Neo-mega-direttori. L’intervista mancata a Carmelo Malacrino

Dopo un iniziale consenso, il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria non ha mai risposto alle domande che avremmo voluto porgli in seguito alla sua nomina. Ecco tutta la storia, e gli interrogativi, di un’intervista mai nata.

Carmelo Malacrino
Carmelo Malacrino

LA STORIA DI UN’INTERVISTA MAI REALIZZATA
Abbiamo deciso di scrivere questo articolo con la convinzione che la professionalità e la coerenza di qualsiasi rappresentante istituzionale si manifesti anche nel fondamentale rispetto verso gli organi di informazione e cultura e, di conseguenza, nei confronti dei suoi eventuali fruitori-lettori. Abbiamo sempre parlato super bene della nuova ondata di neo direttori voluti dal Ministro Franceschini, dunque abbiamo tutto il titolo, quando qualcosa non va per il verso giusto, di segnalarlo.
Nell’ottobre del 2015 sorge la volontà e l’entusiasmo di conoscere il neodirettore del MArRC, Carmelo Malacrino, appena incaricato della gestione del museo in seguito al super-concorso indetto da Franceschini per la dirigenza dei 20 principali musei italiani. L’aspirazione era quella di farci raccontare i programmi e le aspettative di chi avrebbe guidato uno dei musei archeologici più importanti relativi alla Magna Grecia – invidiatissimo e insindacabile custode dei celeberrimi Bronzi di Riace – fornendo ai nostri lettori l’opportunità di scoprire le sorti di un’istituzione tanto chiacchierata, attesa e desiderata, quanto dispendiosa per le tasche dello Stato.
Alla proposta di rilasciare un’intervista Malacrino accetta (non direttamente, ma tramite la sua segreteria); tuttavia le risposte all’intervista non arrivano e a nulla valgono i solleciti: il direttore non risponderà mai neppure a una e-mail. Veniamo rimandati di continuo dalla segreteria e poi ancora da lui in persona (“braccato” a chiusura di un convegno). Pazientemente, da quell’ottobre aspettiamo, ci riproviamo e cambiamo per tre volte le nostre domande, poiché nel frattempo diventavano anacronistiche.

Il nuovo Museo Archeologico di Reggio Calabria - progetto dello studio ABDR
Il nuovo Museo Archeologico di Reggio Calabria – progetto dello studio ABDR

Arriviamo a giugno 2016 e miracolosamente, pur con le solite difficoltà di comunicazione, riusciamo a farci ricevere dal direttore nel suo ufficio. È fatta! O almeno così sembrava. Infatti Malacrino, dopo aver finalmente letto le domande, si rifiuta di rispondere sul momento e a viva voce “perché troppo articolate”, con la promessa di occuparsene e inviare le sue risposte tramite e-mail “entro i prossimi 12 mesi”. Dodici!
A oggi di mesi ne sono passati già parecchi ma tutto tace. A voi, quindi – con molto rammarico – un’intervista incompiuta, sperando che in futuro la comunicazione con chi lavora all’interno del MArRC possa essere più proficua. A vantaggio del Museo stesso in primis.

Bronzi di Riace - photo Francesco Cufari
Bronzi di Riace – photo Francesco Cufari

LE DOMANDE SENZA RISPOSTA

Direttore, ci racconta come ha accolto da giovane studioso – fra i più giovani dei venti neodirettori nominati da Franceschini nel 2015 – e da calabrese la sua nomina di dirigente del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria?

Duecentotrenta vetrine per quattro piani di esposizione permanente che segue un percorso discendente dal Paleolitico alla tarda Età romana, concludendosi con la sezione riservata alla città di Reghion e agli straordinari Bronzi di Riace, fino alle tombe ellenistiche nel piano interrato. Dopo l’inaugurazione del 30 aprile, si è registrata un’enorme affluenza di pubblico. Può fornirci una stima degli ingressi fino a oggi (paganti e gratuiti)?

