Artisti italiani alla Biennale di Venezia: la lettera aperta al presidente Pietrangelo Buttafuoco

Il mondo dell’arte dibatte sull’assenza degli artisti italiani alla Biennale di Venezia. Spazio Taverna invia tramite Artribune una “lettera aperta” al Presidente dell’istituzione in Laguna Pietrangelo Buttafuoco

Egregio Presidente,

le scriviamo in qualità di fondatori di Spazio Taverna, uno studio curatoriale fondato nel 2020 per sostenere e promuovere l’arte italiana delle ultime generazioni attraverso progetti legati alla contaminazione tra le arti, e vorremmo condividere con Lei alcune riflessioni.

Il progetto di Koyo Kouoh per la Biennale Arte

All’inizio di dicembre 2024 la nomina di Koyo Kouoh come curatrice della Biennale Arte 2026 fu un gesto di grande apertura internazionale, e il progetto della sua mostra, In Minor Keys, sembra essere davvero originale ed interessante, riportando l’attenzione sulla dimensione intima e spirituale dell’arte, quanto mai auspicabile e necessaria in un momento di tensioni internazionali. Purtroppo, però ha coinciso con un dato grave, mai accaduto nella storia dell’istituzione, fondata nel lontano 1895: l’assenza totale di artisti italiani tra i 111 invitati da Koyo, mancata prematuramente nell’anno successivo alla sua nomina. Dall’esterno questa assenza, che corona un trentennio di progressiva riduzione della presenza italiana nelle mostre internazionali veneziane-dove fino alla metà degli Anni Novanta gli italiani erano numerosi – potrebbe sembrare una questione di nazionalismo culturale, ma in realtà è ben più complessa e articolata, e tocca non solo temi curatoriali-e in quanto tali soggettivi per loro intrinseca natura- ma istituzionali ed economici.

Gli artisti italiani a Venezia

Va ricordato lo scopo della Biennale, sancito dall’articolo 2: “promuovere a livello nazionale e internazionale lo studio, la ricerca e la documentazione nel campo delle arti contemporanee”. Per fare questo, lo Stato italiano assegna alla Biennale un budget che ammonta a 18 milioni di euro per l’edizione del 2022: una somma ingente, proveniente dalle tasse dei contribuenti italiani. Dunque, lo Stato investe 18 milioni di denaro pubblico per promuovere le arti contemporanee a livello nazionale e internazionale, e sarebbe folle pensare che questo avvenga esclusivamente per sostenere artisti di altre nazionalità tranne quella della nazione che paga. Sarebbe come se un paese costruisse uno stadio per la Champions League per farci giocare solo le squadre delle altre nazioni: come potrebbe spiegarlo ai propri cittadini? Eppure, ciò che succede da trent’anni in Italia è questa situazione, prodotta da un provincialismo ed una esterofilia tutta recente (ricordiamo che dal 1895 al 1993 la Biennale ha avuto esclusivamente direttori italiani), che ha prodotto questo paradosso: l’Italia si è auto marginalizzata, apparecchiando tavolate sempre più imbandite e mangiando sempre meno, ma pagando il conto per tutti.

Italiani a Venezia. Una proposta

Cosa fare dunque? Ben vengano direttori stranieri, totalmente liberi di invitare chi desiderano, ai quali però la Biennale dovrebbe organizzare , nei tre mesi successivi alla nomina, un tour di studio visit dei migliori artisti italiani-oggi poco visibili a livello internazionale-simile a quello proposto ai direttori di Campo, il corso per curatori della fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in modo da promuovere in maniera corretta e consapevole l’arte italiana del XXI Secolo, che le nostre istituzioni museali – sempre per provincialismo ed esterofilia – ignorano, salvo rare eccezioni. Trenta studio visit di artisti selezionati da un comitato di curatori italiani, nominato in seno alla Biennale, che renda pubbliche le scelte, motivate da carriere oggettive e documentabili. Un primo passo per evitare lo smacco subito oggi dall’intero sistema dell’arte italiano-una delle più rilevanti minor keys europee- ignorato prima di tutto dal proprio paese, e di conseguenza da tutti gli altri.

Spazio Taverna
(Marco Bassan e Ludovico Pratesi)

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Ludovico Pratesi

Ludovico Pratesi

Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore…

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