In memoria di Aretha Franklin la National Portrait Gallery di Washington espone il suo ritratto

Anche il mondo dei musei partecipa al cordoglio universale seguito alla morte di Aretha Franklin, icona della musica soul e simbolo della lotta per i diritti civili e la liberazione delle donne. E a meno di una settimana dalla sua morte, Washington la omaggia con una mostra…

Milton Glaser, Aretha Franklin, National Portrait Gallery, Washington
Milton Glaser, Aretha Franklin, National Portrait Gallery, Washington

Ha destato grande commozione in tutto il mondo la morte di Aretha Franklin (Memphis, 1942), icona della musica soul che si è spenta, dopo lunga malattia, nella sua casa di Detroit, a 76 anni. Considerata una delle figure più importanti della musica statunitense, l’artista afro-americana, i cui funerali si svolgeranno il prossimo 31 agosto nell’amata Detroit, è stata un simbolo che ha travalicato i confini del mondo dello spettacolo, toccando anche i movimenti per i diritti civili e per la liberazione delle donne. La notizia della sua morte ha fatto immediatamente il giro del mondo e sono stati tanti i personaggi che hanno voluto omaggiarne la figura: cantanti, attori, rappresentati dello star system, ma anche intellettuali e politici come Donald Trump e l’ex presidente Obama, suo fan da sempre, che, in una nota, ha sottolineato come “nella sua voce c’è la nostra storia, la nostra forza e il nostro dolore, la nostra oscurità e la nostra luce, la nostra ricerca di redenzione e il nostro rispetto conquistato a fatica. Lei ci ha aiutato a sentirci più uniti gli uni agli altri, più speranzosi, più umani”. Un cordoglio universale che ha toccato anche il mondo dell’arte.

L’OMAGGIO A WASHINGTON

Con una velocità che ha ben pochi precedenti nella storia, la National Portrait Gallery di Washington ha deciso di omaggiare la regina del Soul esponendo il suo ritratto realizzato dell’artista Milton Glaser (New York, 1929) per Eye Magazine nel 1968. L’artista, conosciuto in tutto il mondo per aver disegnato il logo “I♥NY”, riprodotto sulla famosa t-shirt che da decenni è uno dei gadget più acquistati dai turisti che visitano la Grande Mela, è anche l’autore del ritratto forse più noto della Franklin. Realizzato nel tipico stile di Glaser e cioè come un caleidoscopio di colori e forme geometriche che rievocano l’energia della cantante, il ritratto è stato realizzato nel 1968, lo stesso anno in cui la galleria, che afferisce alla galassia dei musei dello Smithsonian, fu inaugurata. Il poster litografico a colori è installato al primo piano del museo, e resterà in mostra fino al 22 agosto.

IL RITRATTO

L’opera, che è stata riprodotta in migliaia di esemplari, è qui visibile nella versione originale, recuperata dal museo direttamente dagli archivi della rivista. Dall’uso dei colori alla composizione alle forme, tutto suggerisce la sorprendente verve ed energia dell’artista afro-americana, le cui influenze sulla musica statunitense vanno dal gospel al jazz, dal rhythm and blues alla musica pop. Considerata uno dei più grandi cantanti della sua generazione, Aretha Franklin ha vinto 18 Grammy Awards ed è stata la prima donna ad essere inserita nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1987.

– Mariacristina Ferraioli

 

Washington// fino al 22 agosto
In Memoriam: Aretha Franklin
National Portrait Gallery
8th St NW & F St NW, Washington, DC 20001
http://npg.si.edu/home/national-portrait-gallery

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.