Riscoprire la storia della pittura italiana di Arsenio Frugoni

Grazie a una scoperta fortuita nella soffitta di famiglia, Chiara Frugoni, discendente del grande medievista Arsenio, ha dato alle stampe il volume “Storia della pittura italiana”. Scritte sessant’anni fa, le analisi dello studioso non hanno perso la loro attualità.

Giotto, Compianto sul Cristo morto, 1303 05 ca. Cappella degli Scrovegni, Padova
Giotto, Compianto sul Cristo morto, 1303 05 ca. Cappella degli Scrovegni, Padova

Raccontare l’arte come se fosse una storia. Niente di sorprendente, oggi. Molto meno scontata era l’impresa negli anni in cui la narrazione sui temi dell’arte apparteneva ad accademici e critici, che con toni rigorosamente scientifici e prosa forbita redigevano autorevolissimi saggi destinati a infoltire nelle generazioni successive solide bibliografie di tesi di laurea. Eppure Arsenio Frugoni, che allora era docente ma non ancora accademico e nemmeno il grande medievista della Normale di Pisa che poi diventò, fra il 1944 e il 1946 faceva il professore di liceo a Brescia. E mentre le bombe assediavano la città e la sua famiglia – inclusa Chiara, sua figlia, che più tardi seguì le sue orme e che oggi sta raccogliendo i testi del padre per ravvivarli grazie a nuovi e qualificati progetti editoriali – si rifugiava sul Lago d’iseo a Solto Collina, scrisse trentuno conferenze dedicate all’arte italiana da presentare ai suoi studenti, con un imprinting straordinariamente divulgativo, essenziale e coinvolgente. Come se le vicende d’arte appartenessero a un variegato e avvincente romanzo da leggere tutto d’un fiato.

LA STORIA DELLA PITTURA ITALIANA DI FRUGONI

I testi di scultura, pittura e architettura, dai tempi paleocristiani all’età contemporanea, furono pubblicati dalla Scuola Editrice di Brescia in minuscoli volumetti, di cui a un certo punto si perse traccia. Finché Chiara Frugoni, di recente, ne ha ritrovato in soffitta un’unica copia rimasta, “un cimelio custodito e insieme dimenticato” – scrive lei – “sopravvissuto ai tanti traslochi dei miei genitori e della mia famiglia”. Da qui nasce il volume Storia della pittura d’Italia di Arsenio Frugoni, curato da Saverio Lomartire e introdotto da Chiara Frugoni (edizioni Morcelliana). Il corpus del libro è rappresentato da quindici conferenze che il professore dedicò proprio alla pittura italiana, accompagnandole con immagini e diapositive a colori. Oltre all’approccio discorsivo e alla sintassi fluente, Arsenio Frugoni introduce quello che sarà il suo metodo di studio, come medievista, rispetto alle immagini.  Intese cioè come fonti e documenti storici.

Arsenio Frugoni – Storia della pittura italiana (Morcelliana, Brescia 2020)
Arsenio Frugoni – Storia della pittura italiana (Morcelliana, Brescia 2020)

L’IMPORTANZA DELLE IMMAGINI PER FRUGONI

La storia della pittura italiana è attraversata con curiosità e passione, ma anche con grande spirito di osservazione: compaiono i nomi più illustri accanto agli artisti minori, raccontati in stretto legame con le vicende personali e gli scenari storico-sociali delle diverse epoche, senza per questo trascurare l’amore indiscusso per l’arte dell’autore del libro. Di Piero della Francesca celebra “il più straordinario capolavoro: “La visione notturna di Costantino” nel quale ‒ scrive ‒ “ogni particolare perde il suo valore narrativo, di dispersione, per giustificarsi soltanto come volume e luce: una raffinata astrazione pittorica quali maestri come Rembrandt o il Caravaggio soltanto potevano così alta concepire”. Le vite degli artisti e i loro capolavori si snodano lungo le pagine, un dipinto dopo l’altro, in una scrittura naturale e disinvolta, in cui il lettore viene accompagnato in un viaggio in crescendo.

FRUGONI VS STEREOTIPI

La visione di Frugoni si orienta anche sul ribaltamento di pregiudizi e stereotipi. A proposito di Leonardo, che a bottega da Verrocchio conobbe Botticelli e il Perugino, scrive che gli incontri con i grandi maestri anziché “disintegrare l’originale personalità, individuano il genio, annegando nel convenzionale e nell’imitazione i mestieranti”. Tuttavia è l’immagine a restare al centro dello sguardo di Arsenio Frugoni, che di certo conosceva Warburg e i suoi studi sull’iconologia perché ne aveva scritto sul Giornale di Brescia, in un articolo in cui ne presentava le novità assolute. Il volume sulla pittura italiana, i cui testi risalgono a sessant’anni fa, resta di grande attualità per l’interpretazione concisa e illuminante della storia dell’arte. Non si tratta dunque di un manuale o di un tradizionale testo scolastico ma, come mette in luce Chiara Frugoni, “di un libro da leggere”. Certamente, un libro d’autore.

‒ Eletta Flocchini

Arsenio Frugoni – Storia della pittura italiana
Morcelliana, Brescia 2020
Pagg. 636, € 48
ISBN 9788837234089
www.morcelliana.net

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Eletta Flocchini
Eletta Flocchini è giornalista professionista ed esperta di comunicazione. Laureata in Lettere Moderne con indirizzo in Storia dell’Arte, scrive per le pagine di Cultura e Spettacoli del Corriere della Sera, edizione Brescia. È specializzata in ambito culturale, attraverso la realizzazione di progetti editoriali e multimediali finalizzati a promuovere il patrimonio storico-artistico e il legame fra territorio e comunità. Dal 2009 collabora con il Distretto Culturale di Valle Camonica (nell’ambito del progetto Distretti Culturali di Fondazione Cariplo), per il quale è stata Responsabile della Comunicazione e direttore della rivista culturale “Tam Tam”, oltre ad aver coordinato laboratori di giornalismo e comunicazione digitale con giovani laureati; attualmente è Responsabile del progetto di marketing e comunicazione territoriale “Cam-on eat”. Cura e realizza, in collaborazione con lo studio di produzione “Immagini”, documentari d’arte e video promozionali nell’ambito di progetti di valorizzazione culturale. Organizza eventi e ricopre incarichi di ufficio stampa.