ll toro e la bambina: Arturo di Modica chiede la rimozione della Fearless Girl a Wall Street

Arturo di Modica, autore del famoso Toro di Wall Street, vuole ricorrere a vie legali per far rimuovere la statua della “ragazza senza paura” che dall’8 marzo guarda la sua creatura con aria di sfida. Ci riuscirà?

Fearless Girl, Sculpture by Kristen Visbal - Photo by Federica Valabrega
Fearless Girl, Sculpture by Kristen Visbal - Photo by Federica Valabrega

Una scultura può cambiare completamente significato se accostata a un’altra? E che potere ha l’autore di un’opera nel proteggerla da errate interpretazioni? Sono molte le domande che pone il caso della Fearless Girl, la scultura in bronzo che raffigura una fiera ragazzina con le mani sui fianchi posizionata a Wall Street nella notte tra il 7 e l’8 marzo scorso. La statua, commissionata all’agenzia McCann New York dalla State Street Global Advisors, voleva essere, nelle intenzioni dei promotori, un messaggio di sfida al maschilismo del mondo finanziario, parte di una campagna per l’inserimento delle donne nei consigli di amministrazione e in posizioni di leadership in generale.
La scultura, realizzata da Kristen Visbal e fotografata da Federica Valabrega, è stata accolta con entusiasmo dai cittadini di New York e non solo (anche se non sono mancate le accuse di “falso femminismo” e di strumentalizzazione della causa a fini pubblicitari) spingendo il sindaco a prolungare i permessi dell’opera da una settimana a un anno intero, ossia fino al prossimo 8 marzo, Giornata Internazionale delle Donne.

LO SCULTORE NON CI STA

Ma nell’approvazione generale, c’è una voce fuori dal coro: è quella di Arturo di Modica, l’artista che nel 1989 piazzò di fronte a Wall Street, senza chiedere alcun permesso (a differenza della McCann), il suo toro scalciante, il famoso Charging Bull, simbolo della forza americana e della volontà di ripresa dopo il crollo della borsa del 1987. La scultura, realizzata a spese dell’artista, fu accolta talmente bene dalla cittadinanza che si decise di trasformarla in un monumento permanente, diventando una delle attrazioni turistiche della Grande Mela. L’autore di questa iconica scultura ha richiesto nei giorni scorsi a gran voce la rimozione della Fearless Girl e ha annunciato che ricorrerà a vie legali se necessario per difendere i propri diritti: “è un insulto al mio lavoro e ne cambia il significato originario, che era di libertà, pace, forza, potere e amore”. A causa della nuova statua che lo fronteggia, il Toro “non è più portatore di un messaggio positivo”, ha dichiarato l’avvocato dell’artista, Norman Siegel, “è stato trasformato in una forza negativa, in una minaccia”.

Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.