Il 2024 di Malta nell’arte contemporanea. Aspettando la prima Biennale dell’Isola

Tutta l’arte contemporanea nell’isola nel mediterraneo che si prepara dal 13 marzo ad ospitare una grande rassegna e, da aprile, all’Esposizione Internazionale a Venezia, con il progetto dell’artista Matthew Attard

Scrigno di preziosi paesaggistici e testimonianze archeologiche in mezzo al Mediterraneo, terra di corsari e cavalieri templari, l’isola di Malta si prepara a ospitare la prima edizione della Maltabiennale.art, con la direzione artistica della giovanissima italiana Sofia Baldi Pighi

Mario Cutajar, Sofia Baldi Pighi, Emma Mattei, Elisa Carollo, Nigel Baldacchino. Photo Brian Grech, maltabiennale.art
Mario Cutajar, Sofia Baldi Pighi, Emma Mattei, Nigel Baldacchino, Elisa Carollo. Photo Brian Grech, maltabiennale.art

La prima edizione di Maltabiennale.art 

Situata tra le due sponde del Mediterraneo, l’isola rivolge lo sguardo all’Europa e al Nord Africa. Qui dove Oriente e Occidente si incontrano e dove storie, lingue e tradizioni si intrecciano, grazie a Heritage Malta e alla partnership con UNESCO – World International Heritage, l’isola sceglie il contemporaneo. La manifestazione si articolerà in un Padiglione Centrale e undici Padiglioni Nazionali Tematici (Cina, padiglione Franco-tedesco, Italia, Malta, Palestina, Polonia, Serbia, Spagna, Turchia, Ucraina) in una mostra diffusa nel paese e nell’isola di Gozo.”Vedo in questa Biennale”, spiega Elisa Carollo membro del curatorial team, “un’opportunità unica di attivazione creativa e di promozione di un patrimonio culturale straordinario ed estremamente stratificato. Molti degli artisti selezionati e provenienti da ogni parte del mondo sono stati ispirati e hanno deciso di interagire direttamente con essa. In questo senso, credo che questa Biennale possa diventare una piattaforma unica di dialogo interculturale”. 

Andrea Ferrero, Gelatin, dark chocolate, Courtesy © Andrea Ferrero e Museo Jumex
Andrea Ferrero, Gelatin, dark chocolate, Courtesy © Andrea Ferrero e Museo Jumex

La scena artistica contemporanea a Malta 

Tra gli edifici di pietra calcarea che ammantano di ocra la capitale, una monocromia ritmata dagli sprazzi di verde e blu ciano delle tipiche verande di retaggio spagnolo e arabo e dal rosso delle vecchie cabine telefoniche, si cela una vivace scena artistica, animata da giovani emergenti e dalla Elyse Tonna, nota per aver co-curato il Padiglione Malta per la 60ma edizione della Biennale di Venezia. A pochi metri dal Palazzo del Parlamento, disegnato da Renzo Piano, trovano sede Spazzju Kreattiv, il Malta’s Centre for Creativity, fondato nel 2000 con il progetto “Millenium”, oggi sotto la direzione di Daniel Azzopardi e degli artisti locali. La proposta include rassegne cinematografiche e progetti teatrali. Il teatro, ricavato dalla preesistente architettura dell’edificio (XVI secolo), è uno spazio intimo, ben concepito nel limitare i confini tra performers e pubblico, ragion per cui ospita periodicamente azioni performative ad alto coinvolgimento.  

