Protagonisti del volume edito da Humboldt Books, incentrato sul loro progetto filmico dedicato alle avanguardie russe degli Anni Venti e Trenta, i due artisti tengono alto il nome della creatività armena. Proprio quando l’Armenia si accinge a ospitare la sua prima triennale d’arte contemporanea, curata da Adelina von Fürstenberg, già curatrice del Padiglione armeno, vincitore del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 2015.

Humboldt Books ha pubblicato un volume dedicato a un nuovo capitolo dell’infinita e infinitesima ricerca dei due artisti di origini italo-armene Yervant Gianikian (Merano, 1942) e Angela Ricci Lucchi (Lugo di Romagna, 1942), The Arrow of time. Il progetto prende origine da una serie di eventi organizzati da ERG – École de Recherche Graphique a Bruxelles, nei primi mesi del 2015, e incentrati sul lavoro della coppia. In particolare, nel corso di una manifestazione dal titolo Portes Ouvertes e organizzata al Bozar, viene preparata una serata sui loro film. Conseguentemente la Cinémathèque royale de Belgique dà avvio alla loro prima grande retrospettiva filmica in Belgio.
Purtroppo in quel periodo Gianikian subisce un incidente grave e non può seguire direttamente le celebrazioni in Belgio. Ma la coppia di artisti, in cambio del materiale prestato, richiede comunque a ERG di sovrintendere a una pubblicazione sul loro lavoro. Nel frattempo, però, prendono avvio i piani per una grande retrospettiva al Pompidou (settembre-novembre 2015) e, snodo fondamentale per la loro carriera, finalmente viene portato a termine il loro progetto filmico sulle avanguardie russe degli Anni Venti-Trenta.

UN DIARIO INTIMO

Proprio su questa tematica verte il libro di Humboldt Books, a cura di Corinne Diserens ed Eva Fabbris. Il volume si ricollega anche al 2015 e a Bruxelles, perché in quel periodo, durante la programmazione di una Carte Blanche, una serata a cura dei due artisti, vengono mostrati film e spezzoni di pellicole a partire da David Abelevič Kaufman – meglio noto con lo pseudonimo Dziga Vertov – in avanti. Assieme al materiale che i Gianikian hanno raccolto discretamente e segretamente a partire dal 1989, vengono mostrate anche, tra innumerevoli viaggi in Russia e in Europa, testimonianze di autori del cinema e della letteratura d’avanguardia sopravvissuti alle purghe staliniane. In quella serata di Bruxelles il duo delinea una traccia della memoria sulla vita e i ricordi di coloro che hanno imparato a coesistere con le brutture della repressione staliniana, senza dimenticare il fervore delle avanguardie.
Questo percorso è ora racchiuso all’interno di un’ottantina di pagine in anastatica dei loro diari che non sono mai stati pubblicati, grazie a una sapiente selezione delle pagine. Facciate così intime che risuonano come una rivelazione delle pratiche dei Gianikian, un avvicinamento alla produzione dei loro film, tra letture, incontri, ricette, racconti dei litigi e molti spunti che ricuciono, a loro volta, arte e vita.

Ginevra Bria

Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi – The Arrow of Time. Notes from a Russian Journey 1989 – 1990
Humboldt Books, Milano 2017
Pagg. 300, € 30
ISBN 9788899385262
www.humboldtbooks.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #36

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AutoriYervant Gianikian , Angela Ricci Lucchi
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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.