Entriamo nel dettaglio della recente ristrutturazione e del nuovo allestimento del MArRC: un percorso emozionante, elegante, lineare e minimale. In che misura il restauro è confacente e aderisce alla progettazione originaria degli spazi interni ideata da Piacentini? Inoltre, cosa deve essere ancora portato alla luce dai magazzini che merita di essere esposto al pubblico?

Quali saranno le sue priorità per la gestione tecnica del MArRC? È evidente l’attenzione ai diversi, e all’avanguardia, strumenti di supporto alla visita e alla fruizione della collezione – mi riferisco in particolare alle videoguide nella lingua dei segni e all’annunciato proposito di fornire guide per gli ipovedenti –, mentre un’attività di comunicazione e promozione si muove soprattutto tramite i social. Il Museo infatti non possiede ancora un proprio sito funzionale e aggiornato…

Afrodite con chitone e himation che regge un eros alato, da Medma, metà del V secolo a.C., Museo Archeologico Nazionale, Reggio Calabria
Afrodite con chitone e himation che regge un eros alato, da Medma, metà del V secolo a.C., Museo Archeologico Nazionale, Reggio Calabria

Come intende amministrare l’aspetto finanziario, fra supporto pubblico e privato?

Ci racconta qualcosa in più in merito ai servizi aggiuntivi, fondamentali – oltre al sostegno economico – per far funzionare il Museo come nevralgico punto di incontro per la comunità locale e i turisti? Se al bookshop è adesso riservata un’apposita ala al pianoterra, i visitatori attendono di godere della meravigliosa vista sul Lungomare e lo Stretto dalla terrazza del Museo, che teoricamente dovrebbe ospitare ristorante e caffetteria.

In quanto luogo di promozione culturale, l’istituzione museale deve essere in grado di coinvolgere le varie fasce dei suoi utenti, agevolando la lettura del patrimonio storico-artistico in base alle loro esigenze specifiche. Il MArRC potrebbe valutare l’attivazione di servizi educativi e di didattica museale condotti da professionisti specializzati, che sono sempre più numerosi in Italia?

Piccola provocazione: sussiste la prospettiva di bandire nuove nomine di giovani che possano rimpolpare gli organici del Museo, considerando pure il fatto che la struttura consta di tre piani in più e una sezione sotterranea “da coprire”? D’altra parte, invece, il recente concorso indetto dal MiBACT per l’assunzione di 500 funzionari prevede un totale di appena 18 posti disponibili in Calabria (sette archeologi, otto architetti, due operatori per la promozione e la comunicazione e un restauratore).

Vogliamo concludere con un’anticipazione sui prossimi progetti a cui il MArRC sta lavorando, e un augurio che da direttore si sente di formulare per il futuro del Museo?

Se il direttore volesse rispondere anche sotto nei commenti, i lettori apprezzerebbero. Non si sa mai. Comunque, per sicurezza, torneremo su questo link a controllare tra 12 mesi… [N.d.R.]

Valentina Tebala

www.archeocalabria.beniculturali.it

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Valentina Tebala
Valentina Tebala è critica e curatrice indipendente d’arte contemporanea. Laureata in Storia dell’Arte a Bologna con una tesi di ricerca in Teorie e Pratiche della Fotografia, ha frequentato il Corso per curatori della School for Curatorial Studies di Venezia e attualmente studia presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici di Bologna. Ha ideato e collaborato all’organizzazione e la curatela di mostre, progetti artistici ed editoriali presso spazi pubblici e privati in Italia, focalizzando maggiormente il suo lavoro e la sua ricerca in Calabria, dove vive. Ha realizzato contribuiti critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte; scrive per la rivista trimestrale d’arte contemporanea Smallzine e per Artribune. Fa parte dell’associazione non profit CatArTica Care – composta da artisti, musicisti, curatori e critici d’arte –, nata in provincia di Reggio Calabria per la promozione della cultura e delle arti contemporanee in dialogo costante con il territorio d’appartenenza e oltre i suoi confini.