interpretazione definitiva.
Il libro nasce anche come testimonianza dell’esperienza espositiva Dentro la Tempesta, tenutasi presso Sparc* – Spazio Arte Contemporanea a Venezia. Le vedute della mostra realizzate da Nico Covre permettono di leggere il progetto non solo come sequenza di opere, ma come attraversamento spaziale, quasi una costellazione di apparizioni intorno a un’immagine-matrice. I contributi di Daniele Capra, Luca Berta, Francesca Giubilei, Monica Ferrando e Massimo Mattioli ampliano ulteriormente il campo, restituendo al lavoro di Gualandi una densità critica e immaginativa.
AA. VV., Daniele Capra (a cura di) – Manuel Gualandi. Dentro la Tempesta
art-frame books, 2026
80 pp., € 15
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