9 opere di Street Art al Pow Wow Festival di Rotterdam

Nel Makers District di Rotterdam, un’ex area industriale cittadina in via di riqualificazione, ha fatto tappa il Pow Wow Festival, rassegna internazionale di Street Art nata nelle isole Hawaii e spostatasi poi, nell’ordine, a Los Angeles, Taiwan, Hong Kong e in Giappone. Rotterdam è stata la prima città europea toccata dalla rassegna.

Nell’ottica della profonda ristrutturazione che interessa il Makers District, anche l’arte gioca un ruolo importante: sono state ufficialmente inaugurate il 15 e 16 settembre le opere di Street Art appositamente pensate per gli spazi di questa affascinante zona urbana circondata dai canali, sospesa fra città e campagna, dove ai moderni edifici si affiancano i vecchi magazzini che adesso ospitano numerosi caffè e ristoranti. Prati e distese sabbiose ancora resistono, e la programmazione urbanistica prevede la nascita di vaste aree verdi per abbellire il quartiere. La Street Art aggiunge un tocco di imprevedibilità all’atmosfera operosa ma anche social che vi si respira: orti comuni, luoghi di ritrovo, atelier e magazzini, un melting pot produttivo e creativo che fa del Makers District una delle aree più interessanti della città.
La durata delle opere realizzate? Dipenderà da quello che accadrà ai muri che le ospitano, considerando i profondi cambiamenti che stanno interessando il quartiere.

1. ONNO POIESZ

Pow Wow Festival, Rotterdam 2018. Onno Poiesz, Untitled, 2018. Photo Hanke Arkenbout

Anche se adesso si dedica principalmente alla scultura, Onno Poiesz (Rotterdam, 1974) ha cominciato come pittore, attratto dalla cultura hip-hop e dalla breakdance. I graffiti furono il suo “battesimo del fuoco”, e in quest’opera realizzata per il Pow Wow, oltre che un ritorno alle origini, si ritrovano le passioni dell’adolescenza e l’evoluzione creativa. Questa stringa di colori intrecciati possiede il dinamismo della breakdance, invita a “scuotere” il corpo, a lasciarsi travolgere dal ritmo urbano. Ma nella sua plasticità l’opera possiede caratura scultorea, si percepisce il movimento sinuoso del colore, che quasi sembra volersi staccare dal muro.

2. FANAKAPAN

Pow Wow Festival, Rotterdam 2018. Fanakapan, Untitled 2018. Photo Hanke Arkenbout

Un effetto tridimensionale caratterizza l’enorme pesce realizzato dall’inglese Fanakapan, che omaggia la principale fauna di quest’area di Rotterdam affacciata sul Mare del Nord, ed è insieme un appello alla salvaguardia dell’ecosistema marino. Un’opera caratterizzata da colori brillanti e traslucidi, effetti d’ombra che creano la tridimensionalità e da un iperrealismo che non manca di affascinare.

3. DOPIE & NARDA

Pow Wow Festival, Rotterdam 2018. Dopie and Narda, Untitled, 2018. Photo Hanke Arkenbout

Effetto giungla per il duo olandese Dopie & Narda, che immortalano una coppia di leoni dall’aria smarrita nell’inconsueto clima settentrionale. L’opera lancia un messaggio ecologista sulla problematica dei cambiamenti climatici e del rischio estinzione di molte specie animali e vegetali, attraverso uno stile fumettistico dai colori irreali, funzionali ad amplificare il senso di allarme del messaggio di fondo. Un graffito che amplia la visuale sociale del Pow Wow Festival.

4. TYMON DE LAAT & NUNO VIEGAS

Pow Wow Festival, Rotterdam 2018. MeLikePainting (Tymon de Laat) & Nuno Viegas, Flight of man, 2018. Photo Hanke Arkenbout

Lascia immaginare le alte quote praticate dagli uccelli predatori, ispirate a Tymon de Laat (Delft, 1979) da un viaggio sulle Ande, questo murale dal sapore antico e moderno insieme, realizzato in collaborazione con il portoghese Nuno Viegas (Faro, 1985), che per l’occasione lascia da parte la sua “aggressività” d’ispirazione hip-hop e si lascia coinvolgere nella rilassata atmosfera del district e dall’energia colorata del collega olandese. La simbiosi dell’uomo con la natura, l’idea di spazi sconfinati si affiancano alla metafora, suggerita anche nel titolo, che a volare dev’essere l’uomo, forte delle sue aspirazioni e della sua voglia di provare nuove esperienze. Un murale che interpreta lo spirito di rinnovamento del district, ma anche di tutta la città di Rotterdam.

