Morto a 71 anni Antonio Pennacchi, lo scrittore ed ex operaio “fasciocomunista”

È stato stroncato da un malore, nella sua casa di Latina. Dopo oltre trent’anni di attività operaia e militanza politica, Pennacchi si è dedicato alla scrittura, raccontando la storia dei coloni impegnati nella bonifica dell’Agro Pontino. Nel 2003, in un romanzo autobiografico, aveva definito il protagonista “fasciocomunista”

Antonio Pennacchi - Foto Facebook
Antonio Pennacchi - Foto Facebook

È morto a Latina a 71 anni Antonio Pennacchi, scrittore diventato celebre per avere raccontato, nei suoi romanzi, l’impresa della bonifica dell’Agro Pontino e la vita e le condizioni lavorative dei coloni, tra tutti Canale Mussolini, con cui Pennacchi vinse il Premio Strega nel 2010. Lo scrittore è morto stroncato da un malore, nella sua abitazione.

VITA DI ANTONIO PENNACCHI

Pennacchi era noto come “scrittore ed ex operaio”: nato a Latina nel 1950, era discendente di operai umbri e di coloni veneti giunti nel Lazio per la bonifica delle paludi pontine. Quella raccontata dallo scrittore è quindi (anche) la storia della sua famiglia, e la sua propensione verso i temi sociali e politici è evidente già in giovane età, quando decide di iscriversi (diversamente dai fratelli che prendono parte a organizzazioni di sinistra) all’M.S.I. – Movimento Sociale Italiano, per poi entrare in contrasto con i suoi vertici e venire escluso. A questo punto si avvicina al Marxismo, aderisce all’Unione di Comunisti Italiani e partecipa attivamente ai movimenti del Sessantotto. In questi anni inizia a lavorare come operaio all’Alcatel Cavi di Latina, dove rimarrà per oltre trent’anni. Alla fine degli anni Settanta entra nel PSI e nella CGIL, dalla quale viene espulso. Entra allora nella UIL, per poi passare al Partito Comunista Italiano e di nuovo alla CGIL, che lo espelle ancora nel 1983. Decide allora di abbandonare la politica e di iscriversi all’Università, conseguendo la Laurea in Lettere e iniziando l’attività di scrittore.

LE OPERE DI ANTONIO PENNACCHI

Il suo primo lavoro è Mammut, uscito nel 1995; nello stesso anno viene pubblicato Palude. Storia d’amore, di spettri e di trapianti. Del 2003 è il romanzo autobiografico Il fasciocomunista. Vita scriteriata di Accio Benassi, da cui nel 2007 viene tratto il film Mio fratello è figlio unico, diretto da Daniele Luchetti e interpretato da Riccardo Scamarcio ed Elio Germano. Nel 2010 è la volta di Canale Mussolini, finalista al Premio Campiello e vincitore del Premio Strega. Tra gli altri romanzi, ricordiamo Storia di Karel (2013), Camerata Neandertal. Libri, fantasmi e funerali vari (2014), Canale Mussolini. Parte seconda (2015), Il delitto di Agora (2018), La strada del mare (2020).

IL RICORDO DEL MONDO DELLA CULTURA

“Antonio Pennacchi è stato il primo, grande narratore di un’Italia che fino ai nostri giorni era stata dimenticata”, dichiara il Ministro della Cultura Dario Franceschini. “Con i suoi saggi sulle città di Fondazione, raccolti poi in un fortunato volume, e, soprattutto, con la sua vena narrativa esplosa nel romanzo ‘Canale Mussolini’, Pennacchi ha raccontato l’epopea della bonifica pontina, facendo conoscere al grande pubblico con arguzia, intelligenza, sagacia e ironia vicende dolorose e dilanianti. Una capacità che con il romanzo “Il fasciocomunista” ha avuto anche un felice adattamento cinematografico, con il film ‘Mio fratello è figlio unico’. Un creativo a tutto tondo, ci mancherà”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.