50 anni dalla scomparsa di Robert Kennedy. Le opere che ricordano lui e il fratello JFK

Una famiglia conosciuta negli Stati Uniti. L’omicidio e la corsa alla Presidenza come denominatore comune. 50 anni da quel lontano 6 giugno 1968, anno in cui il futuro dell’America, Robert Kennedy, veniva assassinato. La famiglia Kennedy raccontata dagli artisti: da Roy Lichtestein a Mimmo Rotella

JFK secondo Mimmo Rotella

Una famiglia conosciuta, che ha influenzato un intero paese e forse il mondo. Una triste sorte per molti dei suoi componenti. Film, canzoni e libri sono stati dedicati alle loro vicende. Immortale è quell’immagine a Dallas di Jacqueline Kennedy che, con il suo completo rosa, insanguinato, sorregge il marito appena assassinato. Siamo nel 22 novembre del 1963, altra data caposaldo nella storia del mondo. Solo una manciata di anni dopo un’altra tragedia.

IL FUTURO DEL PAESE: BOB KENNEDY

Il 2018 è l’anno in cui si celebrano i 50 anni dal 1968. 365 giorni tra i più nevralgici nella storia non solo d’Italia, ma di tutto il mondo. Negli Stati Uniti, Robert Kennedy, affettuosamente chiamato Bob o Bobby, si candida alle elezioni presidenziali. Un pedigree di tutto rispetto: cognome importante, studi ad Harvard, Attorney general durante il mandato del fratello JFK e la corsa al Senato. Poi la conoscenza, forse scomoda per molti, con Martin Luther King Jr. e il sostegno alla causa dei diritti civili.

IL 1968 PER ROBERT KENNEDY

Los Angeles, sala da ballo dell’Ambassador Hotel. Incontro con i sostenitori. Un breve discorso, saluti di circostanza. L’arrivo della sicurezza e il passaggio dalle cucine. 00:15. Colpi d’arma da fuoco. Il silenzio, la paura, la confusione più totale. Il futuro dell’America assassinato davanti a reporter, giornalisti e invitati. Era il 6 giugno 1968. In poco tempo l’assassino fu catturato: si trattava di uomo di origine giordana, Sirhan B. Sirhan, prima condannato alla sedia elettrica poi, dopo l’abolizione della pena in California, all’ergastolo. La teoria della congiura ha popolato i quotidiani di tutto il mondo. Troppi spari, troppo ravvicinati tra di loro per una pistola come quella dell’attentatore, vecchia e forse poco maneggevole. Ancora tanti i misteri da risolvere. Così Bobby moriva all’età di 42 anni ad un passo dal suo sogno americano, lasciando nello sgomento la nazione che aveva già seppellito l’altrettanto famoso JFK e diventando immediatamente una icona. La nostra fotogallery racconta alcuni degli artisti che hanno ritratto Bobby e John F. Kennedy da  Roy Lichtenstein, Aaron A. Shikler e Bernard Safran, fino a Robert Rauschenberg  e Mimmo Rotella.

– Valentina Poli

 

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AutoriRoy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Mimmo Rotella
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Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.

1 COMMENT

  1. In merito alla storia della famiglia Kennedy, segnalo l’opera intitolata “Parkland Memorial” dell’artista svedese Öyvind Fahlström, personaggio ancora sconosciuto nonostante la sua amicizia e le collaborazioni con Rauchenberg.

    Il titolo dell’opera è tratto dall’ospedale in cui è stato ricoverato sia J.F. Kennedy che il suo assassino Lee Harvey Oswald.
    “Parkland Memorial” è composto da una piscina piena d’acqua in cui galleggiano diverse figure realizzate in vinile che rappresentano Lyndon Johnson, Jack Ruby e le tre mogli di Dracula tratte dalla pellicola del 1931. Queste figure possono essere spostate a piacimento dallo spettatore soffiandoci sopra, giocandoci e creando nuove relazioni. La scelta dei soggetti nasce in seguito alle teorie cospirazionistiche sorte dopo la strage di Dallas, in particolare alle critiche mosse a Johnson per la rapidità con cui accettò l’incarico da presidente. Fahlström propone un espediente ludico per familiarizzare con la realtà politica americane e con comuni credenze dei cittadini.

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