In Cina nasce il Tao Cang Art Center. Due vecchi granai diventano museo

Nella campagna circostante Jiaxing, città-prefettura della Cina nella provincia dello Zhejiang (lungo la costa cinese centro-orientale), lo studio d’architettura Roarc Renew ha riqualificato due antiche strutture rurali convertendole in area culturale. Nel segno del recupero del passato.

Il Tao Cang Art Center. Courtesy Roarc Renew
Il Tao Cang Art Center. Courtesy Roarc Renew

Ormai ben consci dei danni che gli indiscriminati sventramenti dei centri storici, così come dei villaggi rurali, hanno provocato al patrimonio architettonico e spirituale della Cina, gli amministratori locali hanno deciso di cambiare rotta, cercando di salvare il salvabile. Non sempre si tratta di strutture antiche, ma il fatto che prevalga la logica del recupero può far ben sperare per un prosieguo sostenibile nello sviluppo della Cina, la cui economia, entro il 2024, supererà in valore quella degli Stati Uniti. Bisogna poi considerare, a livello politico, il ritorno, nell’azione di governo di Xi Jingping, di metodi direttivi e organizzativi di stampo maoista, cui non è immune nemmeno la cultura, e di cui è stata chiara testimonianza il Padiglione Cina alla Biennale di Venezia del 2019. Su questi fondamenti, non stupisce che si comincino a recuperare quelle strutture che, come i granai in questione, ebbero un ruolo nella prima fase del Grande Balzo in Avanti teorizzato da Mao, per riaffermarne la memoria e legittimare il progetto di Jingping.

Un particolare del pavimento. Courtesy Roarc Renew
Un particolare del pavimento. Courtesy Roarc Renew

I GRANAI DEGLI ANNI ’50: IL FUTURO COSTRUITO SUL PASSATO

Costruiti negli anni Cinquanta, i granai servivano a immagazzinare le sempre maggiori quantità di raccolto ottenuto ogni anno grazie alla progettata industrializzazione dell’agricoltura cinese. Esaurita da tempo la loro funzione, sono stati riconvertiti nel Tao Cang Art Center, il nuovo hub strategico per lo sviluppo dell’area del vecchio villaggio di Wangjiangjing, che si estende su 2.448 metri quadrati, con i due granai che fungono da spazi espositivi principali; uno sarà utilizzato come galleria commerciale e l’altro come galleria d’arte. Un investimento che rientra nel vasto piano di sviluppo delle aree rurali annunciato ancora una volta a Venezia nel 2018, e che passa appunto per il recupero di strutture esistenti o la costruzione di nuove, seguendo però antichi modelli e tecniche tradizionali, nel tentativo di recuperare uno stile architettonico nazionale.

IL NUOVO TAO CANG ART CENTER

Restaurati i due granai, gli architetti sono intervenuti costruendo due corridoi complementari che le avvolgono e le collegano; i corridoi sono caratterizzati da arcate interne e da una struttura inclinata che tende verso il cielo; rivestite esternamente in mattoni, ospitano gli spazi di servizio e di ambulazione della struttura, senza che siano state necessarie invasive modifiche interne ai corpi originali. Gli interni rivelano superfici bianche, di tipo museale, in modo da lasciare uno sfondo neutro per le mostre d’arte. Il pavimento, invece, è rifinito con l’antico motivo del fiore del loto, riferimento alle antiche coltivazioni che un tempo circondavano il villaggio. L’inizio dell’attività è previsto entro la fine del 2021.

Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.