L’artista belga sbarca in Costa Azzurra con una mostra che guida il pubblico alla scoperta di un immaginario in cui si mescolano sacro e profano.

La Fondazione Maeght, museo-gioiello incastonato sulla collina di Saint-Paul-de-Vence (Nizza), è uno spazio di forte impatto, così affascinante che ci si accorge solo dopo delle interessanti mostre temporanee ospitate nei suoi ambienti. Prima si subisce il fascino dell’architettura – scultura, pensata dal catalano Josep Lluis Sert per i coniugi galleristi, collezionisti, mecenati Marguerite e Aimé Maeght, a cavallo tra gli Anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, con la collaborazione di Braque, Matisse, Miró, Chagall e Giacometti (per menzionarne alcuni).
Poi ci si rende conto di tutto il resto. Del tripudio di opere disseminate intorno in un equilibrato dialogo tra esterni e interni, moderno e contemporaneo, luoghi intimi e spazi di socialità.

Jan Fabre. Ma nation. L'imagination. Exhibition view at Fondation Maeght, Saint-Paul de Vence 2018 © Angelos bvba _ Jan Fabre _ © Adagp Paris 2018. Photo Roland Michaud _ Archives Fondation Maeght
Jan Fabre. Ma nation. L’imagination. Exhibition view at Fondation Maeght, Saint-Paul de Vence 2018 © Angelos bvba _ Jan Fabre _ © Adagp Paris 2018. Photo Roland Michaud _ Archives Fondation Maeght

FABRE & FABRE

Jan Fabre (Anversa, 1958) è artista plastico, disegnatore, creatore teatrale e scrittore. Negli anni ci ha abituato a un suo mondo con proprie leggi, simboli, personaggi e motivi ricorrenti. Gli esseri umani, in bilico tra erotismo e spiritualità, subiscono la stessa sorte degli animali nel ciclo immutabile di vita, morte, metamorfosi che non esclude alcun vivente. Un ruolo speciale nella sua cosmogonia è giocato dagli insetti da quando l’artista scopre un suo omonimo, Jean Fabre, entomologo francese del XIX secolo, padre dell’entomologia, che proprio a pochi chilometri da qui, a Sérignan du Comtat, spese i suoi ultimi anni. La sua opera più nota, La vita degli insetti, è basata sulla possibilità di studiarne l’istinto attraverso l’osservazione in vita, senza bisogno di ucciderli e senza l’intervento in laboratorio per studiarli. Basta questo per capire come il nostro Fabre sia conquistato dal pensiero di quest’altro Fabre e come entrambi siano riusciti a fare brillare la loro opera sotto il sole di Provenza.

Jan Fabre. Ma nation. L'imagination. Exhibition view at Fondation Maeght, Saint-Paul de Vence 2018 © Angelos bvba _ Jan Fabre _ © Adagp Paris 2018. Photo Roland Michaud _ Archives Fondation Maeght
Jan Fabre. Ma nation. L’imagination. Exhibition view at Fondation Maeght, Saint-Paul de Vence 2018 © Angelos bvba _ Jan Fabre _ © Adagp Paris 2018. Photo Roland Michaud _ Archives Fondation Maeght

LE OPERE

In questa esposizione la sua ricerca su ciò che, in occasione della mostra di Venezia (Palazzo Benzon, 2007), aveva considerato “la parte più sexy del corpo”, il cervello, è associata a quella sugli insetti (farfalle, api, ragni, scarabei), sugli animali (pesci, tartarughe, coralli), sugli oggetti del quotidiano (sacri e profani). L’intento è creare una relazione diretta con le opere antiche, con le sculture funerarie, con i simboli della resurrezione mettendo insieme sostanza biologica e spirituale, realizzando la maggior parte delle opere esposte in marmo di Carrara. L’uso dell’oro e del marmo nelle opere di Fabre ha un chiaro riferimento all’utilizzo che anticamente si faceva di questi materiali per esaltare la sacralità del soggetto. Eppure, nonostante la grande carica teatrale che questi consentono, il messaggio risulta più sincero nella piccola scultura-cervello in legno, filo metallico, silicone e pittura che dà il titolo alla mostra: La mia sola nazione è l’immaginazione. Una patria senza confini, dove nessuno è straniero, dentro la quale anche gli insetti, come i viventi, possono diventare eroi o cavalieri, trasformando il loro microcosmo in un universo fantastico, come solo i bambini sanno fare. Il pensiero magico per Fabre è l’essenza stessa della creazione artistica.

Mercedes Auteri

Saint-Paul-de-Vence // fino all’11 novembre 2018
Ma nation: l’imagination
FONDATION MAEGHT
623 chemin des Gardettes
www.fondation-maeght.com

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AutoreJan Fabre
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Mercedes Auteri
Mercedes Auteri (Catania, 1977) ha conseguito un Dottorato di ricerca in Storia dell'Uomo, delle Società e del Territorio, con tesi storico-artistica, e un Master in Turismo Culturale Sostenibile e Comunità Locale, con tesi in Museologia. Ha frequentato la Scuola Interuniversitaria di Specializzazione per l'Insegnamento della Storia dell'Arte. Membro della Commissione Educazione di ICOM, International Council of Museum. E' curatrice freelance e autrice di saggi e articoli. Ha seguito e tenuto diversi corsi di Didattica museale, Museologia e Storia dell'arte in Italia, Svizzera, Francia, Tunisia, Irlanda, Stati Uniti e Messico.