Il suono è arte. Il libro di Peter Weibel

Ripercorre il profondo legame tra suono e arte il volume di Peter Weibel pubblicato da MIT, evocandone la storia e i protagonisti.

Luigi Russolo e Ugo Piatti, Nel Laboratorio degli Intonarumori a Milano
Luigi Russolo e Ugo Piatti, Nel Laboratorio degli Intonarumori a Milano

Sound Art. Sound as a Medium of Art è un corposo volume curato da Peter Weibel. Si tratta di una raccolta di testi e immagini che approfondiscono le tematiche e le opere esposte in occasione della straordinaria mostra del 2012 allo ZKM di Karlsruhe curata dallo stesso Weibel in collaborazione con Julia Gerlach. Una documentata ed esaustiva testimonianza dell’importante ascesa del suono come medium privilegiato da molti artisti. Dall’intonarumori del futurista Luigi Russolo alle installazioni immersive di Christian Marclay, dal saggio introduttivo di Weibel a quelli di Ryo Ikeshiro e Atau Tanaka, Brandon LaBelle, László Moholy-Nagy, Daniel Muzyczuk, Tony Myatt, Irene Noy, Alexandra Supper, Germano Celant, Achille Bonito Oliva e altri. Un viaggio che attraversa più di un secolo di arte che prende forma attraverso il suono.
Sono sempre più numerose le pubblicazioni storiche e critiche che definiscono la sound art come un genere artistico a sé stante. Una storia e una genealogia che iniziano con il Futurismo, passando per Dada e Fluxus, dai gorgogliatori di Russolo ai concerti di John Cage fino a Ryoji Ikeda. Un volume di approfondimento che va oltre le divisioni disciplinari per tracciare l’evoluzione e il pieno potenziale del suono come mezzo d’arte.

MUSICA E ARTISTI

Il libro inizia con una vasta panoramica del curatore, il quale considera la storia del suono come arte multimediale e ibrida, dove il lavoro di artisti visivi, compositori, musicisti e architetti si muove sulla stessa lunghezza d’onda, ovvero sintonizzare i suoni del tempo con il battito dell’arte più viva. È il rumore, un suono sconosciuto e disturbante, a dare avvio alla modernità dell’arte sonora. Il futurista Luigi Russolo pubblica il manifesto L’arte dei rumori nel 1913, elevando i suoni della città, il rumore urbano al livello dell’arte. La combinazione del rumore con i colori accesi della Rivolta (1910) fa di questo artista un protagonista assoluto della modernità artistica. Compositore, pittore, incisore, esoterista e studioso di filosofia orientale, Russolo è uno dei primi ad aver teorizzato e praticato il concetto di noise music, sostenendo che la musica doveva essere composta prevalentemente di rumori e non di suoni armonici.
La sua musica veniva eseguita con l’Intonarumori, apparecchio meccanico capace di sviluppare suoni disarmonici e avanguardistici che lui stesso aveva ideato e creato. Nell’aprile del 1914 debutta al Teatro Dal Verme di Milano dirigendo il primo Gran concerto futurista per intonarumori, con un’orchestra composta di 18 intonarumori suddivisi in gorgogliatori, crepitatori, ululatori, rombatori, scoppiatori, sibilatori, ronzatori, stropicciatori. La rivoluzione è cominciata. A raccogliere il testimone sono i movimenti di neoavanguardia negli Anni Cinquanta e Sessanta. Infatti, i rappresentanti della musique concrète e gli artisti del movimento Happening e Fluxus (da Yoko Ono a La Monte Young) estendono l’aspetto performativo del suono; quindi, al posto della composizione entra in gioco la casualità, al posto della musica, il silenzio (John Cage, Silence, 1961), al posto di un’orchestra, il mare e al posto del musicista, un cavallo. Negli Anni Settanta e Ottanta il rumore industriale influenzò anche la musica pop (Sonic Youth, The Art of Noise, Throbbing Gristle, Test Department). Intanto, il punk diviene la sintesi ribelle e politica del suono come spazio di libertà e di espressione artistica.

Peter Weibel (ed.) – Sound Art. Sound as a Medium of Art (MIT Press, Cambridge (Mass.) 2019)
Peter Weibel (ed.) – Sound Art. Sound as a Medium of Art (MIT Press, Cambridge (Mass.) 2019)

LA STORIA DELLA SOUND ART

I saggi raccolti nel volume restituiscono tutta questa complessità dell’arte sonora esaminando esperimenti che partono nell’antichità fino alla sound art basata sui big data e sulle dinamiche social. Si definisce un territorio di sperimentazione globale con riflessioni che descrivono il passato, il presente e il futuro della sound art in Germania, Giappone, Cina, Stati Uniti, Regno Unito, Russia, Canada, Turchia, Australia. I testi sono accompagnati da un’ampia e fascinosa documentazione fotografica. Un volume importante, quindi, che rappresenta un ottimo strumento di studio e di conoscenza, che va oltre la stretta narrazione della mostra allo ZKM.

Marco Petroni

Peter Weibel (ed.) – Sound Art
MIT Press, Cambridge MA 2019
Pagg. 744 – $ 65
ISBN 9780262029667
https://mitpress.mit.edu

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #52

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Marco Petroni
Marco Petroni, teorico e critico del design. Ha collaborato con La Repubblica Bari, ha diretto le riviste Design Plaza, Casamiadecor, ha curato la rubrica Sud su Abitare.it, è stato redattore di FlashArt. Collabora con l'edizione online di Domus. Curatore senior presso il centro di ricerca museale Plart di Napoli. Sviluppa progetti curatoriali innovativi ed eventi legati ai temi della cultura del progetto con un approccio transdisciplinare come Botanica di Studio Formafantasma, Naturally combined di Mischer'Traxler, The future of Plastic di Officina Corpuscoli e altri. Ha pubblicato vari saggi tra cui Mondi Possibili, appunti di teoria del design (Edizioni Temporale), Going real, il valore del progetto nell'epoca del postcapitalismo (Planar Books). Ha tenuto lezioni presso Naba Milano, Design Academy Eindhoven, London Design Museum. Attualmente insegna Storia del design presso l'Accademia Belle Arti di Napoli e Communication for fashion al Politecnico di Milano.