La creatività salverà l’editoria? Apre a Roma un’edicola di digital commerce

Si chiama Frab’s Magazines and More ed è un progetto dedicato alle riviste indipendenti di qualità. Dopo l’e-commerce online, il team apre uno spazio fisico a Roma, dove i magazine si potranno sfogliare, ma anche acquistare usando il proprio smartphone.

Frab's magazines

Tra il profumo della carta e quello dell’inchiostro, selezioniamo con attenzione magazine indipendenti che rappresentino una cura al tempo dell’incultura come valore. Promuovendo progetti editoriali ricercati nei contenuti e nell’estetica, vogliamo compiere un gesto d’amore e di resistenza”. Si presenta così il progetto online Frab’s Magazines, sito web che dal 2019 vende riviste indipendenti, con un occhio sempre puntato sulla qualità e l’originalità del prodotto editoriale (in questi giorni siamo tornati più volte sull’argomento della crisi dell’editoria, con varie analisi). Dietro l’idea c’è una giovane startup, Frab’s Magazines & More, che si occupa di selezionare solo riviste da collezione, perlopiù introvabili in Italia.

DALL’E-COMMERCE AL DIGITAL COMMERCE

Nei giorni scorsi il team ha annunciato il nuovo step del progetto, che passa, per così dire, “dall’e-commerce al digital commerce”, offrendo ai propri clienti anche un punto vendita fisico, che aprirà a Roma il prossimo 15 febbraio in collaborazione con Lab606, spazio polifunzionale e co-working in via dei Monti Tiburtini. In questa sede gli appassionati potranno sfogliare di persona magazine che vengono da tutto il mondo: Europa, Stati Uniti ma anche Asia e Medio Oriente. La novità consiste nella possibilità di acquistare i prodotti in maniera completamente cashless, ossia senza bisogno di usare i contanti e sfruttando un’apposita app sul proprio smartphone che funziona con i QR code. C’è chi parla di morte dell’editoria e chi, guardando al futuro, l’editoria, quella cartacea, indipendente e periodica, prova a salvarla a partire da un click. Sembra quasi una contraddizione in termini, ma il digitale che tanto fa paura al settore, prova invece a salvarlo e reinventarlo con il primo esperimento italiano di digital commerce applicato proprio all’editoria”, spiegano i fondatori. L’idea di base, insomma, è quella di creare un movimento fluido tra online e offline e di sperimentare, al contempo, nuove modalità di vendita al dettaglio.

Frabs magazines
Frab’s magazines

LA FESTA DEI MAGAZINE INDIPENDENTI

L’inaugurazione del nuovo spazio verrà festeggiata con l’evento Independent Day, “una festa a base di musica e magazine indipendenti” che sarà preceduta da un talk incentrato sul futuro dell’editoria ai tempi del digitale, con interventi di Alice Scornajenghi di Ossì Fanzine, Agnese Porto e Giammaria de Gasperis di RVM Magazine, e i fondatori di Panteon, un nuovo giornale capitolino di architettura. La tappa romana, stando alle dichiarazioni, dovrebbe rappresentare una specie di test, per capire se esiste lo spazio per estendere questa idea con tanti punti vendita diffusi sul territorio nazionale, mettendo in piedi collaborazioni con negozi, concept store e luoghi artistici.

 -Valentina Tanni

https://www.frabsmagazines.com/ 

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.