Design e arte concreta. Il catalogo ragionato di Marcello Morandini

Presentato nelle sale della Fondazione Marcello Morandini, a Varese, il catalogo ragionato che ripercorre l’opera del designer, artista e architetto è curato da Marco Meneguzzo. Abbiamo parlato con lui degli intenti e dei contenuti del volume.

Marcello Morandini, 1 – 1964, già Urto Elastico; Elasticità; Composizione 1, legno laccato e carta (bianco e nero), 50 x 75 x 8 cm, esemplare unico
Marcello Morandini, 1 – 1964, già Urto Elastico; Elasticità; Composizione 1, legno laccato e carta (bianco e nero), 50 x 75 x 8 cm, esemplare unico

Difficile, se non impossibile, dare una definizione univoca di Marcello Morandini (Mantova, 1940), la cui opera affonda le radici tanto nel design quanti nell’architettura e nelle arti visive. Ad approfondire una personalità così trasversale è Marco Meneguzzo, curatore del Catalogo Ragionato pubblicato da Skira.

Nelle pagine introduttive, spieghi che quello di Marcello Morandini è un Catalogo Ragionato atipico dal punto di vista editoriale, perché si lega strettamente al concetto di “progetto” nella sua opera e nel suo approccio. Ci spieghi meglio cosa intendi?
Anche il catalogo è frutto di un progetto maturato nella mente di M., senza rispettare le griglie mentali solitamente usate in questi casi. M. in questo catalogo segue la singola forma, il singolo progetto nelle sue mutazioni di materiali, di dimensioni, ecc. anche se sviluppati nel corso degli anni. Ne esce qualcosa di rivoluzionario per i cataloghi ragionati, qualcosa di molto personale, ma assolutamente di non difficile lettura, anzi, di lettura creativa e coinvolgente nel seguire le infinite varianti della forma.

Il nome di Morandini è legato saldamente al movimento dell’Arte Concreta. Come e quanto esula da questo legame?
Se si pensa al MAC ‒ Movimento Arte Concreta, nato a Milano nel 1948 e finito dieci anni dopo – non c’è nessun legame. C’è invece un fortissimo legame con le idee della Konkrete Kunst, di Max Bill e di Richard Paul Lohse. Non credo che Marcello voglia esulare da quel legame, ma al contrario precipitarsi dentro, come ha fatto per tutta la vita: lui certo non considera l’Arte Concreta come qualcosa di passato o legato a un preciso momento storico, ma un’attitudine all’arte, che è senza tempo.

Marco Meneguzzo (a cura di), Marcello Morandini. Catalogo ragionato, Skira, Milano 2020
Marco Meneguzzo (a cura di), Marcello Morandini. Catalogo ragionato, Skira, Milano 2020

L’immaginario di Morandini è prevalentemente in bianco e nero. Perché?
Perché non distrae. Il colore è un “di più” nelle vicende della forma. Come in un film in bianco e nero, questa dichiarata differenza dalla realtà coincide anche con una maggior attenzione alla vicenda narrata, che è quella della variazione della forma.

La naturale contaminazione che in quel contesto si effettua fra arte e design oggi di fatto si è esaurita. Certo, ci sono molti artisti che lavorano con grandi firme del design, ma nella maggior parte dei casi il loro nome ha funzione di testimonial, con una scarsa incidenza sul lato progettuale. Ammesso che tu sia d’accordo, come te lo spieghi?
Sono solo in parte d’accordo. Non esistono oggi artisti/designer alla sua maniera, ma di sicuro oggi è molto apprezzata e ricercata la figura creativa di chi sa muoversi “tra” i territori linguistici. Potrebbe aver preso una forma diversa, ma questo desiderio di ibridazione mi pare più ricercato oggi, in una situazione postmoderna, che nella piena Modernità.

Mi ha sempre fatto specie la pubblicazione dei Cataloghi Generali quando gli artisti sono ancora in vita. Qual è il tuo punto di vista in merito?
Questo infatti è un catalogo ragionato, che è diverso. Il catalogo generale chiude l’intera attività di un artista. Il ragionato comprende il lavoro fatto sino alla pubblicazione, ma soprattutto consente al collezionista di seguire meglio il percorso progettuale, il lavoro in progress dell’artista.

Avrai un ruolo anche nelle attività espositive di Villa Zanotti, la sede della Fondazione Morandini a Varese che aprirà in primavera?
Penso di sì, in qualità di guest curator.

Marco Enrico Giacomelli

Marco Meneguzzo (a cura di) – Morandini. Catalogo ragionato
Skira, Milano 2020
Pagg. 536, € 150
ISBN 885724022
http://www.skira.net

Dati correlati
AutoreMarcello Morandini
CuratoreMarco Meneguzzo
Spazio espositivoFONDAZIONE MARCELLO MORANDINI
Indirizzovia del Cairo 41 - Varese - Lombardia
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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.