Performance, collettivo lalala, INTERIOR PULL, mostra DREAM[of]LAND, Malta, Spazzju Kreattiv, Sephora Schembri, THREADS OF MELITE, Courtesy © Spazzju Kreattiv
Performance, collettivo lalala, INTERIOR PULL, mostra DREAM[of]LAND, Malta, Spazzju Kreattiv, Sephora Schembri, THREADS OF MELITE, Courtesy © Spazzju Kreattiv

Spazzju Kreattiv e il Valletta Design Cluster 

Fino al 21 aprile, lo Spazio C del Malta’s Centre for Creativity, accoglie la mostra DREAM[of]LAND a cura di Sarah Chircop e di Elyse Tonna. Progetto che coinvolge sette artisti locali e internazionali, una mostra che parla di femminismo e che si esprime attraverso il richiamo al territorio. Lo esplicita il lavoro dell’artista ucraina Dasha Tsapenko e quello della giovane maltese Sephora Schembri. Entrambe adottano il fico d’india, diffusissimo sull’isola, che Schembri abbina al miele, metafora della forza femminile (è alle femmine della specie, infatti, che la natura ha affidato la produzione del miele) e omaggio all’antico nome greco di Malta, Melita
Al Valletta Design Cluster si trova in uno storico edificio che nel 2021 è stato riconvertito a ibrido public space, destinato ad accogliere studi condivisi tra artisti, designers e architetti. Pensato per incoraggiare la sperimentazione, il dialogo e la cooperazione, oggi è sotto la direzione di Joanne Attard Mallia. Il Cluster ospita periodicamente residenze artistiche. In mostra le sculture di cioccolato di grande formato dell’artista messicana Andrea Ferrero, selezionata da Carollo per la Biennale di Malta.  
Prosegue inoltre la collaborazione tra Arcangelo Sassolino e Keith Sciberras, rispettivamente artista e curatore nel 2022 del Padiglione Malta alla Biennale di Venezia, con il progetto Diplomazija Astuta. Mentre il pubblico dell’arte dovrà ancora attendere l’autunno per l’apertura del MICAS, il Malta International Art Space, ad aprile sarà possibile visitare il solo show dell’artista italiano nella mostra SCONFINAMENTI che si articolerà lungo le sale della University of Malta Valletta Campus Collection, in un dialogo tra storia e presente dell’arte.  

Malta alla Biennale di Venezia 

A proposito della presenza di Malta in Laguna, anche nel 2024 l’isola parteciperà alla Biennale di Venezia con l’artista maltese Matthew Attard, la cura di Elyse Tonna e Sara Dolfi Agostini e il project management di Maria Galea e di Michela Rizzo.
Il progetto si intitola I FOLLOW THE SHIP, titolo articolato in più strati di significato. Dal 2021, Attard segue la nave o, meglio, le navi che da secoli graffiano le pareti esterne di molte cappelle disseminate per l’isola, testimonianze storiche esaminate dall’artista e dall’archeologa Julia Zerafa del Malta Ship Graffiti Project. I graffiti di navi rappresentano solo l’incipit della complessa indagine condotta da Attard. Ricerca che, attraverso la storia e i valori della nazione, giunge alla tecnologia digitale con l’uso dell’Eye Tracker per esplorare i confini e i rapporti di reciprocità tra umano e artificiale mediante il segno. Abbiamo incontrato Matthew Attard che ci ha parlato del suo progetto. 

Matthew Attard, Artista del Padiglione Malta alla Biennale di Venezia 2024. Photo Therese Debono
Matthew Attard, Artista del Padiglione Malta alla Biennale di Venezia 2024. Photo Therese Debono

Intervista all’artista Matthew Attard 

Matthew come hai reagito quando hai saputo di essere stato scelto per la 60ma Biennale di Venezia? 
Ero molto occupato quel giorno. Ricordo di aver controllato il cellulare e di aver trovato tantissime chiamate, ho subito pensato che dovesse essere successo qualcosa. Ho richiamato Elyse, la mia curatrice, che mi ha informato: “Hanno scelto il nostro progetto”. È stata una grande emozione, pochi istanti dopo l’ansia ha iniziato ad assalirmi! 

Cosa significa rappresentare il proprio paese in Biennale? 
È un immenso privilegio ma al tempo stesso una grande responsabilità. Sono convinto che qualcosa si stia muovendo. Mi riferisco al mio Paese, Malta, ma anche all’Italia che conosco molto bene e al mondo dell’arte in generale. Qualcosa sta cambiando e noi desideriamo apportare un contributo al cambiamento. 

Gemma Gulisano 

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