Grand Hotel Europa. Il progetto itinerante di Alex Urso

In fase di conclusione la seconda tappa del progetto di residenza itinerante GRAND HOTEL EUROPA. An European forgotten dream” di Alex Urso. Dopo Belgrado è la volta del Baltico polacco, dove l’artista sta per concludere la sua permanenza con una personale alla Baltic Gallery of Contemporary Art di Ustka, visitabile fino al 31 maggio. Un tema particolarmente attuale, specie dopo le elezioni europee.

Alex Urso, GRAND HOTEL EUROPA, Collage, 2019
Alex Urso, GRAND HOTEL EUROPA, Collage, 2019

Partendo da un’angolatura decentralizzata, ossia al di fuori dei confini della stessa Comunità Europea, dapprima dai Balcani e poi spostandosi in territori comunitari, ma estremamente di confine orientale, Alex Urso (1987) si sofferma sulla crisi politica e soprattutto umanitaria che sta attraversando negli ultimi anni il vecchio continente.
Le opere esposte, disegni, collage e sculture, danno vita a un percorso visuale ben definito che costringe lo spettatore a una riflessione e a una sensibilizzazione su temi di attualità politica.
La diffusione dei nazionalismi e l’inasprirsi degli animi nei confronti della crisi migratoria hanno minato gli ideali di unione e libertà di movimento, capisaldi fondamentali su cui si è basata la nascita dell’Unione Europea.

SERBIA E POLONIA

Sia la Serbia che la Polonia sono Stati che hanno il phisique du role per interpretare i ruoli della drammaturgia in atto. La Serbia dal 2015 è diventata un grande Paese-serbatoio di profughi, sostenuto da importanti finanziamenti da parte degli Stati europei, decisi a mantenere le migliaia di richiedenti ospitalità lontani dai confini dell’Europa centrale e mediterranea. L’accoglienza ai migranti è solo una mera speculazione, una moneta di scambio per accelerare il processo di entrata nell’UE.
La Polonia, dal canto suo, come molti Stati dell’ex blocco sovietico, incarna perfettamente il personaggio delatore che, in preda a un pericoloso delirio sovranista, dopo aver beneficiato delle sovvenzioni europee volta le spalle a Cesare.

Alex Urso, GRAND HOTEL EUROPA. Serie di cartoline, 2019
Alex Urso, GRAND HOTEL EUROPA. Serie di cartoline, 2019

IL PROGETTO DI URSO

Un lavoro supportato da una meticolosa ricerca, questo di Alex Urso, che, pur partendo da una necessità intima di confrontarsi con un tema da tempo ricorrente nella vita dell’artista, si fonda sulla relazione con il luogo e la popolazione ospitante. Ed ecco dunque come la serie dei collage, dove la combinazione grafica tra la Refugee Nation flag, ovvero la bandiera scelta per rappresentare gli atleti apolidi alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, e le bandiere dei singoli Stati che negli ultimi anni hanno dimostrato più di tutti preoccupanti tendenze nazionaliste e anti-europee, diventa oggetto di questa relazione.
Tutti i lavori esposti sono il frutto di uno studio di dati e statistiche politiche ed economiche. Contenuti filtrati dalla sensibilità dell’artista che ne determina la poetica, qualche volta a discapito non della veridicità o complessità, ma della monumentale conseguenzialità.
Un atto politico, questa mostra presentata anche a Belgrado con le dovute differenze. Le varie sezioni, oltre ai collage delle bandiere, sono dedicate a disegni e a posticci vintage di cartoline raffiguranti i Grand Hotel sparsi per l’Europa.

‒ Zara Audiello

Ustka // fino al 31 maggio 2019
Alex Urso ‒ GRAND HOTEL EUROPA (part two)
BALTIC GALLERY OF CONTEMPORARY ART
ul. Zaruskiego 1a
http://bgsw.pl

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AutoreAlex Urso
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Zara Audiello
Laurea in Scienze Umanistiche presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 2003 e Master in Educazione Interculturale, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Università degli Studi Roma Tre, nel 2005. Rispettivamente nel 2007 e nel 2009 frequenta il Corso per Curatori di mostre d'arte e di eventi e un Corso di Art Management presso il Centro d'arte contemporanea A+A, Venezia. Nel 2009 è cofondatrice dell'Associazione 22:37, nata dall’incontro di giovani curatori/trici, artisti/e e operatori/trici culturali che hanno in comune l’interesse per la produzione artistica e la pratica curatoriale in diversi contesti europei. Dal 2010 si trasferisce a Belgrado dove fonda Beo_Project, luogo di connessione tra il mondo artistico internazionale e la Regione dei Balcani. Coproprietaria e direttrice artistica del multiconcept bar ZAVOD. Indaga il conflitto nelle sue rispettive forme, come un concetto che può aiutare a spiegare molti aspetti della vita sociale, come il dissenso sociale, i conflitti di interessi, e di lotte tra individui, gruppi o organizzazioni.