5. ENIGMA GEOMETRICKS

Pow Wow Festival, Rotterdam 2018. Enigma Geometricks, Untitled, 2018. Photo Hanke Arkenbout

Suggestioni orientali dal sapore antico permeano il geometrismo di Enigma Geometricks (Rotterdam, 1984) ispirato alla natura e alle culture antiche, in particolare araba, indiana e giapponese. Stilemi naturali emergono accanto a motivi legati alla sfera del sacro, come i mandala buddisti e induisti. La bicromia è la soluzione estetica scelta per un’opera che, in maniera colta, rinvia alla questione dell’incontro fra Oriente e Occidente, che in Olanda si è realizzato in maniera non conflittuale, e la stessa Rotterdam è un vivace centro multiculturale.

6. DILK & ZEPHA & DINA SAADI

Pow Wow Festival, Rotterdam 2018. Dilk & Zepha & Dina Saadi, A storm is coming, 2018. Photo Hanke Arkenbout

Collaborazione a tre nel segno del multiculturalismo per un murale colorato e suggestivo, intriso di cultura hip-hop e suggestioni orientaleggianti. La tempesta suggerita dal titolo è quella metaforica del cambiamento, degli sconvolgimenti portati dall’arte, e dalla cultura in generale, e, come altre opere realizzate per il festival, si lega alla storia presente del quartiere e della città di Rotterdam. Energia è la parola d’ordine di questa striscia colorata caratterizzata dalla tensione dell’attesa della tempesta, nella parte sinistra, mitigata, a destra, da una sorta di arcobaleno espressionista, simbolo di buon augurio per il futuro.

7. TELMO MIEL

Pow Wow Festival, Rotterdam 2018. Telmo Miel, Undecided, 2018. Photo Hanke Arkenbout

Un murale con l’effetto del collage che ironizza sull’iconografia pop e si ispira alla grafica pubblicitaria. Undecided, del duo creativo olandese composto da Miel Krutzmann (1984) e Telmo Pieper (Rotterdam, 1989), è una sottile metafora dell’insicurezza delle giovani generazioni contemporanee, indecise sulla direzione da prendere, in fatto di carriera, ma anche nel come relazionarsi con gli altri, quale immagine mostrare di sé. Un’opera che racconta l’altra faccia del futuro, dove all’utopia subentra un amaro realismo.

8. SUPER A

Pow Wow Festival, Rotterdam 2018. Super A, Untitled, 2018. Photo Hanke Arkenbout

Il mondo dei cartoni animati è protagonista nel murale di Stefan Thelen (Rotterdam, 1981), meglio conosciuto con il soprannome Super A. Per il Pow Wow Festival sceglie un soggetto ludico, stemperando in parte le pungenti critiche socio-politiche che solitamente caratterizzano la sua produzione. Resta però, anche a Rotterdam, quell’atmosfera onirica e surreale che è il suo “marchio di fabbrica”: anche qui realtà e finzione si sovrappongono, il personaggio reale si sovrappone a quello del mondo dell’animazione, e viene spontaneo chiedersi anche dove finisca l’identità reale e inizi quella virtuale degli essere umani.

9. DZIA & SONS

Pow Wow Festival, Rotterdam 2018. Dzia & Sons, Family matters, 2018. Photo Hanke Arkenbout

La maestosità e la violenza della natura, specchio delle diseguaglianze dell’umanità, sono i soggetti scelti dallo street artista belga Dzia, il cui stile, dalle vorticose linee geometriche e dal tratto ben delineato, dà vita a scene naturali in ambienti urbani, che sorprendono l’osservatore, ne catturano lo sguardo e lo affascinano anche grazie alla prospettiva volumetrica delle figure dipinte. Suggestioni bucoliche adatte a una zona della città non completamente urbanizzata, e a suo modo proiettata fra il mare e la campagna.

Niccolò Lucarelli

Rotterdam
Makers District
www.powwowrotterdam.nl

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.