A Milano una mostra celebra i 120 anni di Dino Buzzati, autore della prima graphic novel italiana

L’allestimento della mostra immersiva è del regista Virgilio Villoresi: è ispirato al suo film “Orfeo”, tratto dal “Poema a fumetti” del celebre scrittore, giornalista del Corriere della Sera, pittore e drammaturgo italiano

Nel 2026 ricorrono i 120 anni dalla nascita di Dino Buzzati (San Pellegrino di Belluno, 1906–Milano, 1972), celebre scrittore, giornalista del Corriere della Sera, pittore e drammaturgo italiano. Per celebrare questo importante anniversario, sono in programma diverse iniziative, in particolare a Milano, città dove ha vissuto e lavorato. Una di queste è la mostra Dino Buzzati e l’Aldilà. Milano e le montagne, da Poema a fumetti al film Orfeo, in programma dal 30 gennaio al 6 aprile 2026, nel cuore di Brera. La sede è, infatti, il Laboratorio di Fondazione Arnaldo e Alberto Mondadori (FAAM) all’interno dei locali del complesso della ex Canonica della Chiesa di San Carpoforo, chiesa del IX Secolo rimaneggiata nel XVI.

Chi era Dino Buzzati

Nato in provincia di Belluno il 16 ottobre 1906, Buzzati trascorre la vita a Milano, mantenendo sempre un forte legame con le Dolomiti, spesso ritratte nelle sue opere. Giornalista e narratore, poeta e pittore, uomo di città e uomo di montagna, Buzzati è inviato speciale per oltre quarant’anni del Corriere della Sera ed è celebre soprattutto per il romanzo Il deserto dei Tartari (1940), il suo capolavoro, incentrato sull’attesa esistenziale. Altri temi che affronta sono il destino, la burocrazia surreale e la montagna, spesso sfumando il confine tra realtà e magia: ne sono esemplari opere come Bàrnabo delle montagne e Il segreto del Bosco Vecchio. La Milano raccontata nei suoi libri e nei suoi articoli e la montagna sono, dunque, due realtà che in Dino Buzzati convivono in armonia, la cui sintesi è perfettamente espressa nel suo dipinto più celebre, Piazza del Duomo di Milano, dove la cattedrale si trasforma in una vetta dolomitica: un’immagine simbolo che unisce spazio urbano e paesaggio naturale, realtà e trascendenza e che anticipa idealmente lo spirito di Milano-Cortina 2026, nel cui programma è inserita questa mostra.

La mostra al Laboratorio FAAM

La mostra al Laboratorio FAAM racconta tutte queste anime dello storico autore Mondadori, con un allestimento immersivo che trasforma lo spazio in una «casa buzzatiana»: un ambiente da attraversare, più che da visitare: lo spettatore non osserva soltanto l’opera di Buzzati, ma entra nel suo mondo, tra mito e cronaca. L’allestimento, a cura di Virgilio Villoresi e Lorenzo Viganò, è ispirato al film Orfeo di Villoresi, tratto da Poema a fumetti (1969), la prima graphic novel italiana e summa della poetica buzzatiana: nel rileggere in chiave moderna il mito di Orfeo ed Euridice, Buzzati ci parla di se stesso, concentrando in 208 tavole a colori tutti i temi a lui più cari, a partire dall’eterno dialogo tra la vita e la morte. La mostra presenta un percorso fatto di scenografie artigianali, miniature, riproduzioni, suggestioni visive e sonore provenienti dal dietro le quinte dello sperimentale lungometraggio di Villoresi, presentato Fuori Concorso alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia, affiancate dalle tavole originali di Poema a fumetti, dai disegni preparatori, da foto scattate dallo stesso Buzzati e altro materiale utilizzato per la sua creazione, in un continuo oscillare tra passato e presente, cinema e letteratura, ma anche tra abisso e vetta, città e montagna, mito e modernità. 

L’allestimento di Villoresi raccontato da Villoresi

Appena entrati in mostra, sul monitor alla sinistra scorrono i making of di Orfeo. Proseguendo in avanti, oltre il cortile, si accede a una stanza dedicata alla baita in miniatura: la scenografia originale realizzata per il film. Qui è presente anche uno zootropio, attivabile dallo spettatore con un pulsante: una luce stroboscopica farà prendere vita, come per magia, animazioni illustrate tratte da Poema a fumetti. Salendo le scale si incontrano altri materiali di lavorazione: le silhouette, centinaia di sagome utilizzate per costruire alcune animazioni del film, accompagnate da un monitor che ripropone in loop le sequenze in cui compaiono. Poco oltre, è ricreato uno scorcio di bosco con una Melusina, figura buzzatiana presente anche in Orfeo. Continuando a salire, un monitor presenta clip estese del film; infine, nella sala refettorio, sono esposti i disegni originali di Dino Buzzati, insieme a una villa in miniatura di Via Saterna, utilizzata nelle riprese di Orfeo”. All’inaugurazione del 29 gennaio ci sarà il concerto di Angelo Trabace solo piano che suonerà i brani della colonna sonora del film Orfeo di Virgilio Villoresi.

Claudia Giraud

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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