Sydney omaggia la cultura aborigena con un’opera dell’artista Judy Watson

Sydney ospiterà una nuova opera d’arte a Bennelong Point, vicino all’Opera House, per celebrare gli abitanti originari dell’area su cui è stata fondata la città. Ma il progetto non si ferma qui.

Da sinistra: David Hurley governatore del New South Wales; Judy Watson; il sindaco di Sydney Clover Moore; la curatrice Hetti Perkins. Photo Joseph Mayer

Vi abbiamo raccontato spesso, ultimamente, di come Sydney sia impegnata in una profonda trasformazione urbanistica che coinvolge musei e spazi pubblici. Un nuovo corso nel segno dell’arte e della cultura che sta trasformando la città australiana in un centro vivace e accogliente. Recentemente Sydney ha deciso di installare una grande opera pubblica per celebrare gli abitanti originari dell’area su cui è stata fondata la città.

L’OPERA

Una volta terminata, nel 2020, sarà una potente espressione delle culture aborigene australiane, a ricordo del loro significato per tutta la nazione. E sarà un nuovo landmark per i turisti e i visitatori della città, oltreché per i suoi abitanti. Aborigeni e non. La città di Sydney, in collaborazione con la Tribal Warrior Aboriginal Corporation e consultando gli appartenenti più anziani delle popolazioni indigene locali, ha incaricato l’artista Judy Watson (Mundubbera, Queensland, 1959) di realizzare Bara, una scultura permanente da installare all’interno dei Giardini Botanici municipali, sul prato che sovrasta Bennelong Point e che si affaccia sulla baia. L’opera intende omaggiare i Gadigal, abitanti originari e tradizionali custodi del territorio cittadino che, a partire dallo sbarco di James Cook nel 1788, con l’occupazione britannica del continente furono decimati.

IL SENSO DELL’OPERA

Un monumento funebre? Un gesto consolatorio? A detta dell’artista non è così. La scultura rappresenterà due “bara”, gli ami da pesca a mezzaluna realizzati e usati dalle donne Gadigal per migliaia di generazioni. Per forma e colore, i bara ricordano le conchiglie locali, ma anche le insenature del porto, le vele della Sydney Opera House e l’arco dell’Harbour Bridge. A rimarcare la natura educativa e trasformativa del progetto, l’artista ha precisato che la sua installazione reinventa antichi luoghi di aggregazione dove le persone sedevano accanto ai fuochi, sui promontori, e mangiavano insieme. “Bara fornirà uno spazio tranquillo per la cerimonia, la riflessione e la contemplazione in una città frenetica e in continua evoluzione.”

IL PROGRAMMA DI ARTE PUBBLICA

Bara è in realtà il quarto tassello di un programma di arte pubblica più ampio, intitolato Eora Journey, che celebra la cultura e il patrimonio viventi delle comunità aborigene e delle isole dello Stretto di Torres a Sydney, e che mira a riattivare la conoscenza di luoghi ed eventi della storia aborigena nei siti chiave della città. L’intero progetto, curato dalla visionaria Hetti Perkins, comprenderà sette interventi realizzati da artisti indigeni. Le immagini.

     Margherita Zanoletti

http://www.cityartsydney.com.au/projects/eora-journey/

 

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Margherita Zanoletti
Con Francesca di Blasio ha pubblicato la prima traduzione italiana di “We are Going” dell’autrice e artista aborigena australiana Oodgeroo Noonuccal; con Pierpaolo Antonello e Matilde Nardelli ha co-curato “Bruno Munari: the Lightness of Art”. Dal 2004 idea e collabora a progetti formativi, editoriali ed espositivi connessi ad arte e scrittura contemporanee. Dal 2010 lavora presso l’Università Cattolica di Milano. Collabora con Artribune dal 2014.