Aprirà a Philadelphia un museo dedicato ad Alexander Calder e progettato da Herzog & de Meuron

Sarà concepito come un “santuario”, un po’ come la Rothko Chapel a Houston, il nuovo museo dedicato allo scultore diventato celebre per i suoi “Mobiles”. Con un progetto di due archistar d’eccezione

Mefman00, Photo of the Philadelphia skyline taken from the South Street Bridge, showing Penn Park in the foreground. Created October 5, 2015. Fonte Wikipedia CC0
Mefman00, Photo of the Philadelphia skyline taken from the South Street Bridge, showing Penn Park in the foreground. Created October 5, 2015. Fonte Wikipedia CC0

Sarà costruito a Philadelphia il grande museo dedicato ad Alexander Calder (Lawnton, 1898 – New York, 1976), tra i più innovativi e influenti artisti del Novecento che ha rivoluzionato la scultura introducendo in essa la dimensione temporale, intesa come esperienza in tempo reale dell’opera d’arte, diventato inoltre celebre per i suoi Mobiles, le sculture il cui movimento è determinato dallo spostamento dell’aria. A progettare il nuovo museo, concepito come un “santuario”, sarà lo studio di architettura di Herzog & de Meuron.

IL MUSEO CALDER A PHILADELPHIA

“Questa iniziativa rappresenta la prima volta che un edificio e un terreno vengono utilizzati appositamente per mostrare il lavoro di Calder”, ha dichiarato Alexander S. C. Rower, Presidente della Calder Foundation. “La Fondazione è entusiasta di collaborare alla creazione di un luogo meditativo che ha come fine quello di consentire al pubblico di sperimentare e impegnarsi con il lavoro radicale di mio nonno in modi senza precedenti”. Non è un caso che il nipote di Calder abbia parlato di “luogo meditativo”: “la somiglianza più vicina è forse la Cappella Rothko”, continua Rower, “un edificio realizzato con un grande architetto in cui puoi fare la tua meditazione quotidiana, se è quello che preferisci, o semplicemente avere la possibilità stare a contatto con l’arte e non sentirti come se fossi al Met o al Barnes, dove c’è così tanta arte da essere travolti. Durante il nostro primo confronto, Herzog ha affermato che il concept progettuale somiglia a quello di un ‘santuario’, e questa è la parola perfetta per descriverlo”. Il museo sarà costruito sul Benjamin Franklin Parkway, grande viale che attraversa il centro culturale di Philadelphia, e sarà adiacente al Museo Rodin e alla Fondazione Barnes. Gli spazi e i giardini del museo, pensati per ospitare le opere di Calder, si svilupperanno come una “progressione coreografica” che porterà il pubblico a vivere un’esperienza che vada oltre la canonica visita museale, entrando a contatto con l’opera e il pensiero di Calder. Ulteriori dettagli sulla progettazione dell’edificio saranno rivelati alla fine dell’estate 2020, mentre l’avvio della costruzione è previsto agli inizi del 2021.

ALEXANDER CALDER E LA CITTÀ DI PHILADELPHIA

La costruzione del museo rappresenta così un ulteriore tassello che lega la storia di Calder alla città di Philadelphia: lungo il Benjamin Franklin Parkway, dove sorgerà il “santuario” artistico, si trova in cima al Municipio la monumentale statua realizzata da Alexander Milne Calder, il nonno dell’artista, mentre è del padre Alexander Stirling Calder la Swann Memorial Fountain. Non poteva mancare un’opera di Alexander Calder, il monumentale Mobile che si trova sospeso nella sala principale del Philadelphia Museum of Art.

– Desirée Maida

www.calder.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.