Abitare condiviso. Christopher Kulendran Thomas a Bristol

Spike Island, Bristol ‒ fino al 24 marzo 2019. La sede britannica ospita il progetto abitativo messo a punto da Christopher Kulendran Thomas. Un modello che sostituisce alla proprietà del singolo una comproprietà collettiva.

Christopher Kulendran Thomas. New Eelam. Bristol. In collaboration with Annika Kuhlmann. Installation view at Spike Island, Bristol 2019. Photo Stuart Whipps
Christopher Kulendran Thomas. New Eelam. Bristol. In collaboration with Annika Kuhlmann. Installation view at Spike Island, Bristol 2019. Photo Stuart Whipps

Un salotto, appena arredato e lustrato, così pulito che hai paura di sporcarlo, così simile alle proposte commerciali nei cataloghi di arredamento che ti sembra di averlo già visto da qualche parte. Questo è New Eelam, a prima vista, mostra e progetto dell’artista Christopher Kulendran Thomas (1979) e della curatrice Annika Kuhlmann, a Spike Island.
È come la casa di un amico che ha appena arredato il suo nuovo appartamento, prestando attenzione alle scelte estetiche e aggiungendo un tocco green di ecosostenibilità, però il tuo amico non c’è e il salotto è familiare ed estraneo al tempo stesso.
È proprio nell’ambiguità di questo interstizio che si situa la filosofia del progetto, una start up concepita per creare un mercato immobiliare su larga scala che scardini il concetto di proprietà privata e travalichi quello di Stato-Nazione, dislocando e interrogando la sfera domestica.
Iscriversi alla piattaforma di New Eelam significa entrare in una rete di appartamenti interconnessi accessibili a chiunque, che richiamano il percorso del nomade, disposto a lasciare un tetto per un altro, senza mai creare una connessione ombelicale con lo spazio.

Christopher Kulendran Thomas. New Eelam. Bristol. In collaboration with Annika Kuhlmann. Installation view at Spike Island, Bristol 2019. Photo Stuart Whipps
Christopher Kulendran Thomas. New Eelam. Bristol. In collaboration with Annika Kuhlmann. Installation view at Spike Island, Bristol 2019. Photo Stuart Whipps

UTOPIA E REALTÀ

New Eelam viene presentata da Spike Island attraverso la ricostruzione ideale di un arredamento minimal e high-tech, provvisto di ogni comodità.
Dal televisore, un filmato racconta il nuovo modello di cittadinanza ipotizzato e un corridoio di installazioni sonore e visive aiuta lo spettatore a muoversi, a orientarsi, ad abitare gli appartamenti offerti, direttamente dal futuro.
Nata come ricerca artistica, New Eelam è idea utopica e insieme ricordo per Christopher Kulendran Thomas, originario dello Sri Lanka, dove l’omonima città di Eelam fu eliminata dalla guerra civile nel 2009.
Attraverso la lettura di Marx e utilizzando le risorse della tecnologia e della globalizzazione, l’artista mette in pratica una resurrezione capitalistica della fenice Eelam, pronta a incarnare le caratteristiche emblematiche del consumismo.
Il modello di abitazioni proposto, infatti, mentre cerca di deformare il tessuto connettivo del capitalismo, sfrutta le risorse del capitalismo stesso, senza farne un limite, ma piuttosto una sfida, perché la destrutturazione di un’impalcatura solida dall’interno richiede maggiore attrito. La sfida è quella di guardare alla cittadinanza come a una scelta: l’utilizzo di questo network attiva, mettendolo in discussione, il pensiero sull’appartenenza e sulle radici della sfera domestica per uscire ideologicamente, ma anche fisicamente, dal perimetro di ciò che chiamiamo casa.

Cecilia Angeli

Bristol // fino al 24 marzo 2019
New Eelam: Bristol
SPIKE ISLAND
133 Cumberland Road
www.spikeisland.org.uk

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Cecilia Angeli
Cecilia Angeli (1995) è una studentessa del master di Arti Visive e Studi Curatoriali in NABA, dopo essersi laureata in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano. A partire dalla sua tesi in storia dell’arte contemporanea sul “Limite del Visibile”, la sua ricerca, debitrice delle discipline della cultura visuale, indaga il rapporto tra sguardo e rappresentazione. È interessata ai contesti giovani e indipendenti, in Italia e all’estero.

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