Abbiamo intervistato Livia Satriano, l’ideatrice di Libri Belli. Che è un sito internet, un account Instagram e fra pochissimo anche un corner alla milanese Libreria Verso. Cosa fa Livia? Che domande! Scova “libri belli”. A partire dalle copertine. Perché l’Italia ha una tradizione e un’attualità di altissimo livello nel design editoriale.

Qual è la tua formazione? Chi è Livia Satriano?
Ho un background di comunicazione e mi occupo di contenuti, ma la cosa che mi piace e mi entusiasma di più in assoluto è la ricerca. Mi piace ricercare nella cultura del passato, soprattutto in ambito visivo musicale. Credo che questo sia un po’ il fil rouge che accomuna tutto quello che ho fatto: i libri che ho scritto, i blog che ho curato e adesso anche Libri Belli.

Come e perché è nato il progetto Libri Belli?
È nato abbastanza per caso o comunque in maniera naturale, come evoluzione del fatto che di tanto in tanto mi piaceva postare sui social i libri che trovavo in giro per mercatini e librerie dell’usato. Ho sempre frequentato i mercatini delle pulci e ho una predilezione particolare per tutto quello che non conosco e che in qualche modo colpisce la mia attenzione, sia anche solo per un colore o un dettaglio. Così, negli anni, ho accumulato oggettistica di tutti i tipi e libri, molti libri. Libri Belli nasce appunto dall’idea di voler mostrare e far riscoprire tutti questi libri italiani del passato con copertine e grafiche accattivanti, ma anche semplicemente libri meno famosi che trattano di argomenti bizzarri e originali.

Da Instagram al sito: perché hai scelto questa sequenza e questi canali?
In realtà sito e pagina Instagram sono nati insieme, dall’inizio. Nel sito raccoglievo le foto dei libri che avevo a casa e parallelamente le postavo anche su Instagram. Vendere alcuni di questi libri mi è servito all’inizio per permettermi di continuare ad acquistarli e per recuperare le spese che avevo sostenuto per creare il sito. Adesso Libri Belli ha da poco un nuovo sito, perché sentivo che era necessario un restyling, ma soprattutto perché volevo raccontare un po’ meglio il progetto che nel frattempo era cresciuto e si era evoluto. Ho affidato il progetto ai ragazzi di Pop-eye Studio che sono stati bravissimi. Ho scelto il web e soprattutto Instagram perché volevo che questo messaggio raggiungesse il maggior numero di persone: chi magari ricorda quei libri perché da giovane li ha visti o avuti, chi non li conosce e li scopre per la prima volta, chi è appassionato di grafica e illustrazione, chi è solo curioso, chi non lo è e spero si possa incuriosire.

Libri Belli. Dizionarietto dei dubbi linguistici, 1961
Libri Belli. Dizionarietto dei dubbi linguistici, 1961

Quanto conta la copertina nell’economia di un libro? E come si è evoluto nel tempo questo rapporto?
La copertina è uno dei fondamenti del libro come lo concepiamo noi adesso e il suo concetto nasce con l’editoria industriale, quando i libri iniziarono a essere letti da un pubblico più ampio. In passato il momento di scoperta e scelta avveniva soprattutto in libreria e perciò la copertina giocava un ruolo molto importante, era ciò che catturava l’attenzione, che poteva invogliare e spingere all’acquisto e che rendeva il libro anche un oggetto desiderabile. Adesso, il più delle volte, sappiamo quello che vogliamo già in anticipo e lo compriamo con un clic su Amazon, le copertine si sono evolute e i colori e le grafiche è importante che rendano bene principalmente su schermo. Se vai in libreria adesso ti può capitare di trovare anche dei “libri al buio”, cioè impacchettati in modo che non si veda la copertina: l’idea è quella di incuriosire proprio con l’assenza di informazioni.

La tua selezione, almeno per ora, è tutta italiana. Perché abbiamo (avuto) i migliori graphic designer al mondo o per altre ragioni?
Sì, raccolgo soprattutto libri italiani perché, vivendo a Milano, naturalmente sono quelli che mi capita di trovare più spesso, ma anche perché mi piaceva l’idea di far riscoprire il nostro background culturale e visivo. In Italia abbiamo avuto e abbiamo dei grandissimi graphic designer, certo, e soprattutto, in un’epoca in cui ci si lamenta spesso dello stato delle cose in ambito culturale, mi sembra un messaggio stimolante far vedere quello che siamo capaci di fare e quello che abbiamo fatto. Come buon auspicio per il futuro e nella speranza che questo possa ispirare e motivare chi vuole provare a fare qualcosa di nuovo.

Qual è l’obiettivo di Libri Belli? Si trasformerà in qualcosa di ancora diverso?
Continuerò sicuramente a postare sul profilo Instagram di Libri Belli tutti i libri (belli) in cui mi capita di imbattermi, poi mi piacerebbe cercare libri per chi mi chiederà di farlo, come già succede: per mostre, istituzioni, eventi o anche semplicemente per persone alla ricerca di qualcosa di specifico. Inoltre fra pochissimo (il 13 settembre) inauguriamo un “corner” dove sarà possibile sfogliare e acquistare Libri Belli nella Libreria Verso di Milano. La scelta e la selezione dei volumi la faccio io e sono felicissima di questa opportunità.
Inoltre, sempre su Instagram, porto avanti anche una serie di collaborazioni con artisti e illustratori, a cui chiedo di scegliere e reinterpretare uno o più Libri Belli a loro gusto e piacimento. Mi piace l’idea di mantenere così un legame fra quello che c’è stato e quello che invece sta accadendo adesso nel mondo della creatività italiana. Spero poi in futuro di poter anche entrare in contatto con le case editrici che hanno pubblicato tutti questi libri. Il mio sogno sarebbe poter collaborare con loro per mostrare a tutti le meraviglie dei loro archivi.

Libri Belli. Le vetrine di Milano, 1982
Libri Belli. Le vetrine di Milano, 1982

Otto domande a raffica: miglior copertina italiana di tutti i tempi, miglior copertina internazionale di tutti i tempi, miglior graphic designer italiano, miglior graphic designer internazionale, migliore casa editrice italiana attuale, migliore casa editrice italiana nella storia, migliore casa editrice internazionale attuale, migliore casa editrice internazionale nella storia (le ultime quattro, chiaramente, adottando l’ottica di Libri Belli).
Questa è dura, ci sono sicuramente tanti nomi che potrei fare, ma è un botta e risposta quindi cercherò di non pensarci troppo e risponderò d’istinto dicendoti alcuni dei miei preferiti.
Miglior copertina italiana di tutti i tempi: la Lolita Oscar Mondadori 1970, di Bruno Binosi.
Miglior copertina internazionale di tutti i tempi: The War of the Worlds del 1960, illustrata da Edward Gorey.
Miglior graphic designer italiano: Albe Steiner.
Miglior graphic designer internazionale: Saul Bass.
Migliore casa editrice italiana attuale: Iperborea.
Migliore casa editrice italiana nella storia: Franco Maria Ricci.
Migliore casa editrice internazionale attuale: Riverhead Books.
Migliore casa editrice internazionale nella storia: Penguin Books.

Marco Enrico Giacomelli

http://libri-belli.it/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.