Matteo Fato ed Ennio Flaiano. Una “conversazione” all’Istituto Italiano di Cultura a Lisbona

Una nuova tappa all’estero per l’artista Matteo Fato. A Lisbona, per la curatela di Simone Ciglia, propone una riflessione dilatata sulle nuvole, partendo da una frase di Ennio Flaiano. Le immagini della mostra.

Matteo Fato Autoritratto (del) Blu di Prussia
Matteo Fato Autoritratto (del) Blu di Prussia

Sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole”, parola di Ennio Flaiano. Allo sceneggiatore e scrittore pescarese – morto a Roma nel 1972 – è dedicato il nuovo, complesso, progetto espositivo di Matteo Fato (Pescara 1979, dove vive e lavora), in corso all’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, a cura di Simone Ciglia. Il suo Autobiografia del Blu di Prussia, pubblicato postumo, ha rappresentato l’avvio di una serie di riflessioni, avanzate nel percorso espositivo.
Per l’occasione – e in attesa della sua prossima personale in Italia, da luglio nella Galleria Michela Rizzo a Venezia – l’artista mette insieme per la prima volta un ciclo di lavori, in parte inediti, dedicati alle nuvole, intese come pretesto concettuale per una riflessione sulla pittura e le sue dinamiche intrinseche e plurali.

LE CASSE COME OPERE

Matteo Fato è un artista che è riuscito a indagare il medium pittorico con declinazioni complesse, virando verso l’installazione, confrontandosi con gli spazi mediante un approccio dialettico e progettuale, sempre consapevole. Sul crinale tra immagine e struttura dell’immagine, sul dicotomico rapporto tra bidimensionalità e tridimensionalità, si sviluppa anche questa mostra. I dipinti selezionati sono esposti in strettissimo dialogo con le casse che li contengono: gli strumenti propedeutici alla vita dell’opera, sono parte integrante della stessa; così come accade anche nell’inedito Autoritratto, in cui l’immagine si scardina e destruttura in un dittico. Le cornici in multistrato e specchio di tre carte, moltiplicano poi la percezione. E ci rammentano che il segno della pittura pretende un rapporto con lo spazio in cui si manifesta. Perciò la nuvola è “la parola che circoscrive il mutamento”.

-Lorenzo Madaro  

Matteo Fato
Autoritratto (del) Blu di Prussia
a cura di Simone Ciglia
Istituto Italiano di Cultura, Lisbona
fino al 6 maggio 2017
IIC Lisbona
Rua do Salitre, 146
1250-204, Lisboa, Portugal
www.iiclisbona.esteri.it

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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di belle arti di Catania. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e di “Robinson”, settimanale culturale del quotidiano Repubblica; collabora anche con Arte Mondadori, Artribune, Espoarte, Atp Diary e altre riviste ed è consulente del Polo biblio-museale di Lecce per attività curatoriali e di comunicazione. Nel 2021 è stato membro della commissione di selezione del Premio Termoli, insieme a Giacinto Di Pietrantonio, Alberto Garutti e Paola Ugolini, a cura di Laura Cherubini; e nello stesso anno Advisor del Premio Oliviero curato da Stefano Raimondi. Nel 2020 è stato tra gli autori ospiti del Festival della letteratura di Mantova, con un intervento incentrato su alcune lettere inedite di Germano Celant dedicate a due artisti italiani degli anni Sessanta, Umberto Bignardi e Concetto Pozzati. Tra le mostre recenti curate o coordinate, Gianni Berengo Gardin. Vera fotografia (Castello, Otranto 2020); Umberto Bignardi. Sperimentazioni visuali a Roma (1963-1967) (Galleria Bianconi, Milano 2020); Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro (Galleria Fabbri, Milano, 2019); ‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana (Castello di Otranto, 2018); To Keep At Bay (Galleria Bianconi, Milano 2018); Spazi igroscopici (Galleria Bianconi, Milano 2017); Mario Schifano e la Pop Art italiana (Castello Carlo V, Lecce, 2017); Edoardo De Candia Amo Odio Oro (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); Natalino Tondo Spazio N Dimensionale (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); Andy Warhol e Maria Mulas (Castello Carlo V, Lecce 2016), Principi di aderenza (Castello Silvestri, Calcio - Bergamo 2016), Leandro unico primitivo (promossa dal Mibact in diversi musei pugliesi, 2016); Spazi. Il multiverso degli spazi indipendenti in Italia (Fabbrica del Vapore, Milano 2015). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce. Ha pubblicato diversi cataloghi, saggi e contributi critici su artisti del Novecento e della stretta contemporaneità e insegnato Storia dell’arte contemporanea, Fenomenologia delle arti contemporanee e Storia e metodologia della critica d’arte all’Accademia di Belle Arti di Lecce.