Marx e Moby Dick nell’opera di Krzysztof M. Bednarski. A Cracovia

MOCAK, Cracovia ‒ fino al 24 marzo 2019. “Karl Marx vs Moby Dick: An Analysis of Form and Demolition of Ideas”: è quest il titolo della personale di Krzysztof M. Bednarski nella città polacca.

Krzysztof M. Bednarski, Portret Karola Marksa – International Klein Blue (niebieski), 1998. Courtesy K. M. Bednarski
Krzysztof M. Bednarski, Portret Karola Marksa – International Klein Blue (niebieski), 1998. Courtesy K. M. Bednarski

Ci sono due anime che convivono nell’opera di Krzysztof M. Bednarski (Cracovia, 1953), protagonista della mostra curata da Achille Bonito Oliva, Maria Anna Potocka e Martyna Sobczyk presso il MOCAK Museum di Cracovia. Non è un caso che la dualità sia chiarita fin da subito nel titolo della mostra: Karl Marx vs Moby Dick: An Analysis of Form and Demolition of Ideas. La prima, in ordine di apparizione, entrando in mostra è Moby Dick, che fa riferimento a un aneddoto personale nella vita dell’artista, il ritrovamento di una barca sulle rive del fiume Vistola a Varsavia, diventato una sorta di epifania, tale da spingere l’artista a costruire un percorso scultoreo innanzitutto minimale, poi articolato all’infinito in tagli, distorsioni, aperture, frammenti, ricostruzioni.

MOBY DICK

Moby Dick diventa così una madre aperta e accogliente, ma anche un omaggio pulito e scintillante a Brâncuși, o una cassa da muovere, performare e suonare. È soprattutto un discorso sulla scultura di matrice avanguardistica che si realizza nei molti materiali che l’artista esplora, dal bronzo alla pietra, fino al marmo, spaziando tra storia, dimensioni e tecniche artistiche. Diversamente il ciclo fortunato e nutrito di opere dedicate alla figura di Karl Marx è, anche in virtù del tema spinoso che affronta, decisamente più sgargiante, quanto meno nella pratica. Anche Marx è una ossessione: Bednarski lo raffigura spingendo fino al parossismo la propria produzione. Spesso il busto del filosofo appare quasi come una piccola spora che si moltiplica andando a ricoprire tutte le superfici, tutti gli anfratti disponibili.

Krzysztof M. Bednarski, Moby Dick – Maska, 2006. Courtesy K. M. Bednarski
Krzysztof M. Bednarski, Moby Dick – Maska, 2006. Courtesy K. M. Bednarski

KARL MARX

È dal busto e dalla scultura monumentale che parte il discorso di Bednarski, declinandone gli stereotipi in materiali e tinte irrituali. Quella dell’artista è infatti una analisi che lascia sottintendere, in maniera ironica, gli effetti contrastanti che il marxismo ha avuto nella storia del mondo, senza però prendere una posizione nel bene o nel male. Il filosofo, nelle sue opere, è indubbiamente simpatico, nelle sue tante mise colorate, dal blu al magenta, dal giallo al rosso, nelle quali si presenta, o nelle mille disavventure che l’artista gli procura, sezionandogli il capo con il Capitale o riempendolo di bicchieri e oggetti di ogni sorta. Ma è anche de-istituzionalizzato: perde l’austerità e l’autorità della sua figura. E così, grazie all’arte e con un colpo di dado, si trasforma improvvisamente in una icona pop.

Santa Nastro

Cracovia // fino al 24 marzo 2019
Karl Marx vs Moby Dick: An Analysis of Form and Demolition of Ideas
MOCAK
Lipowa 4
https://en.mocak.pl/

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AutoreKrzysztof M. Bednarski
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.